“Pubblicità o pubbliche relazioni?10 differenze di metodo”

Seguo regolarmente il blog di Ninja Marketing perché lo trovo molto interessante, pieno di stimoli e informazioni utili. Stamattina ho letto questo articolo di Alessio Sarnelli che spiega le differenze tra pubblicità relazioni pubbliche. Mi piace perché spiega, punto per punto, le “profonde differenze” tra queste due attività. Mi piace perché è schematico e veloce. Mi piace perché è vero. Ci sono, però, alcuni punti su cui non sono d’accordo con Alessio.

Innanzitutto all’università mi hanno sempre detto che  gli operatori del settore preferiscono il termine “relazioni pubbliche”, l’abbreviazione PR è per l’inglese Public Relations. Passando ai singoli punti, invece, ce ne sono un paio dove credo sia necessario fare delle precisazioni.

1) Spazi sui media: a pagamento o copertura gratuita?

È vero che lo spazio sui media ottenuto dalle relazioni pubbliche non è pagato, ma non direi che lo scopo delle RP è di ottenere pubblicità gratuita per l’azienda. Secondo lo statuto di Ferpi, le relazioni pubbliche hanno la “finalità di creare, di sviluppare e di gestire sistemi di relazione con i pubblici influenti”. Da come ne parla l’articolo sembra che le relazioni pubbliche siano un’attività low cost da intraprendere se l’organizzazione non ha budget per una campagna pubblicitaria. Non è così. Le Relazioni Pubbliche sono una parte della comunicazione a cui va dato il giusto budget, proprio coma una campagna di advertising.

3) La durata di un’attività di promozione

Sono d’accordo sul fatto che per ogni singolo evento ci si può giocare la carta una sola volta per ogni organo di informazione, ma non bisogna pensare che l’attività di RP si limiti alla stesura di un comunicato e alla sua diffusione. Le relazioni pubbliche mirano a costruire un rapporto che dura nel tempo, sono quindi un’attività che continua anche dopo che la campagna advertising è finita da un pezzo.

Nonostante questi due punti mi piace questo articolo perché si potrebbe stare ore e ore a descrivere le differenze tra le due attività, mentre Alessio è riuscito a esporle in maniera semplice, chiara e veloce. La necessità di esprimere un messaggio in maniera breve e comprensibile non è forse un bisogno che hanno in comune entrambe le attività? Consiglio a tutti di leggere questo articolo e non vedo l’ora che esca la seconda parte con gli altri cinque punti!

Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe anche conoscere l’opinione di qualcuno che si occupa di pubblicità!

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Diario: in diretta da Milano (2)

La strada è lunga e liscia e noi camminiamo -o forse scivoliamo- lungo il percorso seguendo le linee guida della comunicazione e della creatività.

Dopo l’esperienza con Brunella Dorigo (esperienza che continua felicemente; a fine maggio si terrà la seconda mostra), la seconda tappa del tour battezzato or ora “a contatto con la professione” arriva nelle stanze della pubblicità.

Milano fiorisce di comunicazione a 360°, come i roseti a maggio.
Ed una delle grandi richieste avanzate da parte degli studenti iscritti alla IULM e ad UniFerpi è stata quella di potersi esercitare nella realizzazione di una campagna pubblicitaria. Continua a leggere

PR o pubblicità?Entrambi

“Io non nascondo la verità, la filtro”.

(Thank you for smoking)

“Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello”.

(libro di Jacques Séguéla)

Due frasi che dette cosi, fanno (forse) del mestiere del pubblicitario e del pubblico relatore il mestiere dell’inganno e meno etico del mondo. Eppure hanno un certo fascino.

Sia le pubbliche relazioni che l’advertising fanno parte delle svariate tecniche comunicative con cui l’impresa può relazionarsi con i propri stakeholders, quali sindacati, lavoratori, istituzioni, gruppi d’interesse, consumatori e altri ancora rispetto il proprio ambiente di riferimento. Continua a leggere

Zooppa e BootB, i social network dei creativi pubblicitari

Il web 2.0 ha liberalizzato anche il mercato della creatività: la buona idea di un ragazzino congolese può avere la stessa visibilità della proposta di un’agenzia newyorkese. Tutto questo grazie a Zooppa e BootB.

Entrambi i siti pubblicano i brief di aziende che richiedono proposte di advertising. Finora si sono prestate al gioco multinazionali di diversi settori, desiderose di sperimentare questa alternativa alle agenzie pubblicitarie che, certamente, non saranno state felici della novità. Continua a leggere

Subvertising, freemagazine sul marketing non convenzionale

Un mensile gratuito sul marketing non convenzionale, non poteva certo trovarsi nelle care vecchie edicole!

Subvertising, già al secondo numero, si scarica in pdf dal sito. Continua a leggere