Online Media Relations. Quando la comunicazione è relazione.

Com’è cambiata l’attività di Ufficio Stampa dopo l’avvento e lo sviluppo del Web 2.0? “Un approccio alle media relations completamente nuovo, come nuovo è l’universo a cui si rivolge: il web, una grande piazza virtuale animata da numerose community”. Così Filippo Nani – Delegato Ferpi Triveneto – introduce alla serata di Venerdì 23 marzo Daniele Chieffi, giornalista e online media relations manager del Gruppo UniCredit, giunto nell’atmosfera intima e raccolta della libreria bellunese Mondolibri, per presentare il suo libro “Online media relations. L’ufficio stampa su Internet ovvero il web raccontato ai comunicatori”, in occasione dell’ottavo appuntamento di “Un libro, un tema, un’idea” organizzato dal Direttivo di Ferpi Triveneto e dell’Associazione Italiana Comunicatori Pubblici.

Ma cosa significa veramente fare online media relations?

Nell’epoca dello “share”, dei post, del tweet e del retweet, la Rete diventa luogo della condivisione, in cui la notizia è online e on time, si diffonde immediatamente e con altrettanta rapidità viene rielaborata. La Rete diventa il palcoscenico per un nuovo approccio alla notizia, imponendo ai comunicatori la necessità di fronteggiare una rivoluzione. Come la “vecchia” Agorà, così la Rete raggruppa persone, idee, conversazioni, esigenze e opinioni in piazze virtuali che vedono persone reali dialogare e nutrirsi di informazione che viene prodotta e riprodotta, di volta in volta.

Singoli individui possono dare origine a community online, aggregati di persone, organizzati come veri e propri gruppi sociali. Osservare le conversazioni di comunità intere diventa un’attività di rilievo per l’addetto stampa, così come la capacità di individuare e dialogare con l’opinion leader di riferimento. “Relazionarsi con questi gruppi di persone è attività di RP”, spiega Daniele Chieffi, che aggiunge “per le imprese i social media diventano strumenti a costo zero, ma a massimo contatto”. Interessante, dunque, la sfida che viene a generarsi per il comunicatore e per il relatore pubblico.

Tempestivo, pronto e informato: queste sono alcune delle caratteristiche dell’addetto stampa online, professionista che deve relazionarsi con giornalisti, ma anche adattarsi all’universo mediatico e ai nuovi attori della comunicazione online, dai blogger agli influencer, fino ai semplici utenti immersi in un flusso informativo immediato, virale e in costante evoluzione. L’addetto stampa deve comprendere questo fiume di informazioni e monitorarlo per prevenire crisi di comunicazione e, di conseguenza, aziendali.

“La forza di un ufficio stampa 2.0 consiste nel governare, creare e distribuire valore in termini di informazioni, contenuti, ma anche relazioni” afferma  Daniele Chieffi spiegando, inoltre, che “a differenza del passato, oggi l’addetto stampa e giornalisti creano un rapporto di collaborazione, di reciproca percezione e interazione”.

In questo scenario, le RP sono protagoniste di un’evoluzione epocale: stanno diventando identità professionali essenziali. E’ importante capire che la comunicazione è relazione.

Accanto a un’ottica marketing-oriented, rivolta al monitoraggio dell’informazione e del suo posizionamento nel Web, emerge un atteggiamento reputation-oriented: si crea, si rafforza e migliora la reputazione di un brand attraverso i media online, “sempre che l’intervento emerga a monte”, sottolinea Chieffi. Se non si interviene a monte nella costruzione e nella gestione della reputation, non solo sarà molto più difficoltosa la governance a valle, più alti saranno anche i tassi di negatività a cui un’impresa può andare incontro.

Quindi questo approccio online ha senso sia per il B2B che per il B2C?” ci si chiede tra i presenti in sala.

“La Rete, essendo un ecosistema in costante evoluzione, sta inglobando sempre più qualsiasi processo di relazione. La reputazione diventa fondamentale sia per realtà orientate al business che a quelle rivolte al consumatore finale”. In questo senso, commenta Chieffi “nell’ottica B2B assume maggior importanza lo sguardo alla social reputation, piuttosto che alle media relations. Tutto è interrelato. Ritorna il concetto della reticolarità: ci si conosce anche nell’offline, far emergere l’importanza della reputazione è più che doveroso”. Non solo, oggigiorno gli interlocutori degli uffici stampa non devono più relazionarsi unicamente con dei professionisti: gestire i rapporti anche con i cosiddetti “non professional”, è una tra le sfide più importanti per le RP. “Bisogna riconoscergli la stessa importanza e la stessa reputazione che gli attribuisce la Rete. Ci sono persone che sono in grado di spostare l’opinione pubblica generando reazioni a catena, in positivo e in negativo, sia per imprese B2C che per quelle B2B”.

Una riflessione emerge spontanea dal pubblico: “In un territorio come quello del Nord Est, l’importanza di tale strumenti sembra essere più spesso sottovalutata, piuttosto che accolta e implementata”.

“E’ vero, riuscire a far comprendere alle aziende e al cliente l’importanza delle online media relations è un obiettivo spesso complicato da raggiungere, ma allo stesso tempo essenziale”, risponde Daniele Chieffi che, non a caso, definisce come “vera riscossa del piccolo” le potenzialità delle RP 2.0 per le piccole e medie aziende che caratterizzano il territorio nordestino, oggetto di riferimento. L’utilizzo costante e organizzato dei social media ha una portata strategica notevole per questo tipo di attività. “E’ un’opera di educazione al management; deve far fronte a un importante cambiamento culturale, non è né semplice, né immediata”. Il panorama è cambiato e sta cambiando costantemente e in modo accelerato, “prima o poi ci si renderà conto del bisogno di investire nella comunicazione, perché non si potrà più farne a meno. Il grande padrone dell’informazione online è il tempo. Sulla Rete tutto avviene velocemente”.

Per questo le online media relations (olmr) devono trasformarsi in un facilitatore, un acceleratore di processi e mai un ostacolo o un freno.

Valeria Bacco, Lisa Scudeler, Silvia Zanatta – Uniferpi Padova

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Elezioni.it: quando la politica si fa social

Elezioni.it - Il political network italiano“Se fossi un elettore indeciso mi piacerebbe avere un luogo dove posso confrontare le opinioni dei vari candidati? Se fossi un candidato mi piacerebbe avere un luogo dove nel confronto con gli altri candidati posso dimostrare di essere quello da votare? Noi abbiamo risposto sì ad entrambe le domande creando un luogo dove gli elettori possono vedere le opinioni di tutti i candidati e dove un candidato può dimostrare, confrontandosi con gli altri, di essere quello da votare”.

Questo è in sintesi il concetto che vogliono trasmettere gli ideatori di Elezioni.it, il primo aggregatore delle pagine facebook dei candidati alle elezioni. Un progetto nato dall’incontro tra Riccardo Rudelli, consulente politico di vecchia data e direttore di Agenziaelettorale.it, Paola Bonesu e Mario Grasso, due giovani laureati in comunicazione politica e sociale alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di  Milano. Al loro fianco Roberto Errichelli, imprenditore partner di Agenziaelettorale.it e Claudio Bisconti, studente lavoratore della facoltà di ingegneria informatica all’Università di Firenze.

Uno strumento che – facendo leva sulle virtù dei social network – vuole diventare uno spazio di discussione per i politici e di informazione e aggiornamento costante per tecnici e elettori.
Con un solo click si potrà così assistere al confronto tra i leader di partito. Ma anche scoprire come procede la campagna per le elezioni presidenziali in Francia, o volare in Inghilterra per assistere alla lotta tra i candidati a sindaco di Londra. Sarà possibile seguire live la sfida tra i Repubblicani per decidere chi affronterà Barack Obama o capire come si sviluppa il dibattito all’interno di forze partitiche come il PD e il PDL, leggendo direttamente le dichiarazioni dei loro esponenti.

Nelle Agorà locali i candidati si metteranno alla prova per dimostrare di essere il politico da votare. Nell’Agorà di Palermo abbiamo assistito allo scontro tra i candidati alle discusse primarie del centro-sinistra. Mentre la campagna elettorale a Genova entra nel vivo dopo la conclusione delle primarie del centrosinistra e le candidature del centrodestra. Città per città sarà possibile per politici, giornalisti, rappresentanti di categoria inserirsi nel dibattito. Un solo click, tutte le dichiarazioni, per uno sguardo d’insieme che permetterà di comprendere in diretta costante come stia evolvendo il dibattito politico.

Il social network diviene political network: uno spazio pensato per soddisfare le esigenze del candidato e dell’elettore attraverso uno strumento agile e di facile utilizzo. Un aggregatore di contenuti che funge da bussola per orientarsi nel mare della politica locale, nazionale ed estera.
Con Elezioni.it nasce un nuovo modo di fare, comunicare e seguire la politica. In un solo click.

Uniferpi: cambiare per crescere

Uniferpi c’è e si fa sentire. Da Milano a Catania tre eventi in pochi giorni hanno visto la collaborazione dei giovani e dei professionisti della Federazione.

Gianni Di Giovanni all’incontro Nazionale Uniferpi

A Catania la delegata Silvia Sampugnaro, con l’aiuto di Amanda Succi, delegata Ferpi Sicilia, ha organizzato un seminario per rilanciare Uniferpi nell’isola. Esercitazioni di comunicazione, il tema del workshop che ha visto Roberto Antonucci, socio Ferpi e Presidente della Commissione di Ammissione e Verifica della posizione professionale degli iscritti Ferpi, mettere al lavoro gli studenti catanesi su un piano di comunicazione. L’incontro è nato dalla volontà di realizzare un’occasione di confronto e condivisione di idee, esperienze, conoscenze. Fare networking e imparare. Mirare ad accorciare le distanze tra teoria e pratica della professione, conoscenza e competenza, sapere e saper fare.

A Roma, la delegata Federica Carini, ha dato il via alla stagione di eventi Uniferpi Lazio organizzando il primo Aperitivo della Comunicazione. Il tema dell’incontro: Giovani e comunicazione: come cambia la professione del comunicatore, i primi soci Ferpi ospiti: Fabio Ventoruzzo, Managing Partner Methodos e Membro del Comitato Esecutivo Ferpi, e Ferdinando Marino, Account e Content Manager Kapusons e socio Ferpi. Una chiacchierata informale per capire quali sono le vie più efficaci per avvicinarsi alla professione. “Ci vogliono entusiamo, determinazione, passione. Bisogna saper comunicare se stessi e farsi notare”, dicono i professionisti Ferpi. “Ognuno deve saper tirare fuori il proprio ‘potere critico’, crearsi un’opinione. In questo senso Uniferpi rappresenta un decisivo canale di accesso alla professione, perché permette di mettersi in contatto con i professionisti e conoscere le loro esperienze”.

Daniele Salvaggio, delegato Ferpi Giovani, ha organizzato a Milano il primo incontro Nazionale Uniferpi (il secondo verrà promosso a gennaio a Roma) per confrontarsi sull’evoluzione del gruppo giovani della Federazione. Presenti molti soci del Triveneto, a dimostrazione che Uniferpi può contare su una solida base di attenzione alla quale fare riferimento per la sua crescita. All’incontro è seguita la “testimonianza” di Gianni di Giovanni, Direttore Relazioni Esterne di Eni Spa: ha raccontato la sua esperienza e ha dato una visione pratica della professione del comunicatore all’interno di un contesto aziendale complesso e molto esposto come quello di Eni. Non è una professione per tutti quella del comunicatore. “Ci vogliono talento e molta empatia che permette di stabilire una relazione”, dice Di Giovanni. “Bisogna credere in questa professione per poterla fare, non si può occupare solo un posto di lavoro. La comunicazione è una scienza che serve a creare, supportare, rafforzare la reputazione dell’organizzazione e per fare questo lavoro bisogna essere bravi, avere passione e dedizione”.

Queste attività confermano la vitalità di Uniferpi e, allo stesso tempo, la necessità di una svolta. Cambiare per crescere. Il lavoro da fare è tanto, le difficoltà non mancano come anche la passione e la dedizione. E’ però necessario che Uniferpi possa contare sul sostegno delle delegazioni territoriali Ferpi per permettere ai giovani di mettersi alla prova e sviluppare attività e progetti in ogni regione.
Non dimentichiamo che siamo giovani che vogliono vivere la professione e impararla dai professionisti.
L’impegno, la passione e la disponibilità da parte di Uniferpi sono confermati. Ma voi professionisti avete voglia di lavorare con noi?

tratto dal sito www.ferpi.it

Riccardo Luna a Segnavie: “Sbaglia chi non ci prova”

 

“..Indicazioni tracciate su alberi o massi che orientano il viaggiatore in  territori complessi, appigli lasciati da uomini e donne esperti. Indicazioni, tuttavia, che si affidano all’intelligenza e alla sensibilità del viaggiatore: questa una possibile definizione di segnavia..”


Il segnavia piantato ieri a Padova da Riccardo Luna – primo direttore di Wired Italia – e dal giornalista Luca Sofri, ha chiuso il ciclo di incontri promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ma ha di certo aperto molte conversazioni, innescato nuove connessioni e azionato una bussola chiamata “curiosità”.

Ampio e vario il pubblico ieri presente all’appuntamento e, tra i molti giovani, anche noi di Uniferpi Padova, a interrogarci su tematiche oggi attuali più che mai.

“Che cos’è l’innovazione? Esiste l’innovazione in Italia?” L’innovazione è “avere passione per il futuro, studiando il futuro”. L’innovazione è quella cosa che migliora la vita delle persone. Sono le persone che cambiano il mondo, la tecnologia è un mezzo per poterlo fare.

L’innovazione può essere creata da tutti, ma allo stesso tempo va a tutti diffusa e spiegata in modo semplice. La discussione, in scena al Centro Congressi Papa Luciani, tocca anche il tema del giornalismo: “Devi essere umile perché scrivi per gli altri”, spiega Riccardo Luna, che aggiunge “noi giornalisti abbiamo fatto un pessimo lavoro, siamo stati pigri e autoreferenziali, ora la rete ha più opportunità e sta spazzando via un po’ di cattivo giornalismo”.

La rete è uno dei più grandi abilitatori sociali: emerge l’esigenza di puntarci di più in Italia, essendo attivi e cercando anche di contribuire alla ricostruzione di un rapporto di credibilità tra politica e cittadini, perché l’innovazione va fatta conoscere e riconoscere anche alla e dalla politica.

L’espressione “piove governo ladro” è un paravento per la nostra pigrizia”, aggiunge Riccardo Luna, ”Se piove non lamentiamoci, apriamo l’ombrello!” Non serve per forza una legge per creare o promuovere l’innovazione. Serve un cambio di passo culturale per trasformare lo spirito generale del Paese. “Perché non pensare a un Paese di startupper?” Anziché cercare disperatamente un lavoro, creiamolo, inventiamolo, proponiamo nuove soluzioni per risolvere i problemi.

L’innovazione esiste, ma troppo spesso non si vede. C’è ma non lo si sa. Ci sono persone, scienziati, enti e aziende che innovano, ma non sono in rete. Per una nuova Italia l’innovazione è davvero così nascosta? Pare di capire che ci sia grande voglia di innovazione e altrettanta ignoranza digitale. Eppure l’ignoranza è molto meno importante della voglia di fare.

Oggi, come non mai, la comunicazione, la relazione e le relazioni assumono un valore sempre più vitale. Noi tutti abbiamo le possibilità di sfruttare questi “strumenti” aumentandone il valore. Non lasciamo che tutte queste riflessioni rimangano sospese.

Qual è, allora, il meccanismo per innovare? Non è questione di “meccanismo”, bisogna “provarci”. In Italia chi ci prova e sbaglia, è un fallito. A noi manca la cultura del fallimento: la prospettiva dev’essere differente.

..È il viaggiatore che decide liberamente quale via percorrere”. Noi viaggiatori che segnavia seguiamo? Perché non iniziamo a piantarne un po’?

Se uno sbaglia, almeno c’ha provato. Sbaglia chi non ci prova”.

Silvia Zanatta – UniFerpi Padova

UniFerpi Padova e l’Aperitivo con i professionisti

Cari amici,

voglio condividere con voi un contributo derivante da un pomeriggio Padovano, ricco di stimoli e frizzantezza.

Per gli amici di Uniferpi Padova l’ultimo Aperitivo della Comunicazione, si è trasformato da “Aperitivo con il professionista” ad “Aperitivo con i professionisti”.

Una giornata serena, due tavoli, qualche sedia e un clima divenuto ben presto molto accogliente.

Ad allietarci con la loro presenza, infatti, c’erano Enrico Pinton, junior account di PR Consulting e socio associato Ferpi, e Roberto Fioretto, che invece si occupa di Comunicazione e Relazioni Esterne presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Ai giovani professionisti abbiamo chiesto di raccontarci chi fossero, da dove venissero, dove fossero diretti, ma dato il clima di estrema cordialità che si è venuto a creare, abbiamo deciso di farlo fatto in un modo un po’ particolare e…artigianale!

Ascoltiamo allora Enrico e Roberto, che si sono raccontati così:

L’aperitivo è stato, per noi, un’occasione per ragionare attorno al tema della “rete”, del web 2.0 e delle sue applicazioni all’interno del mondo della comunicazione e, nello specifico, delle relazioni pubbliche.

Siamo andati alla ricerca e alla scoperta delle interconnessioni, dei legami e delle diramazioni dell’esperienza professionale dei nostri due “ospiti”, nell’intento di capire e approfondire maggiormente che cosa significasse lavorare e operare all’interno di un’Agenzia di Relazioni Pubbliche, piuttosto che all’interno di una realtà come quella di una Fondazione, interrogandoci inoltre sul significato e sull’essenza di queste due entità.

Uno dei punti chiave emersi è rappresentato dal ruolo centrale di entrambi gli enti come attivatori sociali.

La chiacchierata è proseguita con l’analisi di alcune iniziative legate a Segnavie, un’iniziativa che “vuole offrire ai ‘viaggiatori della modernità’ – tutti noi – spunti di ‘riflessione attiva’ capaci di favorire una crescita consapevole del nostro territorio”.

Tale progetto ha coinvolto energicamente Enrico e Roberto: dall’attività di brand naming e brand identity (da non tradurre con “Immagine di brand”, come sottolinea Enrico Pinton), fino all’attività di ufficio stampa. Dal piano di comunicazione, alla comunicazione integrata. Dal pensiero strategico all’analisi dei risultati. Dalla presa di coscienza dei lati positivi e dal commento critico degli elementi negativi.

Questa la base da cui ci siamo confrontati con i professionisti per capire come queste attività potessero essere integrate con i meccanismi del web 2.0, meccanismi tanto citati, da essere definiti un “salto” in grado di generare un passaggio da “progetto pilota” a vero e proprio “approccio culturale”.

Che cosa è dunque emerso da questo confronto? Sicuramente la dedizione nel costruire e mantenere una online brand reputation, un’attività continuativa di ascolto, un utilizzo consapevole e programmato degli strumenti web di base, integrato con gli sviluppi di web 2.0, visto non più unicamente con diffidenza, bensì accolto come sfida.

Eppure non è solamente la comunicazione esterna, quella rivolta ai pubblici di riferimento, che risente degli effetti di questa sorta di evoluzione. Si parla allora di funzione trasversale della comunicazione, funzione che coinvolge anche la comunicazione interna e per la quale, oggi, sempre più, assumono importanza il concetto di dialogo e di conversazione.

L’Aperitivo ha messo in luce l’importanza della collaborazione, elemento imprescindibile per far fruttare opportunità varie e diverse, con occhi critici e analitici.

E non è proprio questo che cerchiamo di perseguire anche noi a livello di Associazione?

A tal proposito Enrico e Roberto ci ricordano che “Fare parte di un’associazione aiuta a sfondare un tetto di cristallo”.

Che cosa aspettiamo a sfondarlo?

Silvia Zanatta

Le Rp sono questione di “metodo”

Cari ragazzi

voglio condividere sul nostro blog un’interessate e utile intervista che Fabio Ventoruzzo, membro del Comitato esecutivo di FERPI, ha rilasciato a CensisGuida.
Credo che le parole di Fabio possano toglierci qualche dubbio da una parte e stimolarci -moltissimo- dall’altra.
Spero che da questo contributo nasca un confronto costruttivo. Dopo tutto si parla anche di noi e del nostro metodo, attuale ma sopratutto futuro, di fare RP.
Che ne pensate?

Il concetto di Relazioni Pubbliche in Italia è ancora oggi soggetto a varie interpretazioni. Come definirebbe il ruolo del “relatore pubblico” oggi?
Chi si occupa di relazioni pubbliche nelle organizzazioni è impegnato, da sempre, nella gestione dei loro sistemi di relazione. Oggi non basta comunicare: la comunicazione deve essere funzionale a rafforzare la legittimazione (quella che molti chiamano reputazione) di una organizzazione nei confronti dei suoi pubblici. In una società “a rete” come quella attuale, ciò non può essere affidato solo all’istinto del comunicatore, ma richiede adeguati processi e politiche. Oggi, a differenza del passato, il relatore pubblico non è più solo un ruolo ma è funzionale alla governance dell’organizzazione, interpretando le aspettative dei pubblici (esterni ma anche interni) e facilitando la diffusione di una cultura della comunicazione e della relazione all’interno della stessa organizzazione.
Qual è la situazione delle Relazioni Pubbliche in Italia e quali sono le prospettive future di lavoro per chi vuole avvicinarsi a questo mondo?
In termini di occupabilità e di indotto economico le relazioni pubbliche sono un mercato che in questi anni è rimasto sostanzialmente stabile, seppur con i riflessi della situazione economica generale. È cresciuta – e di molto – invece, la consapevolezza (e quindi, la rilevanza della funzione per le organizzazioni) delle relazioni pubbliche come leva per facilitare il raggiungimento degli obiettivi (e non solo in termini di supporto all’immagine e reputazione). Non solo agenzia di consulenza e aziende private però: sono sempre di più le organizzazioni pubbliche e quelle del terzo settore (non profit) che impiegano professionisti di relazioni pubbliche. Una professione che, arrivata in Italia nel secondo dopoguerra, sta entrando nel pieno della sua maturità.
Un settore, quindi, che strizza gli occhi ai giovani?
Il mondo delle relazioni pubbliche (e della comunicazione, in generale) è sempre stato un settore molto attraente per i giovani. Sono molti i corsi universitari e post-universitari che pongono la comunicazione e le relazioni pubbliche al centro dei propri curriculum. È innegabile anche che siano ancora troppi i giovani che – una volta terminato il corso di studi – faticano ad entrare nel mondo del lavoro.
Ma non è solo un problema quantitativo di incontro tra domanda e offerta. È anche un problema di qualità nell’offerta: in questi anni abbiamo assistito ad una difficile integrazione tra professionisti “di spada” (che si sono fatti le ossa sul campo) e di “toga” (che si sono avvicinati alla professione attraverso corsi e master di specializzazione). Per questo è fondamentale che un’associazione professionale come Ferpi abbia posto la questione giovani come una delle priorità della propria agenda associativa.
È una professione che si impara o si studia, quindi?
Molti professionisti (anche giovani) arrivano da corsi di laurea e percorsi formativi completamente diversi (lettere, lingue, filosofia, economia, ecc). La “concorrenza” è allargata perché ancora oggi si tende a privilegiare l’esperienza all’approccio professionale. Mentre la prima è disponibile a tutti (tutti possono imparare facendo), la seconda è appannaggio di coloro che hanno frequentato corsi e master. Per questo motivo le università e i tanti corsi specializzanti dovrebbero focalizzarsi su questo vantaggio distintivo e valorizzare le competenze acquisite dai partecipanti più che dalle tecniche insegnate di relazioni pubbliche.
Ma quali sono allora queste competenze distintive da offrire oggi nei corsi e master in relazioni pubbliche?
Sicuramente l’approccio, il metodo: fare relazioni pubbliche non è inventarsi ogni giorno una soluzione diversa ma un processo di analisi, di progettazione, realizzazione e valutazione consapevole. Per questo sono sempre più importanti competenze di project e business management oltre che la padronanza di modelli manageriali specifici. L’inglese è ormai diventato un requisito indispensabile. Il cinese sta diventando un plus straordinario. Si deve insegnare a interagire in una società a rete, alimentando la capacità di raccogliere e interpretare le informazioni ed essere aperti alle novità. Occorre “togliere dalle parete gli specchi e aprire le finestre” per vedere cosa accade in altre contesti e professioni.
Quali le aree di attività che potrebbero essere particolarmente appetibili per i giovani?
La comunicazione attraverso i media digitali è ormai parte integrante delle strategie di ogni organizzazione: la padronanza del Web 2.0 è un grande vantaggio culturale per i giovani, anche se non verranno mai meno le relazioni con i media tradizionali. Cresce inoltre l’attenzione per la comunicazione interna (magari a supporto dei grandi processi di cambiamento organizzativi). Da non dimenticare il lobbying (relazioni con le istituzioni), area storica della nostre professione ma che negli ultimi anni sta assumendo sempre più rilevanza all’interno delle organizzazioni con un mercato che premia le società specializzate in questo servizio.
Lei fa parte del Comitato Esecutivo di Ferpi, la Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana, che ha individuato come obiettivo strategico per i prossimi anni la formazione in questo settore.
Una leva per avvicinare i giovani all’associazione e al mondo delle Relazioni Pubbliche? È la professione che si dovrebbe avvicinare maggiormente al mondo dei giovani, e non viceversa. Ripensare formati, contenuti e modalità di un’offerta formativa più vicina alle reali esigenze dei giovani (e del mercato) significa dunque proporre contenuti adeguati alle aspirazioni delle persone che si avvicinano alla professione, soprattutto in termini di relazioni. Si deve spostare il focus dal “saper fare” (le tecniche) al “saper essere” manager delle relazioni pubbliche; dal consumo (di formazione) alla costruzione di contenuti e modelli; dall’aula tradizionale all’apprendimento in condizioni out-of-the box.
Tornerebbe a fare questo lavoro?
Assolutamente sì. Mi sono laureato in relazioni pubbliche e sono innamorato di quello che faccio. Non penso – almeno per me – possa esistere lavoro più stimolante di questo perché vive e si nutre nella contemporaneità e nel fitto intreccio tra sistema economico, politico e sociale. Non potrei desiderare di più.

Tratto da CensisGuida

Master Universitario MaPReC: ready…steady…go!

Circa un mese fa girava sul web e tra gli studenti la notizia relativa al lancio di un nuovo Master Universitario in Public Relations & Corporate Communication all’Università IULM di Milano.

Avevo promesso di informarmi… eccovi il risultato dei miei sforzi: un’esclusiva video intervista al Prof. Emanuele Invernizzi, direttore del Master.

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RP IN ROSA – Il tacco portante delle relazioni pubbliche

Proseguono le attività UniFerpi GORIZIA con il grande evento “RP in rosa” previsto lunedì 29 novembre 2010 alle ore 16.30 in aula P di palazzo Alvarez, sede goriziana dell’Università degli Studi di Udine (via Diaz, 5).

Protagonisti dell’evento saranno:

Prof. Mauro Pascolini, direttore del CEGO;
Raffaella Rumiati, dal SISSA di Trieste con un interessante intervento “Donne e Uomini: lo si nasce o lo si diventa?”;

Prof. Giampietro Vecchiato e Daniela Mian, che ci parleranno di “Donne e relazioni pubbliche in Veneto”

Prof.sa Nicoletta Vasta, presidente del corso di laurea in relazioni pubbliche
Elisabetta Pujatti, rappresentante di Tenimenti Angelini-Pujatti;
Prof.sa Mariapaola La Caria, delegato Triveneto Ferpi.

Moderatrice dell’incontro sarà Eleonora Vallin, vice direttore di NordestEuropa.it.

Si tratta di un evento caratterizzato dalla presenza di importanti ospiti che discutono sulla comunicazione al femminile. Un’incontro per capire la professione e colorarla di rosa.

Al termine del convegno avrà luogo la firma della Convenzione tra Ferpi e Corso di laurea in Relazioni pubbliche, finalizzata alla promozione di attività congiunte nell’ambito della ricerca, dell’alta formazione e dell’organizzazione di eventi.

 

VI ASPETTIAMO IN NUMEROSI….

Ci sarete??

A colazione con Luca Testoni

Martedì 23 marzo, alle ore 10 presso la sede Ferpi in Via Annibale Caretta 3, UniFerpi Milano propone l’incontro dal tema : L’evoluzione delle relazioni pubbliche e della comunicazione nel settore della moda.

Ospite d’eccezione,Luca Testoni, laureato in finanza, è giornalista dal 1996. Ha lavorato nelle redazioni di diverse testate occupandosi in particolare del settore della moda. Ne parlerà con passione del suo libro-inchiesta: L’ultima sfilata. Processo alla casta della moda italiana (Sperling & Kupfer). Un saggio coraggioso, che denuncia i tanti mali della moda italiana e che inquadra le carenze di un settore, che viene difeso ad oltranza e che appare intoccabile nonostante le carenze che ne pregiudicano il suo sviluppo.

L’incontro si propone di analizzare e capire i diversi rapporti tra giornalisti e ufficio stampa e giornalista e imprenditore, e di capire come sta evolvendo il ruolo del comunicatore dentro il settore della moda.

È prevista una quota di partecipazione di €5.

Uniferpi goes @ Radio24


Da non perdere in compagnia di Enrico Pagliarini presso la Redazione di Radio 24 – Il Sole 24 Ore. Guardare dietro le quinte di un quotidiano nazionale è cercare di capire che cosa succede dal punto di vista della comunicazione è sicuramente di nostro interesse.
Enrico Pagliarini – giornalista professionista, è a Radio24 dal gennaio 2000. Cura e conduce ‘2024’, la trasmissione dedicata a Internet e tecnologia in onda il sabato alle 16.00 ed è Capo servizio nella redazione di GR24. Dal 2002 al 2005 ha curato anche la trasmissione ‘Lavoro e Carriere’. Arriva alla prima news and talk italiana dopo aver scritto per sette anni sul quotidiano ‘Il Resto del Carlino’. Ha cominciato l’esperienza radiofonica a 16 anni in una emittente locale di Modena con la quale ha collaborato durante gli anni del liceo e dell’università.

 
 Questo appuntamento è sicuramente  un’occasione per chi, come me, cerca di avvicinarsi al mondo delle Relazioni Pubbliche a 360°…leggere i quotidiani nazionali più imponenti e capire quello che succede intorno a noi è già un primo piccolo passo…chi sarà dei nostri?
 
Alla prossima,
Aurelia

Vespa contro Scienze della Comunicazione. Risponde Morcellini.

Sciopero anti-mafia su Facebook. Un successo per gli organizzatori.

Ho partecipato al mio primo sciopero su Facebook, anzi, allo sciopero “di” Facebook: 24 ore senza fare uso del social network che ormai per me è una droga. Non è stato facile, ma l’ho fatto per una giusta causa: «fuori i mafiosi da Facebook», questo è stato il motto.

Negli ultimi giorni, diverse testate hanno riportato la notizia della presenza di fan club della mafia e dei suoi più noti esponenti. Il gruppo di cosa nostra, ad esempio, conta oltre 300 iscritti. Il superlatitante Giuseppe Setola, felicemente catturato ieri, ha il suo profilo. Totò Riina sarebbe un genio incompreso, secondo i suoi tanti supporters. Continua a leggere

Talento, la nostra impronta

Capacità o fortuna? Studio o esperienza? Cosa significa avere talento nella professione di relatore pubblico e di pubblicitario?

Quante volte, molte certamente, ognuno di noi, si è domandato come fare e cosa fare per riuscire ad intraprendere queste professioni. E proprio questo è stato uno dei temi più interessanti e maggiormente dibattuti nel Question Time svolto a Padova lo scorso 12 novembre grazie al contributo di due professionisti d’eccezione, Giampietro Vecchiato e Vitaliano Pesante, professionista della comunicazione e membro della Commissione regionale veneta dell’Associazione Italiana Pubblicitari .

Conta e quanto conta allora il talento nei settori professionali della comunicazione? Continua a leggere

Diario: in diretta da Milano (1)

Qui a Milano ci stiamo muovendo per portare avanti un po’ di attività che, come è nello spirito e nella mission di Uniferpi, aiutino gli studenti a rompere il ghiaccio, ad entrare nel mondo della professione ed ad iniziare a conoscere gli ingredienti della comunicazione e le tecniche per mescolarli.

Con questa premessa vagamente culinaria (le relazioni pubbliche sono decisamente saporite, non trovate?) intorduco il testo di una breve intervista che Brunella Dorigo, giornalista pubblicista di Welcome Press – idee in mostra, mi ha gentilmente rilasciato.
E’ da ottobre che collaboriamo ed i progetti proseguono nell’entusiasmo reciproco. Continua a leggere