Seminari di aggiornamento e specializzazione professionale FERPI

Cari soci Uniferpi,
la Casp, Commissione Aggiornamento e Specializzazione Professionale di Ferpi, promuove programmi e organizza seminari finalizzati ad approfondire la conoscenza delle attività professionali di relazioni pubbliche. 

I corsi organizzati dalla CASP, suddivisi in tre livelli: basic, advanced e laboratorio, sono condotti da esperti provenienti dal mondo istituzionale, imprenditoriale, accademico e del terzo settore.

 

Per i soci Uniferpi, in regola con la quota associativa, c’è la grandissima possibilità di partecipare gratuitamente a questi importanti momenti di formazione e crescita professionale. ( Sono solo 5 i posti per ogni corso Casp).

 
Vi segnalo i corsi Casp in programma da ottobre a dicembre 2012:
 
Coaching. Dalla consapevolezza alla leadership
Livello: advanced
Docente: Carla Benedetti
Roma, mercoledì 10 ottobre 2012 

CSR: Conoscere e comunicare la responsabilità sociale di impresa 
Livello: basic
Docente: Nicoletta Cerana
Milano, venerdì 19 ottobre 2012 

Le nuove professioni del web

Livello: basic
Docente: Giulio Xhaet
Milano, giovedì 8 novembre 2012

La pianificazione strategica degli eventi 
Livello: advanced
Docente: Lucia Mauro
Milano, novembre 2012

Per ulteriori indicazioni sulle modalità di iscrizione clicca qui
Per ulteriori informazioni sulla proposta formativa Ferpi, clicca qui oppure contatta 02 58312455 
email: casp@ferpi.it

Image
 
Annunci

Le Rp sono questione di “metodo”

Cari ragazzi

voglio condividere sul nostro blog un’interessate e utile intervista che Fabio Ventoruzzo, membro del Comitato esecutivo di FERPI, ha rilasciato a CensisGuida.
Credo che le parole di Fabio possano toglierci qualche dubbio da una parte e stimolarci -moltissimo- dall’altra.
Spero che da questo contributo nasca un confronto costruttivo. Dopo tutto si parla anche di noi e del nostro metodo, attuale ma sopratutto futuro, di fare RP.
Che ne pensate?

Il concetto di Relazioni Pubbliche in Italia è ancora oggi soggetto a varie interpretazioni. Come definirebbe il ruolo del “relatore pubblico” oggi?
Chi si occupa di relazioni pubbliche nelle organizzazioni è impegnato, da sempre, nella gestione dei loro sistemi di relazione. Oggi non basta comunicare: la comunicazione deve essere funzionale a rafforzare la legittimazione (quella che molti chiamano reputazione) di una organizzazione nei confronti dei suoi pubblici. In una società “a rete” come quella attuale, ciò non può essere affidato solo all’istinto del comunicatore, ma richiede adeguati processi e politiche. Oggi, a differenza del passato, il relatore pubblico non è più solo un ruolo ma è funzionale alla governance dell’organizzazione, interpretando le aspettative dei pubblici (esterni ma anche interni) e facilitando la diffusione di una cultura della comunicazione e della relazione all’interno della stessa organizzazione.
Qual è la situazione delle Relazioni Pubbliche in Italia e quali sono le prospettive future di lavoro per chi vuole avvicinarsi a questo mondo?
In termini di occupabilità e di indotto economico le relazioni pubbliche sono un mercato che in questi anni è rimasto sostanzialmente stabile, seppur con i riflessi della situazione economica generale. È cresciuta – e di molto – invece, la consapevolezza (e quindi, la rilevanza della funzione per le organizzazioni) delle relazioni pubbliche come leva per facilitare il raggiungimento degli obiettivi (e non solo in termini di supporto all’immagine e reputazione). Non solo agenzia di consulenza e aziende private però: sono sempre di più le organizzazioni pubbliche e quelle del terzo settore (non profit) che impiegano professionisti di relazioni pubbliche. Una professione che, arrivata in Italia nel secondo dopoguerra, sta entrando nel pieno della sua maturità.
Un settore, quindi, che strizza gli occhi ai giovani?
Il mondo delle relazioni pubbliche (e della comunicazione, in generale) è sempre stato un settore molto attraente per i giovani. Sono molti i corsi universitari e post-universitari che pongono la comunicazione e le relazioni pubbliche al centro dei propri curriculum. È innegabile anche che siano ancora troppi i giovani che – una volta terminato il corso di studi – faticano ad entrare nel mondo del lavoro.
Ma non è solo un problema quantitativo di incontro tra domanda e offerta. È anche un problema di qualità nell’offerta: in questi anni abbiamo assistito ad una difficile integrazione tra professionisti “di spada” (che si sono fatti le ossa sul campo) e di “toga” (che si sono avvicinati alla professione attraverso corsi e master di specializzazione). Per questo è fondamentale che un’associazione professionale come Ferpi abbia posto la questione giovani come una delle priorità della propria agenda associativa.
È una professione che si impara o si studia, quindi?
Molti professionisti (anche giovani) arrivano da corsi di laurea e percorsi formativi completamente diversi (lettere, lingue, filosofia, economia, ecc). La “concorrenza” è allargata perché ancora oggi si tende a privilegiare l’esperienza all’approccio professionale. Mentre la prima è disponibile a tutti (tutti possono imparare facendo), la seconda è appannaggio di coloro che hanno frequentato corsi e master. Per questo motivo le università e i tanti corsi specializzanti dovrebbero focalizzarsi su questo vantaggio distintivo e valorizzare le competenze acquisite dai partecipanti più che dalle tecniche insegnate di relazioni pubbliche.
Ma quali sono allora queste competenze distintive da offrire oggi nei corsi e master in relazioni pubbliche?
Sicuramente l’approccio, il metodo: fare relazioni pubbliche non è inventarsi ogni giorno una soluzione diversa ma un processo di analisi, di progettazione, realizzazione e valutazione consapevole. Per questo sono sempre più importanti competenze di project e business management oltre che la padronanza di modelli manageriali specifici. L’inglese è ormai diventato un requisito indispensabile. Il cinese sta diventando un plus straordinario. Si deve insegnare a interagire in una società a rete, alimentando la capacità di raccogliere e interpretare le informazioni ed essere aperti alle novità. Occorre “togliere dalle parete gli specchi e aprire le finestre” per vedere cosa accade in altre contesti e professioni.
Quali le aree di attività che potrebbero essere particolarmente appetibili per i giovani?
La comunicazione attraverso i media digitali è ormai parte integrante delle strategie di ogni organizzazione: la padronanza del Web 2.0 è un grande vantaggio culturale per i giovani, anche se non verranno mai meno le relazioni con i media tradizionali. Cresce inoltre l’attenzione per la comunicazione interna (magari a supporto dei grandi processi di cambiamento organizzativi). Da non dimenticare il lobbying (relazioni con le istituzioni), area storica della nostre professione ma che negli ultimi anni sta assumendo sempre più rilevanza all’interno delle organizzazioni con un mercato che premia le società specializzate in questo servizio.
Lei fa parte del Comitato Esecutivo di Ferpi, la Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana, che ha individuato come obiettivo strategico per i prossimi anni la formazione in questo settore.
Una leva per avvicinare i giovani all’associazione e al mondo delle Relazioni Pubbliche? È la professione che si dovrebbe avvicinare maggiormente al mondo dei giovani, e non viceversa. Ripensare formati, contenuti e modalità di un’offerta formativa più vicina alle reali esigenze dei giovani (e del mercato) significa dunque proporre contenuti adeguati alle aspirazioni delle persone che si avvicinano alla professione, soprattutto in termini di relazioni. Si deve spostare il focus dal “saper fare” (le tecniche) al “saper essere” manager delle relazioni pubbliche; dal consumo (di formazione) alla costruzione di contenuti e modelli; dall’aula tradizionale all’apprendimento in condizioni out-of-the box.
Tornerebbe a fare questo lavoro?
Assolutamente sì. Mi sono laureato in relazioni pubbliche e sono innamorato di quello che faccio. Non penso – almeno per me – possa esistere lavoro più stimolante di questo perché vive e si nutre nella contemporaneità e nel fitto intreccio tra sistema economico, politico e sociale. Non potrei desiderare di più.

Tratto da CensisGuida

Corporate for young: il nuovo progetto Ferpi per i giovani

Un’iniziativa per costruire una rete di imprese in grado di offrire ai giovani opportunità di incontro con le aziende ed un confronto sui temi professionali. È Corporate for young, il progetto ideato da Ferpi per rispondere alle esigenze di laureandi e neolaureati con la collaborazione di alcune tra la più importanti aziende italiane ed internazionali. Tra le prime ad aderire, Alitalia, Enel, Eni e Vodafone.

Logo_Corporate for young

La richiesta più ricorrente che i giovani fanno a Ferpi è di offrire loro delle opportunità d’incontro con le aziende e un confronto sistematico sui temi professionali, in modo da non arrivare impreparati all’appuntamento con il mondo del lavoro.

Nell’ultimo decennio mentre da un lato è cresciuto il numero di giovani laureati nelle diverse discipline della comunicazione dall’altro non ci sono iniziative di raccordo tra il mondo accademico e quello del lavoro.
I Corsi di Laurea in comunicazione d’impresa e relazioni pubbliche non rispondono alle reali esigenze delle imprese come emerge dall’indagine sulla valutazione e accreditamento dei corsi di Laurea che Ferpi conduce ogni anno assieme ad Assorel. Mancano, infine, dei percorsi di avvicinamento dei giovani al mondo del Lavoro. Uno dei pochi tentativi in questa direzione, fatti fino ad oggi, è stato il progetto Mentore di Ferpi.
L’idea

Il progetto Corporate for young nasce per rafforzare il progetto Mentore e ampliare le opportunità offerte ai giovani che si avvicinano al mondo del lavoro. Ferpi si impegna a costruire una rete di imprese e di opportunità per i giovani neolaureandi e laureati iscritti ad UniFerpi.

L’idea è quella di mettere in rete il maggior numero possibile di imprese e altre organizzazioni che hanno una struttura comunicazione, che possa offrire, tramite Ferpi, occasioni di incontro tra i giovani e le imprese e offrire loro opportunità di stage.
Come funziona il progetto

Mai come in questo periodo storico Ferpi, attraverso i propri soci, rappresenta direttamente o indirettamente la gran parte delle imprese del Paese, delle agenzie di relazioni pubbliche e comunicazione, un numero significativo di organizzazioni pubbliche e sociali.

Attraverso l’intermediazione dei propri soci che lavorano all’interno delle organizzazioni o come consulenti Ferpi chiede la disponibilità alle imprese, alle agenzie di relazioni pubbliche e agli studi professionali, nonché alle organizzazioni sociali di aderire alla rete Corporate for young.

Concretamente le imprese, almeno in questa fase iniziale, si assumono solo due impegni: la disponibilità di uno o più stage all’anno e la disponibilità di 2 ore al mese dei professionisti di comunicazione dell’impresa per organizzare incontri con i giovani iscritti a UniFerpi attraverso la collaborazione dei delegati regionali Ferpi.

Le imprese che aderiranno al progetto potranno fregiarsi del marchio Corporate for young di Ferpi e beneficeranno della visibilità che avrà il progetto attraverso un’articolata campagna di comunicazione che partirà dopo l’estate 2011.

Al progetto sarà dedicata un’area apposita sul sito della Ferpi, accessibile dalla home page.

Nell’ambito di questo progetto, Ferpi si farà promotrice di un Osservatorio sul rapporto tra giovani e imprese relativamente al comparto della comunicazione, promuovendo annualmente una ricerca sul tema e organizzando un convegno nazionale per la presentazione dei dati e l’andamento del progetto.

Tratto da www.ferpi.it

Meeting UniFERPI Roma

Ad oggi essere in possesso di un titolo di laurea non basta e viene considerato solo come un requisito minimo.
Ecco che esperienze pratiche e l’inserimento in una rete di relazioni importante divengono valori chiave agli occhi del mercato.

Un mercato che valuta prima di tutto la capacità di instaurare relazioni interpersonali professionali documentabili per poter essere in grado di gestire efficacemente il sistema di relazioni del cliente; un mercato che richiede un livello di partenza operativo superiore di quanto l’università può offrire e un bagaglio formativo consistente sempre aggiornato.

Il mercato oggi vuole comunicatori “gladiatori”: chi dimostra con i fatti la propria “curiosità“, il proprio “dinamismo“, “creatività” ed “entusiasmo” e non è solo capace di inserire queste qualità nel proprio curriculum vitae facendole divenire aria fritta.

Fatti non prugnette” Paolo Cevoli predica!

FERPI ha tra gli obiettivi quello di:

“promuovere le attività e gli interventi opportuni all’orientamento degli studenti di Relazioni Pubbliche e affini alla professione di Relazioni Pubbliche.”

L’associazione attraverso il gruppo studentesco UniFERPI vi aspetta per farvi da mentore, per darvi la possibilità di utilizzare gli strumenti del relatore pubblico, di utilizzare l’organizzazione come “banco di prova”, di aggiornarvi attraverso seminari gratuiti, di tessere relazioni con professionisti e con vostri colleghi studenti già facenti parte del gruppo.

24 sono gli studenti UniFERPI a Roma e tanti altri se ne possono aggiungere per creare un gruppo di lavoro dedicato che operi nelle 5 università della capitale.

Discutiamone!
Quando?
Giovedì 3 dicembre
Ore 18.00

Dove?
Hotel delle Nazioni – meeting room

Saranno presenti studenti già inseriti nel contesto associativo provenienti da Roma e da tutta Italia, professionisti di settore, gente di valore come te che vuole uscire dalla massa e arricchire la propria professionalità entrando in contatto con le persone che lo compongono.

Per un mercato che vuole “gladiatori” della comunicazione il meeting UniFERPI SPQR si presenta come un evento unico per scendere nell’arena e dimostrare le proprie capacità.

I soci FERPI&UniFERPI sono per diritto invitati e hanno il posto riservato mentre per gli interessati ci sarà la possibilità di avvicinarsi all’associazione inoltrando la richiesta a uniferpi@ferpi.it

Io ci sarò, tu ci sarai?

Una Guida per il Viaggio

guida

guida

Quando s’intraprende una nuova strada, i dubbi, le perplessità, ma anche la curiosità, il desiderio di conscere s’incrociano in un turbinio di stati d’animo ed emozioni, che talvolta possono incantare, altre volte possono intimorire.

Quando, però, c’è qualcuno al tuo fianco, che ti accompagna lungo il cammino, che ti aiuta ragionare e anche a prendere una decisione, allora gli ostacoli sono meno insormontabili, meno invalicabili, e abbatterli diventa umanamente possibile. Non è che diventa tutto più facile e più leggero, ma sicuramente acquista una nuova luce.

Il Progetto Mentore nasce proprio con quest’obiettivo: affiancare non solo gli studenti ma anche i neo-laureati a un professionista delle Relazioni Pubbliche, che funga da guida, da mentore per l’appunto, per consigliare, sostenere e accompagnare il giovane lungo un percorso personale di chiarificazione del proprio orizzonte professionale.
Continua a leggere