Riccardo Luna a Segnavie: “Sbaglia chi non ci prova”

 

“..Indicazioni tracciate su alberi o massi che orientano il viaggiatore in  territori complessi, appigli lasciati da uomini e donne esperti. Indicazioni, tuttavia, che si affidano all’intelligenza e alla sensibilità del viaggiatore: questa una possibile definizione di segnavia..”


Il segnavia piantato ieri a Padova da Riccardo Luna – primo direttore di Wired Italia – e dal giornalista Luca Sofri, ha chiuso il ciclo di incontri promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ma ha di certo aperto molte conversazioni, innescato nuove connessioni e azionato una bussola chiamata “curiosità”.

Ampio e vario il pubblico ieri presente all’appuntamento e, tra i molti giovani, anche noi di Uniferpi Padova, a interrogarci su tematiche oggi attuali più che mai.

“Che cos’è l’innovazione? Esiste l’innovazione in Italia?” L’innovazione è “avere passione per il futuro, studiando il futuro”. L’innovazione è quella cosa che migliora la vita delle persone. Sono le persone che cambiano il mondo, la tecnologia è un mezzo per poterlo fare.

L’innovazione può essere creata da tutti, ma allo stesso tempo va a tutti diffusa e spiegata in modo semplice. La discussione, in scena al Centro Congressi Papa Luciani, tocca anche il tema del giornalismo: “Devi essere umile perché scrivi per gli altri”, spiega Riccardo Luna, che aggiunge “noi giornalisti abbiamo fatto un pessimo lavoro, siamo stati pigri e autoreferenziali, ora la rete ha più opportunità e sta spazzando via un po’ di cattivo giornalismo”.

La rete è uno dei più grandi abilitatori sociali: emerge l’esigenza di puntarci di più in Italia, essendo attivi e cercando anche di contribuire alla ricostruzione di un rapporto di credibilità tra politica e cittadini, perché l’innovazione va fatta conoscere e riconoscere anche alla e dalla politica.

L’espressione “piove governo ladro” è un paravento per la nostra pigrizia”, aggiunge Riccardo Luna, ”Se piove non lamentiamoci, apriamo l’ombrello!” Non serve per forza una legge per creare o promuovere l’innovazione. Serve un cambio di passo culturale per trasformare lo spirito generale del Paese. “Perché non pensare a un Paese di startupper?” Anziché cercare disperatamente un lavoro, creiamolo, inventiamolo, proponiamo nuove soluzioni per risolvere i problemi.

L’innovazione esiste, ma troppo spesso non si vede. C’è ma non lo si sa. Ci sono persone, scienziati, enti e aziende che innovano, ma non sono in rete. Per una nuova Italia l’innovazione è davvero così nascosta? Pare di capire che ci sia grande voglia di innovazione e altrettanta ignoranza digitale. Eppure l’ignoranza è molto meno importante della voglia di fare.

Oggi, come non mai, la comunicazione, la relazione e le relazioni assumono un valore sempre più vitale. Noi tutti abbiamo le possibilità di sfruttare questi “strumenti” aumentandone il valore. Non lasciamo che tutte queste riflessioni rimangano sospese.

Qual è, allora, il meccanismo per innovare? Non è questione di “meccanismo”, bisogna “provarci”. In Italia chi ci prova e sbaglia, è un fallito. A noi manca la cultura del fallimento: la prospettiva dev’essere differente.

..È il viaggiatore che decide liberamente quale via percorrere”. Noi viaggiatori che segnavia seguiamo? Perché non iniziamo a piantarne un po’?

Se uno sbaglia, almeno c’ha provato. Sbaglia chi non ci prova”.

Silvia Zanatta – UniFerpi Padova

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