Quelli che si fanno chiamare giornalisti..

Comunicato StampaDi seguito un contributo del caro amico e collega Giancarlo Camoirano, che tanto ha fatto per Uniferpi e tanto farà per Ferpi..

Il web si sa ha fatto si che le notizie possano viaggiare in fretta a un costo pari a zero; sono nati cosi blog e siti web di news più o meno tematici..e io vi voglio raccontare la mia storia:

Sono addetto stampa per un’agenzia che cura eventi sportivi e aziende..mando almeno un comunicato al giorno, quando mi va bene, a un database molto ampio che comprende anche siti web che raccolgono news del settore.

Molti di questi, quasi la totalità, pubblica sempre le mie news, magari scrivendo “comunicato stampa” alla fine o all’inizio del testo. Altri invece no..ed è il caso che vi voglio raccontare.

Nel fare la rassegna stampa per un mio cliente mi imbatto nella versione rinnovata di un sito web e trovo i comunicati stampa che mi servono..faccio tasto destro per aprire una nuova scheda su firefox e ta ta ecco il messaggio che viene fuori “Stop copying copyrighted material”! Ovvero Smettila di copiare materiale sotto copyright..apro la scheda e cosa trovo? Il Mio comunicato stampa copiato integralmente ma con la dicitura “Scritto da XXX XXXX”.

Al punto rido per non piangere..vai a copiare il mio comunicato e lo spacci per tuo e dopo metti blocchi per copiare i “tuoi ” articoli, togliendo la funzione del tasto destro? Della serie il bue che dice cornuto all’asino..

Di una cosa mi dispiace ma sono certo..con il web (ma non solo) il giornalismo è diventato veramente un lontano parente di quel che era..ormai basta fare ctrl c e ctrl v per essere un giornalista.

Giancarlo Camoirano

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2 commenti su “Quelli che si fanno chiamare giornalisti..

  1. Ho lavorato per un breve ma intenso periodo in una nota agenzia di stampa nazionale e sicuramente leggere queste parole non è gratificante per chi ha fatto il giornalista, anche se per poco tempo. Il comportamento che hai posto all’attenzione di tutti è sicuramente da condannare deontologicamente.

    Non concordo, però, con la conclusione del tuo pezzo. Nelle agenzie (non mi riferisco ai siti specializzati) arrivano centinaia di comunicati al giorno, la gran parte delle volte scritti molto male, con questo tipo di “notizie” si puo’ fare ctrl c e ctrl v ma ci vuole sempre la mano del giornalista per ripulire il comunicato da naturali “parzialità”. Detto questo, il lavoro del giornalista è poi tutt’altro che quello di copia-incollare i comunicati, attività ormai di routine. Su chi si fa chiamare giornalista, concordo: ormai un po’ tutti sono giornalisti ma pochi lo sono veramente. Ma, d’altra parte, a mio avviso esistono anche troppe agenzie di comunicazione che inondano le agenzie e i giornali di comunicati stampa ed eventi spesso fini a se stessi.

  2. Ciao Matteo,
    probabilmente non sono stato chiaro nel concludere l’articolo..quando dico che basta fare ctrl c e ctrl v per essere giornalista intendo dire che ormai grazie al web molti fanno i giornalisti copiando per intero i comunicati stampa..ma è una pratica diffusa sul web più che su riviste e giornali. Anche se ti devo dire che più volte mi è capitato di fare io l’articolo per alcune riviste perchè solo così lo pubblicavano, se dovevano “perdere tempo” a farlo non lo mettevano. Diverso con i quotidiani, in cui solo poche volte hanno copiato per intero i comunicati stampa. Con la mia frase finale intendo proprio quello che dici tu, molti si fan chiamare giornalisti anche se non lo sono, o meglio lo sono ma lo fanno molto male. Con alcuni di loro ho un ottimo rapporto perchè fanno bene il loro lavoro, con altri mi viene solo da ridere perchè praticamente il lavoro lo faccio io e loro mettono la firma, fidandosi, a ragione o a torto, di quello che scrivo io che ovviamente è di parte. Sulle agenzie di comunicazione che mandano troppi comunicati fini a se stessi purtroppo ti do ragione..io ne mando minimo 2 al giorno, anche 5\6 secondo la giornata e non certo per volontà mia o del mio capo, ma perchè il cliente “obbliga a mandarli” e perchè alla fine esistendo alcuni siti che pubblicano per default incrementano la rassegna stampa finale che è purtroppo l’unico mezzo tangibile accettato dai clienti per valutare il nostro lavoro.

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