Cosa non sono le RP o le “meglio” conosciute PR


Nei diversi colloqui di lavoro che mi stanno accompagnando verso un’occupazione mi capita di ascoltare le cose più buffe riguardo le relazioni pubbliche. A cominciare dalla classica dicitura “pubbliche relazioni” o le “Pierre”. Ma questa volta, dall’ultimo colloquio conoscitivo, è uscito il meglio di sé dalla persona che ha chiesto di incontrarmi.

Si tratta di un’agenzia di dimensione medio-grandi, mi contatta l’amministratore delegato perché cercava un account e un agente commerciale –  o un “batti porte” da lui definito.

Fin qui nulla di strano, ma la parte migliore deve ancora venire. Sul finire del colloquio chiedo al mio interlocutore quali sono, secondo lui, le caratteristiche di un ottimo venditore. Me ne elenca alcune, le più ovvie, ma ad un certo punto arriva alla voce “deve essere un bravo Pierre”. A questo punto lo fermo perché volevo saperne di più e chiedo delucidazioni su cosa intendesse. La risposta è stata così formulata, testuali parole: “il bravo PR deve saper metterci la pezza nel momento in cui noi dovessimo trovarci in ritardo con le consegne, saper temporeggiare e assistere il nostro cliente sempre e comunque; deve portare i cioccolatini alla segretaria; rimanere fuori a cena con il titolare dei nostri partner e, perché no, uscirci a caccia o a pesca il fine settimana”.

Inutile dire che un mezzo sorriso mi sia scappato e che abbia deciso di salutarlo al più presto per uscire a ridere con più tranquillità.

E con questo aneddoto mi ricollego ad un post ritrovato nel mio profilo di Facebook, in cui una mia amica mi domandava con una provocazione se io credessi ancora alla FERPI. La mia risposta è stata affermativa e in questo blog cerco di dare con i fatti una testimonianza sul perché sia importante essere membri di una federazione come la nostra. Il professionista di relazioni pubbliche non è un organizzatore di “pranzi e ricevimenti” e non fa nemmeno l’intrattenitore e tantomeno il babysitter dei clienti.

Finché ci saranno ancora simili stereotipi pendenti sulla nostra attività, credo sia indispensabile investire nella propria formazione professionale ed essere sempre attenti e partecipi sui nuovi trend del mercato.

Quindi, ben vengano i dubbi se credere o meno in un’associazione di professionisti, ma in casi come questo penso che di dubbi non ce ne siano proprio.

Voi cosa ne pensate? Avete qualche episodio simile da raccontare?

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2 commenti su “Cosa non sono le RP o le “meglio” conosciute PR

  1. Salve a tutti, non capisco sinceramente questa indignazione per il concetto di “pierre” riassunto da questo potenziale datore di lavoro.

    In primis mi pare di aver capito che la posizione aperta sia di natura commerciale, anzi di pura vendita, e non di Pubbliche Relazioni Istituzionali in senso specifico.

    Secondo il termine “Pierre” all’ italiana deriva dal mondo della vita notturna e la definizione di questo potenziale datore di lavoro mi sembra piu’ che corretta’ e ancorata alla dura e cruda realta’.

    Non e’ forse che hai sbagliato colloquio?

    Il fatto e’ che in italia ma anche all’estero (almeno in UK) le Pubbliche Relazioni sono un lavoro a se stante solo in realta’ grandi e consolidate (FINMECCANICA; FIAT,Etc) e confinano con il mestiere del Lobbysta.

    Poi parliamoci chiaro se le Pubbliche Relazioni servono ad aumentare il fatturato o sbaglio?

    Saluti

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