Sono indignato: Alberto Tomba laurea ad honorem in Comunicazione

Notizia di questi giorni che Alberto Tomba avrà una laurea ad honorem dall’l’Università internazionale Sancti Cyrilli di Malta con sede a Roma..

Mi sembra superfluo spiegare i motivi per cui mi sembra una scelta assurda e dettata dalla voglia di visibilità dell’Università e niente altro ma mi piacerebbe fare una riflessione insieme a chi vorrà aprire il dibattito.

Come si può pretendere di avere credibilità, che Vespa e Gelmini non attacchino la nostra laurea se poi chi ha la laurea honoris Cause è gente del calibro di Vasco Rossi, Valentino Rossi e Tomba?

Forse Ferpi o chi per esso non dovrebbe cercare di convincere i corsi di laurea in Comunicazione a fare un protocollo di intesa per dare le lauree a personaggi che se lo meritino, e non dello spettacolo o sport?

Tutto il lavoro che Ferpi e altre associazioni fanno e che noi facciamo per far capire alla gente che il corso di laurea è utile e non delle merendine viene annulato in meno di un minuto da queste notizie che mi mettono una tristezza assurda..

Che ne pensate?

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Un commento su “Sono indignato: Alberto Tomba laurea ad honorem in Comunicazione

  1. Le parole di chi – come i rettori che dispensano lauree honoris causa (facciamo sempre nomi e cognomi, mi raccomando) – ci mette un attimo a sputare fango su scienze della comunicazione e non si ferma a considerare le eccellenze (non più di 10 corsi di laurea in Italia, gli altri vanno chiusi per scarso livello della didattica) o a riflettere su quanto il numero chiuso abbia inciso sulla sua reputazione, si commentano da sole:

    Vittorio Feltri: “In Italia ci sono troppi infermieri extracomunitari: colpa dei giovani italiani che scelgono Scienze della Comunicazione!”

    Federica Guidi: “Un perito meccanico e un ragioniere hanno più senso di un laureato in Scienza della comunicazione” (n.b. ennesimo scivolone sulla denominazione del corso di laurea, dimostrando di non conoscerne lo statuto epistemologico)

    (Se proprio volete un commento, leggete gli ultimi due post qui: http://www.comuniclab.it/bloggers/140battute)

    Confettino finale

    Sergio Bertolucci (Dir. Ric. Scient. al CERN) invita “i giovani” a iscriversi meno a scienze della comunicazione, perché “ci vuole un comunicatore e uno scienziato, altrimenti poi non c’è nulla da comunicare”. La Fondazione Idis coglie la palla al balzo e sceglie un titolo – “Laureati in Comunicazione? … sono troppi!” – che copre solo 40 sec. su 5:40 di un’intervista sui risvolti positivi dell’esperimento LHC nella medicina e nell’informatica e NON sulle scelte della facoltà universitaria da parte de “i giovani” (n.b. si fa presto a dire “i giovani”, ma quella di Bertolucci – e Feltri – è una generazione “contro i giovani”, se si legge il libro di Boeri e Galasso del 2007).

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