INFLUENZA A: TE LA CANTO E GLIELE SUONO

Influenza-A

Stamattina stavo ascoltando la radio e mi sono imbattuta in un segmento  molto interessante dal punto di vista comunicativo:“INFLUENZA A: TE LA CANTO E GLIELE SUONO”.

Non si tratta di un titolo di un film, nè della nuova fiction d’oltreoceano bensì di un ‘iniziativa partita all’interno della trasmissione “Essere e Benessere”  di Radio 24 che ha come scopo la diffusione delle regole di prevenzione dall’influenza A attraverso una comunicazione facile e immediata. (Cosa c’è più immediato di un minuto e di più semplice che una filastrocca in rima [o quasi]?)

Attraverso canzoni o jingle  scritte dai medici si dovrebbe imparare  l’ ABC della prevenzione.  Inoltre è prevista la possibilità di partecipare ad un sondaggio online mediante il quale gli ascoltatori potranno esprimere le loro preferenze e creare la loro hit parade della prevenzione “musicata”  votando fino alla prima settimana di gennaio 2010.

Mi sembra che il modo di approcciare la cosa sia senza dubbio originale.. mi chiedo però  se alle persone rimanesse in testa solo il motivetto da canticchiare (magari sotto la doccia)?

Secondo voi risulta più riuscita la campagna di comunicazione istituzionale RAI (quella con Topo Gigio per intenderci) oppure questa nuova modalità di prevenzione che fa tanto concorso canoro?

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4 commenti su “INFLUENZA A: TE LA CANTO E GLIELE SUONO

  1. Influenza mediatica a parte, sono dell’idea che ci sia bisogno di educazione all’interno delle scuole primarie. Queste iniziative le ritengo fin troppo unidirezionali, semplice business. Questi prodotti informativi vengono trasmessi con la tecnica del “telefono senza fili” che ovviamente tutti conosciamo, tutti sappiamo come va a finire. Io mi affido al mio medico di fiducia, ho sempre sostenuto che ancor prima dei media vi sia il contatto diretto con i professionisti: penso che funzioni cosi anche per le Relazioni Pubbliche.

    • @ Illegal Mind: Concordo con te, anche se iniziative delle singole scuole a parte, non credo che sia stato attuato un piano informativo diretto alle scuole primarie. Questo spiegherebbe anche le molteplici assenze tra i banchi di scuola, dovute appunto alla paura del contagio. [Ma non si dice che prevenire è meglio che curare?]
      Per quanto riguarda il contatto diretto con i professionisti, penso che dovrebbe rappresentare “la regola”: chi altri meglio di un professionista che vive giorno dopo giorno sul campo per chiarirci le idee?

  2. Racconto una barzelletta, dal significato molto tagliente:

    Maestra: Robertino, dimmi l’alfabeto.
    Robertino: B,C,D,E,F,G,H,I,L,M,N,O,P,Q,R,S,T,U,V,Z.
    Maestra: Robertino, manca la lettera A!
    Robertino: Maestra, prevenire è meglio che curare!

    Questo per sottilineare che spesso non si fa informazione, ma censura inconscia e inutili allarmismi.. 😐

    Io sono A-Politico, A-Calcistico, non ho l’influenza-A, odio la bugia mediatic-A! 😉

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