Il primo incontro non si scorda mai: quando la prima impressione è quella che conta

Nella vita quotidiana e soprattutto nelle relazioni, la prima impressione è spesso quella su cui si basa la possibilità di continuare o meno una conoscenza, (che) lo toglierei sia essa privata o lavorativa.

A questo proposito segnalo un evento davvero interessante:

Giovedì 18 giugno alle ore 17.45 si terrà la presentazione del libro di Giampietro Vecchiato e Sergio Zicari:

“ll primo incontro non si scorda mai. Manuale dell’accoglienza per le aziende e le organizzazioni“ , edito da Franco Angeli.

presso

la Sala Convegni della Cassa di Risparmio del Veneto, Via VIII febbraio, a Padova,

Un’ occasione per discutere di come l’immagine che trasmettiamo agli altri sia il nostro primo biglietto da visita.

Un relatore pubblico deve avere dentro di sé la capacità di relazionarsi con i propri pubblici nel miglior modo possibile, cercando di creare con loro empatia e, attraverso la sua sensibilità relazionale, essere in grado di costruire una relazione soddisfacente.
Diverso è l’approccio da tenere a seconda delle situazioni in cui ci troviamo. Pensiamo di doverci presentare ad un colloquio:  possiamo aver timore di sbagliare, e nella maggior parte dei casi pensiamo di essere sotto giudizio da parte del possibile datore di lavoro.

Eppure dobbiamo cercare di comprendere la persona che abbiamo di fronte, avvicinarsi al suo modo di pensare, alla sua gestualità, stando però attenti a mostrare la giusta immagine di noi stessi.
Passando dall’altra parte della staccionata, un’azienda si relaziona con diversi stakeholder e con ognuno di essi deve trovare il modo corretto per farlo.
Sarebbe impensabile avere lo stesso approccio che abbiamo con un cliente piuttosto che con un fornitore o un ente pubblico.

Tuttavia come Fabbris sottolinea nel suo libro “La comunicazione d’impresa. Dal mix di marketing al communication mix”, dobbiamo mantenere la nostra immagine il più possibile coerente nonostante i diversi pubblici e i diversi strumenti utilizzati.
L’azienda è come un orchestra: diversi strumenti suonano, ci sono degli assoli, ma tutti devono seguire la stessa musica, la stessa sinfonia.
Per questo motivo, un’azienda che si relaziona con diversi pubblici deve essere in grado di comprendere quale sia il modo migliore per farlo, conscia che la prima impressione spesso può decidere la volontà di una delle parte di continuare o meno la relazione.
Per quanto mi riguarda penso che un’azienda debba innanzitutto:

– essere coerente tra quello che dice e quello che fa;
– comunicare in maniera trasparente con ognuno dei suoi pubblici;
– ascoltare il proprio pubblico e comprendere in che modo relazionarsi ad esso;
– non porsi mai in posizione dominante, ma cercare di creare una relazione paritaria.

Voi che ne pensate? Avete mai pensato di aver dato una cattiva impressione di voi e cercato magari di far cambiare idea, anche a livello lavorativo o scolastico?

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Un commento su “Il primo incontro non si scorda mai: quando la prima impressione è quella che conta

  1. In ogni lavoro la prima impressione è importantissima!!! ma direi in ogni relazione … fregati nei primi secondi e ti giochi la partita.

    Sarò presente tra un’ora alla tavola rotonda così avrò l’occasione anche di parlare con il vicepresidente Vecchiato e il delegato La Caria per UniFERPI: tante cose bollono in pentola ragazzi 😉

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