Davide, il coinvolgimento, Aipem e Facebook

Oggi vi racconto la storia di Davide, del coinvolgimento, di Aipem e di Facebook.

L’altro giorno su Facebook mi scrive un messaggio Davide Nonino.

Davide è scrittore (su carta e sul web), autore, copywriter, weejay e si è creato le occasioni giuste per poter lavorare. Ha fatto della sua passione una professione, e questa è cosa buona e giusta. Nel messaggio mi racconta come la sua passione “scrittiva” lo abbia portato a lavorare in AIPEM (Agenzia italiana pubblicità e marketing – nda) come Internet PR.

Chapeau! Questa è davvero una cosa bella, oltre che buona e giusta. Per un giovane scrittore, appassionato utilizzatore di media sociali dev’essere il massimo. Per questo gli rinnovo i miei complimenti!

La fortunata vicenda di Davide (che ha anche un Tumblr) mi ha portato a riflettere sul valore del coinvolgimento e delle relazioni, e soprattutto dell’essere ciò che comunichiamo. Guarda caso, questo è anche il tema della 7^a giornata della comunicazione, organizzata da Aipem per il 6 marzo prossimo nella sede di Confindustria a Udine (qui il programma).

“Engagement, o ci sei o non ci siamo” è il titolo della giornata e mi pare sia abbastanza chiaro. Alla conferenza si parlerà di:

engagement come coinvolgimento, networking e interattività con il cliente, grazie all’intervento di manager d’azienda (Barilla, Citroën…), esperti di settore (AssoComunicazione), e imprenditori che porteranno esperienze e novità in tema di social marketing, web 2.0 e internet PR.

Interessante, nevvero? Il coinvolgimento del cliente sarà il succo della 7a Giornata della comunicazione, ma perché non declinarlo come “instaurare relazioni a due vie e simmetriche” (Grunig e Toni Muzi Falconi docent)? Quanto è importante al giorno d’oggi essere presenti sul mercato hic et nunc (qui e ora – ndr)! A mio avviso non è solo questione di esserci e di interagire con il cliente (o in senso generale con i vari pubblici di un’organizzazione, ma di coerenza: l’essere davvero ciò che siamo e far sapere quello che sappiamo fare. Ok, l’ho fatta troppo complicata, ma è una questione a me cara.

Le organizzazioni di tutti i settori e livelli non si possono permettere di non comunicare (comunicare o essere scomunicati, questo è il dilemma!). Non si possono permettere di trascurare le relazioni con i loro vari pubblici. Non possono solo fare del “Walk the talk”, ma devono anche essere coerenti nei loro obiettivi.

Chissà di cosa parleranno i relatori durante la giornata della comunicazione! Mi piacerebbe molto partecipare, ma ahimè sono impegnato altrove… Per fortuna che c’è Internet, anzi Facebook! Infatti, per chi non potrà partecipare all’evento, c’è anche la pagina su Facebook.

In conclusione, le relazioni sono molto importanti. Ecco perché credo nel potenziale di Facebook e perché credo che non sia una cazzata. Al contrario, secondo me Faccialibro è uno strumento utile per poter gestire la propria rete di amicizie e contatti e per mantenersi aggiornati sulle cose interessanti che accadono nel mondo.

PS: Sì, è vero, Facebook cela anche dei lati oscuri (vedi la privacy delle foto) ed è ricco di distrazioni e ci sono molti inquietanti episodi, ma questa è un’altra storia.

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