Quale futuro per le relazioni pubbliche? Ecco la “cassetta degli attrezzi”

Con grande emozione Toni Muzi Falconi è ritornato a Gorizia, nell’ambito delle celebrazioni del decennale del Corso di Laurea, per un intervento finalizzato a spiegare ai presenti cosa siano effettivamente le Relazioni Pubbliche e quali possano essere le prospettive professionali.

Il ruolo delle Relazioni Pubbliche è sempre più importante perché la gente si accorge dell’impatto che esse hanno sulla società e si aspetta che esse si assumano le proprie responsabilità.
Per Toni Muzi Falconi, il compito delle Rp è quello di aiutare le organizzazioni a capire la globalizzazione e la discontinuità storica e le loro conseguenze pratiche di governance e management riferite alle relazioni con gli stakeholder. Le Rp devono assorbire le caratteristiche fondanti di nuovi paradigmi professionali applicabili ovunque con efficacia  per riuscire a trasformare responsabilmente le minacce in opportunità

Secondo Toni, lo spazio professionale delle Rp è cambiato perché: è crollata la fiducia nelle organizzazioni, l’opinione pubblicata non rappresenta più l’opinione pubblica, l’opinione pubblica non esiste più in quanto si è frammentata in infinite opinioni di infiniti pubblici e ciò richiede un’analisi approfondita dei pubblici da parte dei relatori pubblici. Infine le opinioni sono sempre più lontane dai comportamenti agiti.
Sono crollati i miti della comunicazione: il mito del controllo, nel senso del cosa viene pubblicato, il mito della “one company-one voice”, perché tutti hanno ormai voce, non solo l’organizzazione, il mito della riservatezza, che è stata rimpiazzata oggi dalla trasparenza radicale, il mito dell’autorità, oggi al massimo si può parlare di autorevolezza e il monopolio della conoscenza, mito strettamente legato a quello della riservatezza.

Infine, un consiglio alle giovani generazioni: tutto ciò che si impara all’università non basta, occorre che l’apprendimento diventi permanente, serve una perfetta conoscenza dell’inglese, bisogna leggere e scrivere molto, interessarsi soprattutto alle issues che ci riguardano da vicino. La curiosità e la capacità di mettersi in discussione sono alla base della professione di relatori pubblici. Vi ricorda qualcosa?

Secondo voi come sta cambiando il mondo universitario nei confronti della figura del relatore pubblico? E’ crollato qualche mito riguardo lo studente di relazioni pubbliche/scienze della comunicaizone? Come vi percepiscono i vostri colleghi universitari iscritti ad altri corsi di laurea? Come vedete il vostro futuro dall’”osservatorio università”?

Per chi volesse approfondire questi temi, ecco qualche spunto dal blog di Toni.

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