Euprera: Il mondo in Italia, gli italiani (alcuni) si nascondono.

Tornato dai tre giorni del convegno milanese Euprera, posso finalmente dire di tornare a casa con molti spunti di riflessione.

A partire dall’organizzazione, coordinata in maniera impeccabile, senza alcun ritardo, nonostante gli interventi fossero davvero tanti e i tempi scanditi con precisione “non italiana”, ma direi svizzera.

Per questo non posso far altro che ringraziare Grazia Murtarelli e i membri UNI>Ferpi Milano che hanno partecipato in maniera attiva alla tre giorni.

Ritorno a Padova, con la consapevolezza che la comunicazione è fondamentale in qualunque parte del mondo ci si trovi, che sia Svezia, Sud Africa o Polonia.
Essersi potuto confrontare con professionisti di diversi paesi che hanno condiviso la loro esperienza con tutti i partecipanti è sicuramente uno degli elementi di maggior impatto. Così come la loro volontà a conoscere le altre persone, a voler crescere sempre e comunque (mi hanno pure scambiato per un professore universitario eheh!).

Parlando di temi, sicuramente quello centrale è stato l’istituzionalizzazione delle RP ( o “Pi ar”), seguito da temi legati alle nuove tecnologie e ai valori centrali nel mestiere delle relazioni pubbliche, senza voler dimenticare tematiche legate alla situazione occupazionale della professioni e tante altre che per ragioni di tempo non ho potuto seguire.

Nota dolente, almeno per me, è stato scoprire che tutti parlano inglese, e il mio inglese non è proprio dei migliori..Infatti non è stato semplice riuscire a comprendere, ma soprattutto dialogare di questioni che vanno oltre “there is the sun”..

Ulteriore nota dolente, non legata all’organizzazione, è la percentuale di italiani presenti al convegno e soprattutto di giovani.. Mi sarei aspettato sicuramente molti più professionisti italiani, e qualche uniferpino in più..

Non posso non citare la cena della seconda giornata di convegno, in cui si è potuto parlare in maniera tranquilla e cercare di fare qualche conoscenza..Per questo ringrazio i miei compagni di tavolata, un po’ più professionisti di me, con qualche decennio in più ma con la mia stessa voglia di divertirsi, Bertil Flodin, Paul b. Horsle e Lena Bonde.

Per non parlare di Fabio Ventoruzzo, sempre gentile e disponibile ad ascoltare le idee sul mio presente e futuro! E a Grazia, instancabile veramente.

Questa esperienza posso dire che è stata molto interessante, e sono certo che tante altre potranno esserlo nuovamente..

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