Scienze della comunicazione: laurea fasulla?

D’oh!! Dopo tanti sacrifici, a cinque esami dalla laurea, lo sfottò dei Simpson è veramente insopportabile. A Springfield, come in Italia, bisogna ammetterlo: la stima verso i laureati in Scienze della Comunicazione è piuttosto bassina.

Ci sarebbe da chiedersi il perchè. Forse la cultura della buona comunicazione non si è ancora diffusa e i più non hanno idea di quali competenze abbia un laureato in SDC? O forse ci stiamo laureando in una sorta di tuttologia senza possedere le conoscenze specialistiche che dovrebbero fare di noi dei comunicatori?

In molti atenei, tra questi il mio (Catania), Scienze della Comunicazione è come una versione light di lettere moderne: arte e spettacolo come al DAMS, ma con più teoria; abbondante letteratura e filosofia, ma senza il latino. Idem per i corsi di laurea specialistica. Proprio la facoltà ideale per tanti studenti poco ambiziosi che, dopo il diploma, hanno voglia di restare ancora un pò a cazzeggiare. I “parcheggiati”.

Dunque non c’è da meravigliarsi se nell’immaginario comune, Simpson compresi, SDC sia considerata una <<laurea fasulla>> rispetto alle tradizionali Medicina, Ingegneria, Economia, Giurisprudenza.
Certo, rispetto a questi corsi, SDC è più giovane di qualche secolo. Ma non tanto da giustificare un simile ritardo nell’aggiornamento dei piani di studio e delle metodologie didattiche. Ci sono ormai molte pubblicazioni, molti esperti e, soprattutto, c’è un grande bisogno di saper comunicare nell’epoca del web 2.0 (quasi 3.0).

Gli atenei dovrebbero istituire e organizzare i corsi di comunicazione partendo da questi presupposti. Tuttavia, eccetto rare eccezioni, sembra che SDC e indirizzi simili siano serviti solo ad attirare nuovi iscritti – specie dove non c’è il numero chiuso – e a sistemare qualche docente impolverato proveniente da altre facoltà. Una furba riorganizzazione del baronato accademico.

Tuttavia, potessi tornare indietro, mi iscriverei nuovamente a Scienze della Comunicazione. Le mie attitudini, i miei interessi, le mie ambizioni mi porterebbero a fare la stessa scelta. Voglio fare il comunicatore. Lo so che in giro ci sono troppi laureati in SDC e non ci sarà posto per tutti, ma io ce la farò. Per vincere la concorrenza basta essere dei “self-made student”: bisogna cercare da soli la formazione che l’università non ci da. Uniferpi, in questo, è stata una preziosa alleata.

E permettetemi un ultimo sfogo: SDC sarà pure una laurea fasulla, ma è un titolo che mi permetterà di diventare un comunicatore. L’importante, per me, è che nessuno possa darmi del comunicatore fasullo!

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84 commenti su “Scienze della comunicazione: laurea fasulla?

  1. E bravo Paolo per il “io ce la farò”.
    Mettiamo sul ridere (o sul piangere) la frase “laurea fasulla”: magari l’autore di quel doppiaggio fa parte di quell’ampia categoria di persone che vede im Medicina e Giurisprudenza le uniche “lauree serie”.

    Comunicatori non si nasce ma si diventa. E noi, modestamente, lo diventeremo 🙂

  2. ma io spero che sia stata solo una scelta di chi cura il doppiaggio. Magari nei dialoghi originali la laurea fasulla era un altra …almeno spero. Perchè se anche oltreoceano hanno così poca stima di SDC non saprei più a chi mandare il curriculum!

    • Un’altra con l’apostrofo…”perché” e non “perchè”…”perché se anche oltreoceano hanno così…” avrebbe dovuto scrivere “perché se anche oltreoceano DOVESSERO AVERE così poca stima…”. Prima di diventare un comunicatore, le consiglio vivamente di studiare nuovamente, e seriamente, la grammatica italiana.

  3. Eh si, anche io sono additato come laureando in scienze delle merendine o scienze dell’aperitivo che dir si voglia. Questo è sicuramente dovuto al fatto che in Italia la nostra purtroppo è una professione vista come “maligna” che “plagia le menti”.

  4. …magari ci insegnassero a plagiare le menti!! Sarebbe utilissimo!! 😀

    Guardami, guardami, adesso ti sveglierai, ma solo quando lo dirò io. (Jucas Casella) 😀

  5. Concordo a pieno. Ricordo ancora, quando lavoravo nell’F&B e mi iscrissi a Relazioni Pubblice, che il mio capo (possa perdonarmi, anche se lo stimo molto) mi disse “ehi, guarda che non è quella per organizzare le feste in discoteca!”.
    Ed io, lo sapevo bene, anzi, lo so bene (anche perchè, sinceramente le discoteche non mi sono mai piaciute).

    Il fatto è che la “vera laurea” è qualcosa che si pensa essere “socialmente utile”, qualcosa che prometta una carriera “ambita” in questo mondo. Una carriera che sia sotto gli occhi di tutti. Del resto, ogni giorno servono medici per salvare vite e avvocati per salvare aziende o matrimoni.

    Eppure, qualche bravo comunicatore, ogni giorno ci fa comprare una certa automobile, ci fa bere un preciso caffè, ci fa vestire una determinata marca… ma questo, è nella mente di tutti, non davanti agli occhi.

    E forse, se queste nostre lauree sono così svalutate, significa che, in fondo, qualche “insignificante” comunicatore è riuscito bene nel suo lavoro… ^_^

    La comunicazione, è tutto. Che ce ne accorgiamo o no.

    • Ciao a tutti, sono un Comunicatore Laureato da ormai un anno (sì, ho finito tutt’e cinque gli anni fatidici!) 😛

      Mi è piaciuta la risposta di Silvia, la trovo davvero tenera, perciò ne traggo spunto.

      Da notare che con lo stato d’animo di Silvia (o giù di lì) ho elaborato tutta la mia tesi di laurea…

      Lei dice:
      SILVIA: Ricordo ancora, quando lavoravo nell’F&B e mi iscrissi a Relazioni Pubblice, che il mio capo […] mi disse “ehi, guarda che non è quella per organizzare le feste in discoteca!”.

      IO: TRISTE ma vero, la nostra Italia è fatta di gente così… che chiama “PR” i ragazzotti buttadentro delle discoteche e che confonde le Relazioni Pubbliche o peggio, chi lavora nelle RP in modo serio (o che per questo ha STUDIATO) con quegli altri. Lavorando ho scoperto che però il PR è anche un agente di commercio che “in nero” fa il procacciamento d’affari: è ora di spiegare a chiare lettere a chiunque ci capiti a tiro cosa sono le RP!! Forse solo così ci salveremo (si salveranno i laureati nella nostra stessa branca tra 50 anni, per essere precisi)

      SILVIA: Il fatto è che la “vera laurea” è qualcosa che si pensa essere “socialmente utile” […].
      IO: No cara Silvia, la “vera laurea” è quella che fa fare soldi certi al “laureato vero” e che fa fare soldi CERTI a chi eventualmente lo assume o gli si affida come committente.
      PURTROPPO i nostri risultati sono solo probabilistici. PECCATO che nelle nostre facoltà non credo si insegni la statistica e il calcolo delle probabilità, ed è fortunato chi riesce a capire da solo (ad imparare o sviluppare) dei metodi credibili per avvicinarsi a ciò!
      Forse i Signori Sociologi hanno voluto creare una figura “castrata” dalla loro sofferente identità professionale…et voilà eccoti un comunicatore laureato!

      SILVIA: Eppure, qualche bravo comunicatore, ogni giorno ci fa comprare una certa automobile.
      IO: No, cara amica, quello è un bravo VENDITORE DI AUTOMOBILI, e ne esistono a decine di migliaia dal paleolitico! Ops, forse da un po’ meno…

      SILVIA: ci fa bere un preciso caffè
      IO: no, quella è l’abitudine, ce l’abbiamo un po’ tutti

      SILVIA: ci fa vestire una determinata marca…
      IO: beh, quella è la moda, e a fissarla OGGI sono a mio avviso:
      1) qualche pazzoide degno di attenzione dei media (vedi più giù la definizione di media) -magari creato dagli stessi “attori del punto 2” e quello è un “trend setter”;
      2) una multinazionale che si serve di ragazzotti o altro campione umano studiato a tavolino e che ancora una volta grazie ai media (= qualche morto di fame anche se laureato con una telecamera, ingegneri delle telecomunicazioni, laureati in filosofia che fanno gli autori e produttori papponi mai laureati ma scaltri) riescono a lanciare un prodotto che è un SUCCESSO *DI MARKETING*!

      SILVIA: […] ma questo, è nella mente di tutti, non davanti agli occhi.
      IO: infatti, se non è un SUCCESSO DI MARKETING è un OTTIMO LAVORO DEGLI PSICOLOGI!! 🙂
      Sapete, già alle medie facevo i temi sulla “manipolazione operata da team di psicologi e pubblicitari”… forse eravamo più riconosciuti ai tempi delle medie dai libri di educazione civica bigotta e ignorante in materia di comunicazione.

      SILVIA: E forse, se queste nostre lauree sono così svalutate, significa che, in fondo, qualche “insignificante” comunicatore è riuscito bene nel suo lavoro… ^_^
      IO: WOW! Questa mi piace. Basta! I comunicatori non sono dappertutto! Usciamo da questo pensiero di tipo psicotico! Ci sono cascato anch’io qualche tempo fa (forse ne uscirò vivo).
      In realtà se ti riferisci al boom degli iscritti a comunicazione devi ringraziare i figli del:
      1) Maurizio Costanzo Show (quelli che si iscrivevano 18 anni fa) oppure cose simili…
      2) Maria de Filippi (quelli che si iscrivono oggi)
      3) I registi dei film preferiti
      4) Qualche scrittore contemporaneo
      oppure, se non vuoi considerare il fattore “passione per quello che mi piace” come bussola per la scelta della facoltà (immagino che l’inflazione di cui parli si riferisca al boom di iscrizioni e di popolarità di una laurea di fatto così impopolare, no?) immagino che i “bravi comunicatori” a cui ti riferisci siano
      1) il preside furbacchione di qualche facoltà o la rete di rettori o cose del genere che hanno saputo fare del MARKETING UNIVERSITARIO molto ben funzionante (magari basandosi proprio sui punti di cui sopra…le leve servono sempre, amici!)
      2) Qualche laureato bravo a scrivere che ha fatto delle brochure interessanti a 1000 euro all’anno come cultore della materia perchè il punto 1 gliel’ha gentilmente commissionato…visto che lui/lei sapeva scrivere bene…
      3) Poteri occulti che vogliono provare a creare una nuova laurea “per prove ed errori madornali”.
      ma hey, qui c’è di nuovo un pensiero apocalittico, evitiamolo.

      SILVIA: La comunicazione, è tutto. Che ce ne accorgiamo o no.
      IO: La comunicazione NON E’ tutto. Accorgiamocene. La comunicazione è un po’ DAPPERTUTTO…a volte è difficoltosa o forse manca proprio (= patologie)
      Di sicuro non E’ TUTTO.
      Non si può non comunicare, (nella maggior parte dei casi) è vero… ma da qui a dire che tutto è com., ce ne passa!
      ATTENZIONE: Gli studenti in SdC cadono spesso in questo inganno.
      La comunicazione, pardon, la gestione della comunicazione, COSA ALLA QUALE DOVREBBERO FORMARCI LE NOSTRE FACOLTA’, è una branca del management, che prevede delle attività operative alle quali dovremmo essere usi, e che DEVE prevedere una VALUTAZIONE DEL RITORNO ECONOMICO dell’attività stessa!!!
      La nostra università ci forma affinchè ciò sia REALE?
      NOOO? NON BENE? NON SEMPRE? TROPPA TEORIA IN MERITO??COSA? Non sappiamo fare i calcoli? (non siamo ad economia!) E’ difficile farli? OK, è vero, però almeno un po’ d’impegno, proviamoci! Facciamo almeno finta di impegnarci, e che diamine! 😉 Ok…
      ALLORA la nostra non potrà MAI essere considerata una VERA LAUREA se l’andazzo è questo.

      E’ una BELLA laurea in potenza. FACCIAMO UNA BELLA TIRATA D’ORECCHIE a chi non fa il proprio dovere in Italia… mi sa che fin troppi ci hanno marciato su questa CdL/facoltà (varia da ateneo ad ateneo, ci avete fatto caso?)
      Viva l’ITALIA! 🙂
      Allegria…

      P.s. non rileggerò questo post, prendetelo così com’è. GRAZIE.

  6. Anche io volevo scrivere un post su questo spezzone dei Simpsons.

    L’immaginario collettivo sulle scienze della comunicazione è questo non c’è che dire: il tutto è anche ampiamente giustificato.

    Il punto fermo è che noi di uniFERPi siamo l’eccelenza: già per il solo fatto di sollevare e discutere queste problematiche. Il punto è farlo capire agli altri!

    Il problema tocca anche gli alti luminari della comunicazione:
    non a caso EUPRERA ha discusso quest’anno sull’istituzionalizzazione della professione.

  7. Tutti commenti intelligenti. E’ vero, la laurea in scienze della comunicazione non viene neppure ricordata (mia nonna me lo dice sempre….ricordami quello che studi, caro, perchè non lo so…!).

    Ad ogni modo, reputo questo corso straordinario in termini di conoscenze, apertura mentale e creatività.

    Non ci sono corsi in Italia che ti permettono di scrivere tesi sugli argomenti più disparati. Avevo un professore di Stretegia e politica aziendale che passava dal Caseificio, all’energia elettrica per arrivare all’alta moda.

    Certo, non sarà il comunicatore (come lo definite voi) il deus ex machina del nuovo millennio, sarà comunque un tassello a servizio del sistema economico per quello che sa e per quello che sa fare. Come ha ben sotgtolineato Silvia, la pubblicità, il marketing, le attività di comunicazione sono gli strumenti che le aziende utilizzano per vendere i propri prodotti. Senza di essi che cosa farebbero? Produzione senza vendita? Se non vendono però perdono quote di mercato e la concorrenza vince, quindi? Servono pubblicità, marketing e comunicazione per riportare concorrenza e competizione….

    Noi ci dobbiamo incastrare là!

  8. Concordo con il fatto che sdc in alcune città come Catania non è un corso di laurea in comunicazione. Mi dispiace solo che ogni novità porti a queste cose. Quando mi sono iscritto io a Palermo con il numero chiuso sdc era l’elite dei corsi di laurea. In ogni caso raga non generalizzate perchè come in tutte le facoltà ci sono corsi seri e non. Catania è la vergogna per quanto riguarda sdc. Non prendete rami inutili che non hanno attinenza con la comunicazione se volete fare questo corso.
    Le quinquennali cmq restano i veri corsi in questo ramo in particolare comunicazione d’impresa e marketing, giornalismo, comunicazione di massa e pubblica.Questi sono corsi di grandi rilievo gli altri sono lauree fasulle. Ma ripeto fate le debite distinzioni.
    Ci sono le scienze della comunicazione eccellenti e quelle fasulle. i migliori che trovano lavoro provengono sicuramente da Bologna, Reggio Emilia, Milano, Palermo. Non metto roma perchè mi hanno detto che fa schifo in questo corso di laurea.
    Ps anche in economia ci sono corsi fasulli e che non servono a niente tanto che si scrivono i più svogliati… e quanti sono poi! Ho visto pure Omar alla facoltà di economia

  9. Ma laurea fasulla sarà per te! Le lauree fasulle sono scienze politiche, scienze motorie, scienze della formazione, scienze dell’educazione, scienze storiche, lettere, molti settori di sc. della comunicazione e di economia. Mai GENERALIZZARE CI SONO CORSI BUONI E CATTIVI IN TUTTE LE FACOLTA’. poi si vede chi lavorerà fra tanti di comunicazione e altri di altri corsi. A cultura cmq chi si permette di giudicare ci fa le pippe!

    • Scienze motorie: prepara i futuri professori di educazione fisica.
      Scienze dell’educazione: forma i futuri educatori professionali.
      Lettere: forma i futuri professori di Letteratura Italiana, Storia, Geografia, Latino e Greco.
      Scienze storiche: forma i futuri professori di Storia e coloro che vogliono proseguire con la ricerca (hai presente quelle figure chiamate “storici”?).
      Scienze politiche: è presente il corso che prepara i futuri sociologi (conosce questa figura professionale??). Non ricordo se il corso di laurea con il quale vengono formati i futuri assistenti sociali sia un corso di Scienze Politiche o Scienze dell’educazione.
      Ah! Il corso di laurea in Psicologia, in alcuni atenei è stato inserito fra i corsi di Scienze dell’educazione (vedi l’ateneo di Catania).
      In effetti sono tutte lauree inutili. Già!

  10. Il mio libro sulle relazioni pubbliche dedica un intero capitolo all’inflazione, partita negli anni novanta, riguardante i corsi di laurea sulla comunicazione.

    Da un lato le istituzioni, capendo il crescente ruolo della comunicazione, facevano salire la domanda di esperti comunicatori.

    Dall’altro lato, invece, la realtà accademica si affrettava a offrire corsi pensati un po’ “ad muzzum” pur di riempire il gap fra domanda ed offerta di formazione.

    Questa ricetta contribuisce alla frivola immagine dei nostri corsi di laurea.

    Ricordo che FERPI ed ASSOREL accreditano i corsi migliori.

    Ecco, per esempio, com’è stato “bollato” il corso da me frequentato:

    “Il Corso di Laurea in Relazioni pubbliche e pubblicità rientra tra gli 8 corsi di studio accreditati a livello nazionale dalle Associazioni Ferpi e Assorel, per l’adeguatezza delle attività formative che lo caratterizzano rispetto al mercato esistente nelle relazioni pubbliche d’impresa„

    Vorrei anche riflettere su questo: all’atto dell’iscrizione la maggioranza delle matricole non ha mai sentito parlare né di FERPi né di ASSOREL.

    • uniFERPi (noi) che ruolo abbiamo in tutto questo?

  11. Io penso che bisogna fare chiarezza e specificare che scienze della comunicazione è fatta da tanti corsi di laurea completamente diversi tra di loro. Bisogna estrapolare i migliori dove ti fanno un mazzo tanto e farli uscire dai commenti negativi che ci sono. ORA BASTA! PROPORREI ANCHE DI DENUNCIARE IL DOPPIATORE DEI SIMPSON CHE HA FATTO QUELLA BATTUTA E CHE è ANCHE UN OPOVERO IGNORANTE PERCHè CHIAMA SCIENZE DELLE COMUNICAZIONI INVECE DI COMUNICAZIONE LA LAUREA E VI GIURO CHE CAMBIA TANTO IL SIGNIFICATO.CMQ è ORA DI ISTITUZIONALIZZARE I CORSI MIGLIORI E METTERE IL NUMERO CHIUSO PER EVIRTARE CHE TANTI SVOGLIATI ROVININO IL NOOME DI UN CORSO IN CUI IO PERSONALMENTE MI SONO FATTO IL MAZZO (COMUNICAZIONE D’IMPRESA) E CHE NON è UNO SCHERZO. SE POI CI SONO “SPERTONI” SONO PRONTO A QUALSIASI CONFRONTO VEDIAMO CHE è PIù FASULLO!
    E CHE PARLINO PURE PROF E PRESIDI ANCHE CONTRO VESPA CHE CI Dà DI BRUTTO

  12. Mi dispiace deludervi ragazzi, ma SDC non insegna il mestiere, al massimo qualche buona nozione. A me nessuno ha insegnato come fare l’addetto stampa, come organizzare un evento o cose simili. Se potete, fate esperienza in azienda, molto più utile. La cosa più divertente? Chi vi parla di cose che non ha mai praticato perché a lavorare in un ufficio stampa non è mai andato, neppure un giorno.

  13. Certo Carlo, SDC non insegna il mestiere. Del resto nessuna facoltà, forse eccetto medicina, insegna il mestiere. Il discorso è che ogni ateneo può fare di SDC quel che vuole. In qualche città il corso è gestito da lettere, in altre da economia, in altre da scienze della formazione, in altre è una facoltà autonoma. Tutto ciò non fa altro che creare confusione su quello che dovrebbe essere il portfolio di abilità del laureato in comunicazione. A me insegnano tanta letteratura e linguistica perchè studio sdc presso la facoltà di lettere. Per quanto riguarda le discipline economiche devo provvedere da solo se non voglio avere lacune.
    L’istituzionalizzazione della professione di cui si è discusso a Euprera è indispensabile. Le facoltà che aprono corsi di comunicazione devono sapere quali abilità sono richieste dalle aziende.
    L’elaborazione di piani di studio davvero attinenti alla comunicazione, anzichè fatti per aggiudicare cattedre, sarebbe un bel passo avanti.
    Solo così saremo certi che studiare la teoria sarà propedeutico alla pratica professionale. Del resto la teoria ci vuole, purchè sia quella giusta. Se avessimo almeno una buona preparazione teorica non avremmo di che lamentarci.

  14. Fabris nota giustamente lo svarione nel denominare le Nostre Care Amate, peraltro diffusissimo anche se si fa una ricerca online: vi sarete chiesti il perché, amici di UniFerpi?

    Io un’idea ce l’avrei (e non la cambio) ma vorrei prima sentire la Vostra (per me quell’errore è un segnale forte della situazione socioculturale italiana, ma per ora mi fermo qua…)!

  15. sicuramente l’italiano medio non intende la comunicazione come la intendiamo noi. E’ facile che confonda la comunicazione con le telecomunicazioni. Da qui l’errore “scienze delle (tele)comunicazioni”. Potrebbe essere così?

  16. La faccio breve: lo sviluppo impetuoso delle comunicazioni di massa ha gettato nell’ombra la comunicazione intesa come costruzione interpersonale di senso nella società.

    [Volendo scendere nello specifico: la presenza pervasiva di telefonini, schermi e messenger nella vita di noi tutti ha finito per alimentare l’attenzione da parte di individui culturalmente poveri per la dimensione di massa della comunicazione; questa ne è ormai diventata la connotazione esclusiva piuttosto che solo una declinazione, come invece lo è al pari delle altre forme in cui viene agita dall’uomo (aziendale, istituzionale, politica, pubblica, sociale).

    La democratizzazione dei flussi comunicativi si è rivelata, paradossalmente, un duro colpo allo statuto epistemologico delle scienze della comunicazione.

    Guardate solo qua cosa succede… Collaboriamo, ad esempio?

  17. Ministro Gelmini ricorda:

    “abbiamo un anno o più per cominciare un percorso di riforma: dalla razionalizzazione dei corsi di lauera, che non vuol dire impoverimento dell’offerta formativa ma semplicemente l’andare ad eliminare i corsi inutili, e da un utilizzo migliore delle risorse – ha detto – abbiamo la possibilità di realizzare risparmi e rendere quel taglio meno doloroso”.

    chissà cosa intende per “corsi inutili”. Glielo chiediamo? =)

  18. 1. Verde Ornamentale, corso di laurea dell’Università di Bologna;
    2. Gestione Tecnica del Paesaggio, corso di laurea dell’Università di Perugia;
    3. Tutela e Benessere Animale, si studia a Teramo;
    4. Scienza della Produzione e della Trasformazione del Latte, Università di Milano;
    5. Scienza e Tecniche Equine, si studia a Parma;
    6. Scienze dell’Allevamento, Igiene e Benessere del Cane e del Gatto, Università di Bari;
    7. Tecniche dell’Allevamento del Cane di Razza ed Educazione Cinofila, Università di Pisa;
    8. Scienza della Mediazione Linguistica per Traduttori Dialoghisti Cinetelevisivi, Torino;
    9. Scienze e Tecnologie del Fitness, corso di laurea dell’Università di Camerino;
    10. Scienze e Turismo Alpino, si studia a Torino. [ fonte ]

  19. Cari ragazzi, che “pettegolaio”?:)
    ma non vi sembra di esagerare su questi laurati? siamo una delle poche lauree di cui economia ha paura, anche se per chi conosce bene le funzioni aziendali dovrebbe sapere che un economista e un comunicatore hanno ruoli differenti e contigui…non sto a specificare quali, visto che voi che avete una laurea dii quelle “serie” (in quanto non una in sdc) dovreste sapere…
    Per la cronaca, dopo la laurea triennale in sdc ho insegnato ad un corso di alta formazione COMUNICAZIONE D’IMPRESA e ora da un anno sviluppo piani di comunicazione per piccole e medie aziende (in Italia abbiamo queste) e ancora non ho concluso il mio percorso di specialistica!!
    Sono entrata in facoltà dopo un test sia alla triennale che alla specialistica. Per cui prima di sparare chiacchiere informatevi.
    Una mia amica laureata in economia dopo la triennale la chiamavano solo per fare la consulente per le assicurazioni e solo dopo la specialistica ha trovato “lavoro”: sgobba fino lalle 20:00 e guadagna quanto un’impegata dlle poste.
    Vogliamo parlare del mio amico ingegnere che ancora gira come una trottola tra Inghilterra Svizzera e Germania?
    Su una cosa devo convenire con voi che non tutti i corsi di comunicazione sono raccomandabili, infatti in Italia abbiamo 5 Facoltà ufficiali e circa…168 corsi attivi ovunque.
    Dopo la Germini non so cosa succedera a questi…
    tanti auguri per la vita ragazzi e ricordatevi…come diceva la mia maestra (all’epoca unica) una mezza ciabatta rimarrà sempre una mezza ciabatta ovunque…

    • “HA” crisi d’identità…non “a crisi d’identità”.
      “una mia amica laureata in economia dopo la triennale la chiamavano solo…”…sarebbe stato più corretto “una mia amica,(VIRGOLA!!) in possesso di una laurea triennale in economia aziendale (?), veniva contattata solo per…”.
      E questi sarebbero i comunicatori??

  20. MATRIX ieri sera ha detto a milioni di italiani appoggiando un altro suo ospite che la laurea in scienze della comunicazione produce solo disoccupati, un male italiano insomma…

    • Matrix non ha detto un bel niente. È il nome di una trasmissione, per cui non può parlare!!
      Casomai…”ieri sera, nel corso della trasmissione “Matrix”, è stato detto che…”.

  21. grande clicki!! comunq caro _________ era porta a porta e non MATRIX per la precisione a Matrix hanno parlato dei prof che hanno 1 alunno per aula che il sig. Mentana a pure rettificato dicendoo che non uno ma pure 300 ne hanno a persona…
    comunque se la laurea del sig.__________ è una laurea che offre garanzie, ce la renda meno anonima del suo nome, tanto se dobbiamo ritenere tutto quello che i media raccontano VERO possiamo farcela regalare…:)
    così il lavoro è sicuro per tutti:)

  22. Quanta simpatia nei confronti di chi vuole mantenere l’anonimato :’D cioé.. comunque non serve essere cosi acidi. La prossima volta se l’anonimato crea tanto “fastidio” uso il mio nick, volevo avere delle risposte neutre invece ho raccolto solo ramanzine al sig. ____. Volevo solo far noto che Mentana e i suoi ospiti nella puntata intitolata “Generazione 2008” ha dichiarato che scienze della comunicazione crea disoccupati (non mi faccio di cannabis, ricordo quel che sento). Invece di accanirvi con me, fatelo con la sua redazione e magari con i media. Spegnere la tv non aiuta a combattere la disinformazione. Studiarsi una tabellina a memoria nemmeno.

    Valentino Rossi e Vasco Rossi sono laureati…
    si doveva nascere tutti sotto la famiglia rossi.

    La laurea del sig.___ ? Sarà Rossi pure lui.

    W l’Italia, con questo concludo.

  23. senti pexure, ti chiedo scusa sul discorso mentana, non abbiamo visto la stessa puntata… non voglio fare polemiche e neppure voglio attaccare te…comunque non prendere per oro colato quello che senti in tv perchè è solo una sua opinione se vediamo i dati magari non proprio così.
    Noi di comunicazione sappiamo che esiste la decodifica abberrante di U. Eco e le variabili intervenienti che ci salvano dal prendere tt ciò che si sente blaterare sui media sia vero..tuttavia alle volte basta cercare le informazione dove sia più corretto e non aspettare che ci vengano calate dall'”alto”
    Ti chiedevo la laurea perchè sembri sicuro che quella in sdc non serve per cui se hai un’idea migliore per formarci accettiamo consigli la formazione è continua…
    notte

  24. Ciao!
    Ho letto con interesse il tuo articolo e devo dire che sono molto preoccupato (anche se,in realtà,questa affermazione proviene da un cartone animato): vivo anch’io a Catania e sto frequentando l’ultimo anno di superiori.
    La mia intenzione è di iscrivermi alla facoltà di Scienze della Comunicazione (o,al massimo,in quella di lingue..okay,sono un pò diverse!!) : in sintesi,cosa puoi dire a riguardo?
    Hai confermato che avresti scelto nuovamente la facoltà,se ne avessi avuto la possibilità: tu me la consiglieresti? Ha sbocchi “concreti” ?
    Grazie,a presto.

  25. Caro Paolo, ho letto solo il post originale, i commenti li ho lasciati per un altra occasione.
    Che dire? è sacrosanto che SDC è assolutamente mal vista dalla maggior parte delle persone nonchè dalla maggior parte degli studenti di altre facoltà (non parlare mai di SDC ad uno di ingegneria perchè rischi di essere crocefisso in sala mensa), ma io ho una teoria: tutte le lauree non servono a niente se non le sfrutti bene (salvo per chi ha lo studio di papà e si iscrive per questo a giurisprudenza).
    Voglio dire, puoi prenderti una laurea anche non avendo capito nulla di tutto quello che hai fatto, non è così difficile in una triennale del “nuovo” ordinamento; OPPURE puoi prenderti una laurea e fare tesoro di tutte quelle informazioni che altrove troveresti sparse qua e la mentre ti riprometti che quando sarai uscito sarà tua premura approfondire quello che davvero ti piace e in SDC cose stimolanti, creative e sicuramente da approfondire ce n’è un sacco.
    Io lavoro da un pò part-time nello studio di consulenza fiscale di mio zio ed ultimamente mi sto anche cimentando come web-designer: il lavoro lo impari sul campo, la teoria ti aiuta ad essere migliore e ad andare oltre quello che fai, ricercare e scoprire.
    Se ci fermassimo a quello che routinizziamo ogni giorno e lo eleggessimo a traguardo cosa resterebbe all’essere umano?
    Scienze della Comunicazione è un ottimo corso (qui a CT è fatto maluccio, hai ragione, ma non dispero perchè c’è del buono anche qua, e parecchio) perchè affronta svariati campi, e ben venga se è anche un pò simile a lettere: dobbiamo cogliere quello che ci da e poi svilupparlo da soli, come self-made student 😉

  26. solo una cosa…!qualunque facoltà puo darti qualcosa…e qualunque facoltà può diventare una ”facoltà delle merendine”….dipende dalle persone che vi sono iscritte…!medicina?giurisprudenza?non pensate che anche queste nobilissime facoltà si stiano trasformando in facoltà per nullafacenti??quanti vi si iscrivono solo per seguire la carriera del padre..quanti vi si iscrivono solo perche sono ”MEDICINA” E ”GIURISPRUDENZA”? e non perchè hanno una vera vocazione…?ripeto..per me il problema non sta nelle facoltà…ma nelle persone che le frequentano…!e poi..diciamola tutta…oggi..sia che si esca da medicina..o da scienze della comunicazione..o da qualunque altra facoltà….senza una raccomandazione..o una botta di fortuna non si va da nessuna parte….e sicuramente nn per colpa del tipo di facoltà dalla quale si esce…

  27. Non per essere il rompi @@ di turno, ma queste cose
    continuano.. non so se per puro caso o programmate.

    Su canale5 è andato in onda “Finalmente … Una Favola” con Maria Amelia Monti e Gerry Scotti. Copio e incollo la trama.

    Alice (Maria Amelia Monti) e Gigi (Gerry Scotti) tamponano l’auto di una giovane coppia di precari e li accompagnano all’ospedale dove lei partorisce. I nostri due sono già rapiti dal neonato e decidono di aiutare in tutti i modi la giovane coppia. Scoprendo che vivono con 1.200 euro al mese decidono, a fini educativi per i figli, Riky e Niky, di fare lo stesso.

    Durante una scena uno dei due ragazzi precari afferma di essere laureato in Scienze della Comunicazione ;| anche se attualmente lavora come cameriere.. perché non trova altro. Sigh!

  28. bellissima questa fiction!!
    Se vogliamo dirla tutta c’è pure una canzone di Simone Cristicchi che si chiama “Laureata precaria” e parla di una “laureata in scienze della disoccupazione”.

    @Giovanni: le lauree in comunicazione non hanno sbocchi concreti. Ti danno più cultura che formazione. La professionalità si acquisisce sul campo. E per quanto riguarda il post-laurea direi che iscriversi alla specialistica non migliora le cose. Io mi iscriverò senz’altro a un buon master che prevede diverse ore di stage in azienda. Cmq è innegabile che, a seconda dell’ateneo, ci siano corsi di comunicazione più validi di altri. Il corso di sdc nella nostra Catania, quello che frequento io, prevede una buona preparazione letteraria, filosofica e linguistica. Anche il corso di scienze per la comunicazione internazionale, presso la facoltà di lingue, è più letterario che economico. Se ti interessa lavorare nell’ambito dell’editoria o dei beni culturali direi che sono entrambi indicatissimi. Anche se sono convinto che in questi ambiti siano privilegiati i laureati in lettere. Se invece ti interessa la comunicazione d’impresa ti consiglio di non iscriverti a Catania. A Palermo è senz’altro meglio ed è a numero chiuso. In alternativa, se non vuoi/puoi muoverti da Catania, iscriviti a SDC ma cercati per fatti tuoi un pò di formazione professionale. Proprio come sto facendo io con grande soddisfazione. A questo scopo ti sarà senz’altro utile frequentare la nostra associazione studentesca, Uniferpi. A proposito, se ti va fai un salto all’aperitivo della comunicazione questo venerdì. Così ne parliamo di presenza. Ci sono le coordinate in home page.

  29. Giusta considerazione Mr.Paul :’D
    “La professionalità si acquisisce sul campo”

    Io più precisamente studio relazioni pubbliche d’impresa,
    anche se non credo vi siano molte differenze sostanziali
    in termini di sbocchi concreti e non.

    Non per questo mi arrendo, vedrò di laurearmi
    e specializzarmi in quelle che sono le mie capacità
    appunto inserendomi in qualche contesto lavorativo.

    Riprendendo un pò la parola da te usata “campo”
    diciamo che ‘calcisticamente’ l’università ti tiene un
    po in “panchina” e spesso bisogna allenarsi soli o
    con persone che hanno tuoi stessi interessi..

    Uniferpi può essere uno dei tanti allenamenti,
    almeno uno si tiene in movimento e non fa la
    bella vita dell’Homer Simpson.. per rimanere
    in tema con il video di you tube hahahahaha!

    Mi concedo di sparare sta cosa:
    “No uniFERMI, be uniFERPI.. make a move!” :’D

    Aiutoooooooooooo sto male!
    C’è un dottore in sala?!
    …possibilmente medico 😛

  30. ok raga, ridiamoci su e voltiamo pag.
    Io mi sto per laureare, e se davvero fosse così inutile non avrei sviluppato una tesi sperimentale per un’azienda partener del CINECA…e non provengo da un’uni. blasonata. dove sto sta dentro a lettere, però un consiglio…chi prosegue con la specialistica, meglio farla in un ateneo dove c’è proprio la facoltà ( teramo, roma sapienza, macerata, reggio emilia ), se vedete i piani di studi sono molto più settoriali..

  31. Ma infatti non penso che bisogna buttarsi mica giù! 😉

    D’altronde, come insegnava lo stesso Andy Warhol,
    quella negativa è spesso la miglior forma di pubblicità.

    Io sono in contatto con il Media Relations Manager
    della Ibm Italia. Se una persona dietro al suo percorso
    accademico sa anche risultare interessante e creativo
    ha sicuramente delle ottime possibilità di successo 😀

    Nulla contro chi fa successo in altri modi (vedi tv),
    alla fine le vie della “comunicazione” sono infinite!

  32. triennale in SDC a Catania (facoltà di lettere e filosofia), mi sa che sei di lì anche tu. giusto? Sono d’accordissimo sul discorso della specialistica: assolutamente fuori Catania. Io onestamente penso di iscrivermi a un master.

  33. no…sono di Cassino, ma mi traferirò Roma(sapienza), teramo, macerata…dove ci sono facoltà, ben curate e settoriali…un altro mondo…ti consiglio…un master di II livello dopo la magistrale, altrimenti per farne uno di I livello ne devi fare uno di quelli pesanti 10/11/15.000 euro, sole 24 ore, pubblitalia e altri…detto da professori…

  34. adesso proverò a raccontarmi brevemente la mia recente storia dalla quale capirete cosa ne penso della triennale in SDC presso l’ateneo di Catania.
    Mi chiamo Francesco Marzà e mi sono laureato nel luglio 2007 e come molti di voi, anche io subito dopo la laurea (ma anche prima) mi sono chiesto a cosa potesse servire una laurea in SDC ottenuta nel nostro ateneo soprattutto in riferimento a quello che avevo effettivamente imparato nei miei anni di studi.
    A tutti gli effetti sono un Dottore in comunicazione, tale legittimità ci viene riconosciuta ufficialmente in tutti i territori dell’Ue, ma di fatto lo è? siamo effettivamente in grado di inserirci nel mondo del lavoro e soprattutto…..che cosa sappiamo fare? quale competenze abbiamo ricevuto dal nostro corso di studi?
    a mio parere poche per non dire nulle!! quante erano (parlo al passato perchè io sono fuori ma forse sarebbe più corretto dire quante sono….) le materie veramente attinenti ad un corso triennale in SDC? Poche, troppo poche per poter essere competitivi ed appetibili agli occhi delle organizzazioni del mondo del lavoro rispetto ai nostri colleghi che provengono da altri atenei.
    Concordo pienamente con quanto scritto da Paolo Pappalardo in riferimento al fatto che il corso di SDC a Catania è una sorta di corso alleggerito di lettere moderne e proprio per tutti questi motivi, ho deciso di fare una specialistica che quantomeno potesse darmi gli stumenti teorici per poter comprendere quanto basta i difficili processi della comunicazione.
    Dunque nell’estate del 2007 mi sono iscritto a Perugia al corso interfacoltà tra lettere e scienze politiche (già questo è un aspetto nuovo per noi ex studenti di Catania) in “Comunicazione istituzionale e di impresa” e devo dire che tutte le mie perplessità e paure circa la bontà della scelta fatta sono svanite presto.
    Nonostante io mi sia dovuto sobbarcare il peso di alcuni debiti formativi derivanti dalla triennale, ho trovato una struttura altamente organizzata dove su un totale di dodici materie previste nel mio piano di studi, solo 3 sono insegnate da professori di ruolo, le restanti 9 sono affidate a professionisti dei vari settori che ogni anno rinnovano il contratto con l’università di Perugia.
    Molti di voi si staranno adesso chiedendo quali siano queste materie così interessanti che non sono previste nel nostro corso di specialistica…..economia e management aziendale; governance e politiche pubbliche; strategie e politiche della comunicazione aziendale; teoria e tecniche della comunicazione pubblicitaria; sociologia e metodologia della ricerca sociale; relazioni pubbliche; marketing innovativo; valutazione di campagna di comunicazione; comunicazione visiva; inglese progredito; istituzioni di diritto pubblico; economia politica;
    penso che chi ha frequentato o frequenta l’ateno di Catania si possa rendere subito conto delle enomi differenze che ci sono nella struttura dei corsi…

  35. Ciao Francesco, piacere di conoscerti.
    Da quest’anno qualcosa si sta muovendo anche a Catania. Se hai dato un’occhiata all’home page troverai il programma di un convegno sulle relazioni pubbliche che inizierà domani. Sarà l’occasione per presentare la convenzione tra SDC Catania e FERPI. Lo so, non è una rivoluzione, ma un piccolo passo. Spero possa servire a fare in modo che i futuri comunicatori catanesi abbiano almeno un’idea di cosa sono le relazioni pubbliche.
    In altri atenei questa disciplina fa parte del piano di studio. Nel nostro non ancora.
    La collaborazione dei professionisti è senz’altro una buona cosa, se questi hanno l’occasione di trasmettere il loro know-how e sono più preparati dei docenti. Tuttavia bisogna trovare delle soluzioni strutturali che guardino al lungo periodo.
    Io sto facendo da assistente al prof. di tecniche della comunicazione pubblicitaria. Ma è una collaborazione meramente amichevole, visto che anche il prof. è un precario (cioè un professionista a contratto). Praticamente da noi non esiste una cattedra di questa materia, così come non esiste un dipartimento dedicato alla sociologia o alle discipline della comunicazione nè alcun dottorato di ricerca. Quindi ben venga il contributo dei professionisti, ma non per fare in modo da aprire un corso di comunicazione campato in aria. Sono certo che nel caso di Perugia non è così. Confermi?

  36. ciao Paolo, piacere mio anzitutto….sarei ben felice di conoscere te e gli altri amici catanesi che sono presenti qui sul forum, dunque potremmo incontrarci sotto le festività natalizie(ho letto con piacevole sorpresa che sei il promotore di un incontro settimanale dal tono informale che tu stesso hai chiamato se non erro “pillole di comunicazione”).
    Per quanto riguardi la domanda che mi ponevi nel tuo intervento circa il contributo che danno al corso di comunicazione istituzionale e di impresa qui a Perugia alcuni professionisti del settore della comunicazione, ti posso confermare che non è assolutamente un contributo campato per aria, certo ance qui la situazione potrebbe essere ulteriormente migliorata magari cercando di coniugare al meglio gli studi teorici con “il mestiere i tutti i giorni del comunicatore”, non che non si faccia già ma si potrebbe fare sicuramente meglio.
    Avevo già letto che i primi di dicembre sarebbe intervenuto Toni Muzzi Falcone li ai benedettini e ti dirò che ne sono rimasto piacevolmente colpito perchè come hai scritto bene tu, è da tutti gli addetti ai lavori considerato come il più importante ed autorevole rappresentante italiano del settore delle relazioni pubbiche, considera che tiene regolarmente seminari e lezioni anche negli USA che come tutti sappiamo sono la patria delle public relation…cmq a presto e aspetto tue notizie, ciao.

  37. Un mesetto fa discutevo con un mio caro amico di infanzia. Sosteneva che l’unica laurea “seria” è quella in economia perchè è l’economia a far girare il mondo! Bene, mi sono impegnata a sostenere una conversazione in cui cercavo di spiegare che ogni professione (presa singolarmente) può essere l’unica (o comunque la più importante) a far girare il mondo (basta avere una visione “parziale” di ciò che ci circonda).
    Sono una delle prime che si è iscritta a Perugia al Corso di laurea in Scienze della Comunicazione (classe 1982), successivamente traslocata a Roma per specializzarmi in Editoria e Giornalismo. Sarà….ma, ho trovato lavoro dopo soli 4 mesi dal conseguimento della laurea e, soprattutto, non faccio la cameriera nè la Pr in discoteca. Mi spiace che i più abbiano una visione così “rigida” della formazione universitaria. Proprio una laurea come quella in Scienze della Comunicazione, forse, lascia più spazio al singolo per capire quale direzione la vita debba prendere, dove veramente si vuole andare. Tornando indietro…..farei esattamente la stessa scelta!
    P.S. il mio secondo “pallino” era il restauro ma, essendo allergica alla polvere, forse, non sarebbe stato proprio il caso!

  38. Ciao a tutti, volevo solo rispondere sul tema perché, da laureata in Scienze internazionali e diplomatiche (praticamente scienze politiche) mi sono sentita chiamata in causa. Scienze politiche non è una facoltà inutile, come non lo è SDC e nessun’altra. Vi garantisco, dopo un pò di anni di esperienza, che l’importante è quello che ognuno di noi si costruisce, usando il più possibile gli strumenti che ci vengono messi a disposizione. Sono anche d’accordo che proprio la vastezza di argomenti studiati può servire a mantenere una mente più aperta e flessibile per adattarsi a più esperienze.

    Buon Natale!
    Giulia

  39. Pingback: Felice di studiare Scienze della Comunicazione. « Paolo Pappalardo

  40. ti posso fare una domanda? ma che significa “io sono un comunicatore”? cioè con questa parola, “comunicatore”, in realtà cosa si intende? una persona che comunica? del tipo che tu sai comunicare e io no perchè non sono laureata in scienze della comunicazione? quindi se è così io ora non starei comunicando giusto?
    mi sembra una forzatura, l’utilizzo di questa parola. Io sono un comunicatore… beh lo siamo tutti, e mi sembra anche una frase scontatissima. Pure mi è poco chiara la frase “c’è un grande bisogno di saper comunicare nell’epoca del web 2.0″…
    a parte il fatto che la realtà per fortuna non è solo INTERNET nè WEB (che sono 2 cose diverse) quindi trovo già sbagliato il doversi rapportare ad una piccola porzione del mondo che ci circonda per giustificare questo impellete bisogno di comunicazione… ma poi, e questa è la mia domanda centrale, ciò significa che prima degli anni 80, quando cioè il web non esisteva ancora, non c’era necessità di comunicare? si comunicava di meno? si comunicava peggio? porca miseria, come ha fatto l’uomo a sopravvivere tutti millenni prima della scoperta di scienze della comunicazione?

    si lo so che è un messaggio sarcastico, ma capirai i miei dubbi. ho letto spesso testi come il tuo, perchè sono curiosa e divertita da chi intraprende scelte completamente opposte a quelle che farei io se potessi tornare indietro anche mille volte, però sinceramente ogni tanto vorrei ripensarci, cambiare opinioni, leggere qualcosa di diverso dalle solite motivazioni balenghe sul perchè sia così importante, AL GIORNO D’OGGI (magari questo potevi scrivere, e non tirare fuori il quasi web 3.0! ma sarebbe stato comunque un errore di fondo), COMUNICARE. Voi studenti di scidecom che vi sentite discriminati, voi proprio date adito a queste discriminazioni, con certe frasi! stupitemi! ma ho molti dubbi!

  41. vorrei aggiungere…
    io non credo che ciò che si studia al corso di laurea in scienze della comunicazione (così come in moltissime altre facoltà) sia inutile, anzi. credo però che sia inutile un corso di laurea per questo. un paio di esami bastano e avanzano, secondo me!
    ti faccio un esempio: esistono lauree del tipo “prodotti e servizi informatici per le aziende”… in sostanza “dovresti” apprendere come realizzare software per un’azienda, una fabbrica, una catena di negozi etc, tenendo anche in considerazione quindi una serie di variabili legati al mondo economico (e difatti è un corso di laurea che si ramifica da quello in economia). tuttavia non c’è bisogno di una laurea apposita per sapere questo, i laureati in informatica sanno benissimo come realizzare un software, e se poi sono necessarie competenze economiche (web marketing ad esempio) vengono facilmente integrati in esami specifici, magari all’interno di un particolare indirizzo. ora, con questo esempio voglio dire che AL GIORNO D’OGGI, piuttosto che dare importanza a quello che realmente serve per crearsi un futuro e un ingente bagaglio culturale, si da invece priorità alle cattedre dei docenti, creando corsi, indirizzi, esami, praticamente dal nulla, semplicemente per assumere quanti più docenti possibili, e neanche preparati. ma a fronte di questo, si creano tante illusioni nei giovani che diversamente avrebbero intrapreso strade più ardue, che però per mancanza di stimoli vengono abbandonate. tutta questa miriade di offerte formative, chiediamocelo, serve davvero? la mia risposta è: ASSOLUTAMENTE NO.

    ok ora mi sono dilungata troppo 🙂

  42. Pingback: A che servono i comunicatori? « UNIFERPI

  43. Cara Laura,

    Ti ringrazio per le domande. Questo blog è frequentato perlopiù da comunicatori e aspiranti tali. Il tuo commento ci da l’occasione per spiegare cosa facciamo, cosa faremo e per cosa stiamo studiando. Ho voluto metterlo in risalto pubblicandolo in un nuovo articolo che si trova adesso in home page. Te lo linko https://uniferpi.wordpress.com/2009/01/23/a-che-servono-i-comunicatori/

    Sono certo che avrai moltissime risposte.

    Per quanto riguarda il secondo commento, sono d’accordo con te sul discorso della priorità alle cattedrei dei docenti. Molti corsi di comunicazione sono stati istituiti per fini baronali piuttosto che formativi. Tuttavia ci sono esempi positivi, talvolta ahimè solo presso atenei privati (ad esempio la IULM), che dimostrano come l’apertura di un corso di comunicazione sia una scelta assolutamente giustificata. Le aziende e molte altre organizzazioni hanno bisogno di esperti ben formati. Non basterebbe far sostenere un paio di esami a un laureato in economia. Ci sono corsi triennali, specialistiche, seminari, master e stage da fare; oltre alla personale vocazione verso le discipline della comunicazione. Tra l’altro questo succede in Italia come in tutto il mondo. Pensa che ci sono accademie che offrono gratis dei master in webmarketing perchè vengono pagate dalle aziende che cercano personale esperto.

  44. Invece di calcolare le statistiche relative ai laureati in comunicazione e ai loro tassi di disoccupazione, proporrei di analizzare i titoli di studio posseduti da coloro che lavorano nel settore della comunicazione. Così magari chi vuole lavorare nel settore (ad esempio in una agenzia pubblicitaria) saprà su quale percorso buttarsi: se le statistiche riveleranno che basta un qualsiasi diploma e alcun tipo di formazione seria (al massimo un corso di pochi mesi in qualcosa), i giovani si comporteranno di conseguenza. Per esperienza personale (e quindi limitata), ho notato che nel settore della comunicazione ci lavorano tutti tranne i laureati in comunicazione.
    In aggiunta a ciò, pongo una domanda: perchè non esistono albi professionali relativi ai vari mestieri della comunicazione? Mi riferisco ad albi seri, che presuppongono laurea, tirocinio ed esame di ammissione: hanno forse paura di non poter far più lavorare i loro conoscenti senza arte ne parte?

  45. ma che ce ne frega???
    abbiamo scelto quello che ci piace, chissenefrega di quel che pensa l’immaginario collettivo. ne riparliamo tra 10 anni quando i lauretai in psicologia faranno bidelli perchè hanno studiato 10 anni e il mondo non li ha aspettati. il tempo parlerà per noi

  46. salve,io nn voglio disprezzare la vostra facoltà….ma in 6 anni ho sempre visto persone che cazzeggiavano tutto il giorno….studiavano una settimana prima dell’esame e puntualmente prendevano un voto che nn scendeva al di sotto del 28!!!!Conosco moltissime ragazzi laureati in sdc…il voto di laurea più basso è 105….chi mi sa spiegare tutto questo?Io sono laureato in ingegneria…studiavo,circa 8-9 ore al girno…in più corsi obbligatori….vita sociale 0…e voi pretendete di trovare lavoro!!!!per me il regista ha voluto dare un segnale forte…se nn l’avete ancora capito…chi ci sta dentro ormai è fatta e dave tenerselo….ma chi sta per scegliere…ci pensi bene….ANDATE A ZAPPARE CHE é MEGLIO…..

  47. MODE … vantati di non aver avuto una vita sociale 😀

    Andare all’università non significa mica diventare zombie, conosco molte persone che studiano ingegneria, medicina, giurisprudenza.. queste persone di sicuro non criticano come fai tu dal tuo altro trono! Sei laureato, hai trovato lavoro?

    Domando per pura curiosità.

  48. Sono un laureando alla specialistica di scienze della comunicazione a Bologna. Sono d’accordo con quasi tutte le opinioni espresse nei commenti. Il doppiatore dei Simpson è un gran coglione dal labbiale del doc. si capisce benissimo che non ha detto scienze delle comunicazioni ma scienze dell’ educazione!!!!!!!! Ok….comunque sia io sono uscito dalla triennale con 98 e di 28 ne ho visti ben pochi. Ora alla specialistica le cose sone ulteriormente peggiorate e la mia media è scesa drasticamente. O Bologna è l’unica università seria o io sono un’ asino. Non parliamo per sentito dire, se no veramente arriverà il momento in cui la comunicazione sarà l’unica via per avere una opinione seria e riflessiva.

  49. Salve a tutti,
    dopo aver letto attentamente quasi tutti gli interventi
    sento la necessità di esprimere la mia opinione in quanto neolaureata in SDC a Catania.
    Non sto qui a ribadire verità già ampiamente rappresentate dal mio collega Paolo riguardo l’impostazione dei nostri piani studio eccessivamente vicini ad una logica letteraria e umanistica e a dir poco manchevoli di materie attinenti alla vera logica di un percorso in comunicazione.
    E’ vero che da noi gli “sfacinnati” (mi permetto il francesismo) hanno vita facile ma da ciò arrivare a definire “fasulla” la nostra laurea, mi sembra che ve ne passi.

    Vado al fulcro della mia intenzione comunicativa:
    1) Ogni cdl manifesta specifici orientamenti prevalenti in relazione all’indirizzo della facoltà cui appartiene.
    Un cdl in Sdc attivato in una facoltà di sc pol presenterà un’impostazione maggiormante orientata vero lo studio della sociologia, storia e così via.

    2) La questione del 3+2 ha completamente svilito il senso della triennale: ci ritroviamo a sostenere numericamente il doppio degli esami di un corso di VO per poi nella pratica conseguire un titolo oggi paragonato al diploma di laurea.

    3) pochissimi corsi di laurea sono professionalizzanti (ovvero permettono di accedere direttamente ad una specifica professione) porto ad esempio scienze infermieristiche o scienze del servizio sociale.

    Da sottolineare che proprio questi due corsi da me menzionati a titolo esmplificativo sono corredati da un bagaglio indispensabile di tirocinio da supporto alla didattica, a mio avviso più che necessario per qualsiasi corso che punti davvero alla formazione professionale.

    Ciò che manca a molti corsi è proprio quaesto approccio pratico al mondo del lavoro, dei laboratori formativi che permettano allo studente di affinare le proprie conoscenze teoriche raffrontandole col mondo reale che è ben diverso dai testi scritti.

    Imparare un mestiere passa attraverso una serie di conoscenze pratiche che all’università nemmeno sentiamo e vediamo per cui, finito il percorso della triennale, diventa d’obbligo la tappa del master.
    Tappa cui purtroppo non tutti hanno accesso data la necessità di spostarsi nonchè i prezzi esorbitanti dei master che abbiano davvero un valore formativo riconosciuto.

    Poi ci si rende ulteriormente conto che la fregatura del 3+2 costringe a continuare gli studi per arrivare così diciamo a dare ben 40 o più esami per raggiungere un titolo di pari valore al VO, e lì ricominciano tutte le valutazioni di serie e le crisi.

    Ho fatto più di 12 colloqui da aprile ad ora;
    Le possibilità lavorative per un laureato (triennale) convergono verso una serie di manzioni perfettamente fattibili con il solo diploma.
    E per nulla attinenti con le proprie aspirazioni.

    Ragion per cui, ho preferito continuare il mio percorso formativo con uno stage presso uno studio di Pr e Marketing.
    Scelta di cui sono fiera e ringrazio la mia responsabile perchè è una persona fantastica.

    Nessuna università potrà mai darmi ed insegnarmi tanto.

    La pluridisciplinità a mio avviso offre la possibilità di guardare al mondo a 360 gradi.

    sono stufa di sentir dire che sdc è uno schifo, che sc pol è da evitare, ecc!!!

    Che palle!!!!
    Ogni indirizzo ha i propri sbocchi settoriali e disciplinari,
    la realtà di oggi impone flessibilità ed elasticità,
    la vera bravura oggi, è riuscire a “cucirsi” un lavoro addosso.
    Perchè a meno che tu abbia uno zio ministro o un santo in cielo, nessuna facoltà ti regalerà un mestiere.

    Spero di non essermi dilungata troppo.
    Buona fortuna a tutti.

  50. Salve.
    Io sono studente di giurisprudenza e giornalista.
    Come potete vedere, almeno per il giornalismo, se non è una laurea “fasulla” ci va molto vicino.
    Poi se il corso sia facile o meno non spetta a me dirlo.
    Probabilmente come in ogni altra facoltà ci sono esami più facili e i classici esami “impossibili”.
    E’ vero che gli sbocchi possono essere altri ma io ho ritenuto necessario avvertirvi comunque.
    Buon lavoro a tutti!

  51. io volevo iscrivermi a scienze delle comunicazione ma tutti ne parlano davvero male e quindi adesso sto cercando un altra opzione.
    chissà forse lingue sarà quella giusta..

  52. mmm…..
    sento dire troppe negatività…su Sdc non va bene…

    mai seguire l’opinione della massa……

    uscita da Sdc vecchio ordinamento a Roma la “Sapienza”
    vi garantisco che è organizzata malissimo ma se esci da lì vuol dire che sei riuscito nell’impresa di uscir vivo da una giungla……

    vi do solo qualche dato di persone che conosco..
    una mia amica lavora per un ufficio stampa importante nazionale è stata assunta dopo uno stage interminabile.
    Adora il suo lavoro e giorno dopo giorno ringrazia il suo back ground che le ha permesso di avere una mente dinamica e flessibile che serve a gestire il tutto…

    altra amica
    lavora in una società di informatica contratto a tempo indeterminato

    altro amico
    giornalista e speaker per programmi radiofonici di musica classica (Rai)

    altra persona
    organizzatore di eventi- lavora nel commerciale
    e ora guadagna veramente molto….

    ulteriore persona
    si trova in un centro ricerche per la multimedialità e e learning – posto veramente di rilievo- partner la regione

    e potrei continuar a bizeffe
    come avete notato
    son tutti lavori diversi tra loro
    perkè la laurea offre diversi rami
    comunicazione di impresa o di massa
    fatto sta che tutte queste persone sono molto brave ed anche al liceo lo erano…
    tutto ciò per dire che…non si erano iscritte per scaldar i banchi e non son neppure migrati da altre facoltà..

    è la capacità del singolo che conta…
    ma non solo,
    reputo la facoltà di Sdc molto formativa ed utile.

    Concordo sul fatto che con il nuovo ordinamento siano nate molti corsi completamente differenti tra di loro.
    A Rm la matrice di Sdc è fondamentalmente Sociologica e la laurea è equipollente ai fini dei concorsi a Scienze politiche – nobile laurea anch’essa.

  53. mi dicono sempre “eh ma tu stai a scienze delle merendine…che ne sai dello studio serio!!”
    ..ok.. ma le merendine piacciono a tutti o sbaglio?? :p
    ogni giorno mi ritrovo a vedere con occhi diversi la realtà che mi circonda e questo lo devo a tutti i corsi che ho seguito ad SdC ..non resto indefferente davanti a nessuna “comunicazione” ..che sia essa verbale, visiva…
    credo proprio di aver scelto la facoltà giusta per me e me ne convinco sempre più!! è inutile stare lì a “rispondere” a quelle persone che hanno un’idea alquanto stramba di quello che facciamo e di quello che faremo in futuro…
    e se davvero crediamo in quello che facciamo stiamo già a metà dell’opera!!
    e per aggiungermi a camelia… conosco una ragazza laureata in Sdc che ora lavora a Washington come curatore marketing della Finmeccanica :p
    per non paralre di svariati amici che lavorano in agenzie pubblicitarie…

  54. mmm….come ti capisco! Purtroppo si è diffusa questa insana notizia..ScdC non vale nulla.
    Come mi fa incazzare…. e il problema penso sia tutto a monte! Se invece di imbottirci di tanta teoria perchè piuttosto non fare specializzazioni davvero ma davvero specifiche?
    Per esempio opterei per indirizzi specializzati per lavori nel web marketing oppure indirizzi che ti specializzano sul serio a diventare un addetto stampa , giornalista o copywriter!

  55. antonio
    Ma laurea fasulla sarà per te! Le lauree fasulle sono scienze politiche, scienze motorie, scienze della formazione, scienze dell’educazione, scienze storiche, lettere, molti settori di sc. della comunicazione e di economia. Mai GENERALIZZARE CI SONO CORSI BUONI E CATTIVI IN TUTTE LE FACOLTA’. poi si vede chi lavorerà fra tanti di comunicazione e altri di altri corsi. A cultura cmq chi si permette di giudicare ci fa le pippe!

    gioia… hai scritto un sacco di cazzate. ma sei evidentemente ancora troppo giovane e non sai quello che dici !!!

  56. “antonio
    Ma laurea fasulla sarà per te! Le lauree fasulle sono scienze politiche, scienze motorie, scienze della formazione, scienze dell’educazione, scienze storiche, lettere, molti settori di sc. della comunicazione e di economia. Mai GENERALIZZARE CI SONO CORSI BUONI E CATTIVI IN TUTTE LE FACOLTA’. poi si vede chi lavorerà fra tanti di comunicazione e altri di altri corsi. A cultura cmq chi si permette di giudicare ci fa le pippe!”

    gioia… hai scritto un sacco di cazzate. parli di scienze politiche ed ,evidentemente, NON SAI DI COSA PARLI !!!
    ma sei evidentemente ancora troppo giovane e non sai quello che dici !!!

  57. Salve,sono ancora al liceo,esattemente il 5°anno! Ah precisiamo il liceo, Liceo delle scienze sociali. Bene,voglio iniziare dicendo che sono abituata alle critiche scolastiche e a tutto ciò che a che fare con le discriminazioni delle scuole!
    Quando ho iniziato il mio liceo,mi sono trovata in una compagnia dei ragazzi dello scientifico e anche del classico e guardate me ne hanno detto di tutti i colori sulla mia scuola!
    Allora mi hanno detto determinate cose come: “Ma che si fa al Magistrale?” “Le maestre?” “Secondo me non fate un cazzo!”
    Cioè io lì per lì ho pensato ma che in tempo si è fermato il loro cervello?
    Perchè:
    A)Non esiste più l’istituto magistrale da 10 anni,è oggi si chiama Liceo delle scienze umane ed è a tutti gli effetti un liceo,questa è ignoranza!
    B)Nessuna scuola ti abilita a una professione,quindi doppiamente ignoranti!
    C)Le discriminazioni esistono dovunque. A quanto pare il razzismo è una cosa tipicamente italiana!

    Bene chiusa parentesi. Io sono interessata a fare Scienze della Comunicazione,per il semplice motivo che la vedo bene per me e mi piacerebbe continuare a studiare materie che comunque già studiavo a liceo!
    Poi avrei un obiettivo chiaro,ed è quello di fare la giornalista,per fare la giornalista potrei prendere anche giurisprudenza,scienze politiche,lettere… insomma potrei prendere la qualsiasi,perchè ciò che conta è applicarsi!
    Io per esempio scrivo per un giornale online,dove è il cittadino a fare notizia.
    Naturalmente è troppo poco e quindi non posso vantarmi,però mi piace scienze della comunicazione e non ho paura dei pregiudizi! Anzi sono fiera che ci siano perchè almeno questa facoltà non è mai stata accantonata in Italia e se un giorno riuscirò a pubblicare un libro,scriverò anche la mia laurea in corsivo e con il grassetto se posso!
    Io sto a Marsala,e si sa in Sicilia lavoro per me non c’è ne ma non mi do per vinta,infatti farò una facoltà qui,per dimostrare che anche qui qualcosa si può fare,potrò cambiare meta,ma sempre Scienze della comunicazione farò!
    Comunque mi piacerebbe fare Comunicazione Internazionale a Palermo,perchè mi piacerebbe comunque lavorare all’estero per un buon periodo,anche per respirare aria nuova,se qualcuno mi sa dire qualcosa di Comunicazione internazionale a Palermo sarò lieta di ascoltare.

    P.S.:Scusate il discorso lungo e complesso!

  58. Salve a tutti, mi occupo di orientamento lavorativo e sono capitata qui facendo delle ricerche. Ritengo lo spezzone dei Simpson piuttosto offensivo verso chi ha compiuto questi studi, spesso con molti sacrifici: ci sono modi più simpatici e intelligenti di fare ironia! Trovo però anche altrettanto limitante puntare tutto sul titolo, che non è fasullo in sé, ma lo diventa se non viene supportato dall’intraprendenza nel crearsi un lavoro, piuttosto che affannarsi a cercarlo. Proprio perché la comunicazione è ovunque, è possibile attivarsi ovunque, ma a patto di proporre costruttivamente qualcosa, piuttosto che chiedere un’assunzione passiva ed eseguire quello che viene impartito. Queste lauree rientrano nel terziario avanzato, dove le dinamiche relazionali e lavorative non sono quelle impiegatizie classiche, con orario da ufficio 9-18, ma sono quelle della consulenza specializzata, del progetto, dell’iniziativa. I laureati in Sc.d Comunicaz, come tutti gli altri d’altronde, non sono una categoria uniforme, ciascuno a un profilo diverso, conoscenze diverse, obiettivi diversi. Il titolo è uno dei tanti elementi che definiscono il proprio “sé avorativo”. Spesso sono proprio le caratteristiche trasversali a incidere sull loro destino lavorativo, sempre inteso come qualcosa che si costruisce autonomamente (come molti ammirevolmente hanno fatto, li ho visti coi mie occhi), piuttosto che accadere in funzione di un titolo. Ho sempre avuto molta fiducia nei laureati umanistici, sono quelli che hanno sempre riservato le più belle sorprese. In bocca al lupo a tutti!!!

  59. io studio scienze della comunicazione multimediale e posso assicurare a quelli che affermano che non si fa nulla in questo corso di laurea che non e’ vero ,io prima la pensavo cosi’ ero esperto di flash e volevo fare un corso semplice, bene sono fuori corso da 1 anno vi posso assicurare che ci sono materie molto interessanti ma complesse se tutti dicono che sdc e’ facile e normale che passiamo per nullafacenti ,io credo invece che dobbiamo affermare con insistenza che sdc non e’ una laurea facile si studiano materie mattoni e in certi casi materie che prevedono una capacita’ di memorizzazione maggiore di altre, credo che sia facile preparare un esame di diritto pubblico con un libro da concorso ma diventa complesso preparare un esame di teoria e tecniche pubblicitarie dove oltre al libro o libri base devi estendere lo studio a monografie il piu’ delle volte introvabili ,ritengo per esperienza che sdc e’ una laurea per persone che hanno una base umanistica solida e disposti a studiare molte materie differenti ed essere esperti in quelle materie anche se di differente contesto .

  60. Pingback: Laurea in Scienze della Comunicazione con 110 e lode « Paolo Pappalardo

  61. Passavo di qui e mi son detta che sarebbe interessante scoprire cosa si dice nell’originale.

    Il traduttore ha sicuramente fatto una traduzione culturale e non letterale.

  62. Salve, cosa ne pensate di scienze della comunicazione di Salerno?Ho fatto un anno di economia aziendale ma sono indeciso…intanto ho fatto il test a num.chiuso a Salerno e sono passato.Inoltre,sono della provincia di napoli e andare piu volte a salerno costa un po il trasporto;avevo pensato di iscrivermi da non corsista e andare solo per gli esami e svolgere qualche lavoro approfittando di essere non corsista cosi da pagarmi tutto da solo.Cosa ne pensate?

  63. Salve, sono iscritta in Scienze della comunicazione di Catania. Inutile dirvi che tutte queste illazioni nei confronti del nostro percorso di studi mi turbano e indignano quanto voi. Fino a qualche giorno fa sono caduta in crisi e ho pensato di abbandonare tutto e cambiare percorso, magari passando in Lettere..ma poi son tornata in me e mi son detta: ne vale davvero la pena se amo quello che studio? Io amo scrivere, lo faccio da quando avevo 12 anni, e il mio sogno e lavorare nell’ambiente redazionale, giornalistico ed editoriale. Scienze della comunicazione a Catania, è vero, è organizzato male, ma io credo che spetti a noi poi ricavarne il buono e saperlo sfruttare.
    Al primo anno il prof di linguistica mi ha detto che ero sprecata per questo corso, suggerendomi di passare a Lettere, ma io non l’ho ascoltato, Adesso mi ritrovo al terzo anno, sono a buon punto e sono fiduciosa.
    Quello che mi destabilizza è la scelta dopo la laurea: ho visto che l’unica specialistica a Catania per noi è Cultura e linguaggi per la comunicazione. Ma conviene iscriversi qui? Purtroppo non tutti hanno la possibilità economica di uscire dalla Sicilia, servono sacrifici e prima di farli vorrei accertarmi che tutte le opzioni siano state varate.
    Avevo pensato anche a Palermo: che voi sappiate lì esiste qualche specialistica adatta a noi? Purtroppo non sono molto informata. Spero che qui qualcuno mi sappia indirizzare. Grazie in anticipo.

  64. Laureato con lode in scienze della comunicazione marzo 2005, Salerno. Ottimo percorso di laurea, ottime teorie, non troppo spazio per la pratica (vabbe’ che ve lo dico a fare). Dal 2006 inizio a lavorare nel settore della responsabilita’ sociale di impresa (CSR). Arrivo poi ad un master in Strategic Leadership towards Sustainability in Svezia -primo italiano a completare il master nel 2008. Dal luglio 2009 lavoro per lo stesso master come project assistant, avendo sviluppato compentenze che non avevo prima, e costruito su una solida base teorica e metodologica (SciCom). Amo il mio lavoro oggi -per fortuna! Ho seguito il mio cuore, i miei interessi, e ho fatto scelte che hanno rischiesto un po’ di sacrificio all’epoca, come spostarsi in Svezia.
    Se si hanno assai dubbi su qual e’ il sentiero che si vuole percorrere, SciCom non fornisce certo risposte. Se con un po’ di amor fati ci si butta nelle proprie passioni, SciCom puo’ aiutare. Piangersi addosso di certo non cambiera’ la realta’ intorno a noi in maniera positiva. Considerarsi vittime di stereotipi nemmeno aiuta. Spero la mia storia possa aggiungere una prospettiva utile.

    In bocca al lupo a tutti,
    Marco Valente

  65. Devo ancora frequentare il quinto anno del liceo e, com’è normale che sia, ho cominciato a riflettere sul “futuro che verrà”. Dalla terza media fino ad oggi ho sempre pensato che la facoltà giusta per me fosse Scienze della Comunicazione. Io, amante della scrittura, credo tutt’ora che tale facoltà possa guidarmi verso una possibile carriera giornalistica. E, dunque, c’è un MA, come in ogni occasione. Anche io sono siciliana, abito a Palermo, ed è da circa sei mesi che sento definire “fasulla” la laurea in SDC (e, come molti mi hanno suggerito, è “ancora più fasulla” la facoltà presente a Palermo). E fu così che la sottoscritta cominciò ad informarsi sulle altre facoltà. Giurisprudenza? No, non la sceglierò mai. Medicina? No. Psicologia? No. Filosofia? No. Lingue e letterature straniere? È una delle opzioni che mi sono preposta, anche se mi spaventa il fatto che io non abbia frequentato un linguistico, bensì un classico, per cui potrei non avere le basi opportune. O forse sì dato che il liceo classico dovrebbe aprire le porte a tutte le facoltà? Uhm… di certo il francese non lo ricordo. Andiamo avanti. Ingegneria? No. Farmarcia? No. Architettura? Probabile. Economia? No. Lettere moderne e/o classiche? No. Matematica? Probabile (incredibile, ma vero). Insomma, esistono corsi di studio a non finire, potrei continuare per ore… ma la mia testa è sempre lì: Scienze della Comunicazione. MA a Palermo tale laurea non ha lo stesso valore di tutte le altre. È forse il peggio del peggio? Ecco cosa mi spaventa. Però poi penso che almeno io, al contrario di molti, sceglierei una facoltà che mi attrae e che probabilmente mi avvierà verso un’occupazione. Invece altri basano la propria scelta sui futuri soldi che guadagneranno mensilmente dopo essersi laureati (ad esempio) in medicina ed essere diventati (sempre ad esempio) ginecologi, pediatri o qualsiasi altra cosa.

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