Mentorintervista – The Mentor Effect #1

Ottobre tempo di bilanci per l’attività associativa e in particolare per un progetto che ci sta a cuore. Riprendiamo a parlare di Mentore, nome in codice “Ferpi Mentore”. Come molti di voi già sapranno, questo progetto è uno dei pilastri del programma di attività targate Uniferpi e nasce con l’obiettivo di “affiancare gli studenti e i neo-laureati a un professionista delle Relazioni Pubbliche, che funga da guida, da mentore per l’appunto, per consigliare, sostenere e accompagnare il giovane lungo un percorso personale di chiarificazione del proprio orizzonte professionale”.

Questo è il concetto di fondo, l’idea, ma in pratica e in concreto di cosa si tratta?

Abbiamo pensato di chiederlo direttamente a chi ha subìto l’“effetto mentore”, ossia ai membri del direttivo Uniferpi che amorevolmente chiamiamo “mentorizzati”. Nelle prossime settimane racconteremo le loro storie e ci auguriamo di poterle arricchire con le esperienze vissute di altri soci e con i vostri commenti.

Partiamo quindi con Igor Surian, studente della specialistica in Relazioni pubbliche d’Impresa, Università di Udine a Gorizia, laureato in Relazioni pubbliche il 21 marzo 2007. Socio dal dicembre 2007 e membro del direttivo, coordina le attività della sede di Gorizia e scrive anche su questo blog e ora si trova a Jena (Germania) dove svolge il suo periodo di Erasmus alla Friedrich Schiller Universitaet.

Igor Surian

Igor Surian

Uniferpi. Prima di tutto, perché ti sei iscritto a Uniferpi?

Igor Surian. Mi sono iscritto perché volevo mettermi in gioco nel campo delle relazioni pubbliche. Dopo la laurea triennale ho capito che era necessario approfondire l’argomento comunicazione e quindi mi sono dato da fare: inizialmente avrei voluto iscrivermi in un’associazione studentesca, ma parlandone con Marco Bardus (allora coordinatore della sede di Gorizia – ndr), mi convinsi che, se fossi entrato a far parte di Uniferpi, avrei potuto soddisfare la mia sete di conoscenza nel mondo delle relazioni pubbliche. Studiando, poi, ho capito in parte cosa significhino stakeholder, gruppi di riferimento e compagnia bella. Perché allora non vedere e toccare con mano il prodotto del nostro futuro lavoro? Ed eccomi iscritto.

Visti i benefit di Uniferpi, ho pensato anche di candidarmi per coordinare le attività a Gorizia. Gestire le varie attività con l’aiuto dei soci è un’esperienza entusiasmante, si capisce in fondo i termini delegare, leadership, organizzazione di eventi.

Ma Uniferpi significa anche costruire la propria formazione, partecipando a seminari e conferenze ci si aggiorna sugli ultimissimi cambiamenti della professione del comunicatore.

U. Come hai saputo del progetto mentore e che cosa ti ha colpito?
I. Del progetto Mentore ne ho sentito parlare in una conferenza Uniferpi e da alcuni docenti durante le lezioni. Mi ha subito colpito il fatto di poter entrare in contatto con un professionista delle relazioni pubbliche. Perché non farsi consigliare da un esperto nell’intricato labirinto della comunicazione? Alcuni preziosi consigli possono rivelarsi indispensabili per non fare errori banali, che si potrebbero evitare facilmente.

U. Come definiresti il rapporto col tuo mentore?
I.
E’ un rapporto di reciproco arricchimento della propria conoscenza. Credo di aver tanto da imparare, ma sono anche convinto che i dubbi e le riflessioni che sollevo stimolino l’intelletto di chi mi segue. Il bello delle relazioni pubbliche è proprio questo: non si smette mai di imparare, le cose si vedono da più prospettive e le soluzioni ad un problema possono diventare molteplici.

Mi reputo una persona molto curiosa, ho sempre voglia di conoscere nuove cose, faccio mille domande e mi pongo dei quesiti in testa, domande che trovano la risposta negli incontri con il mio mentore.

U. Quali sono i lati positivi e quali quelli negativi?

I. Il lato positivo è quello di avere un’utile guida nell’intricato labirinto della comunicazione, campo vastissimo e con mille implicazioni. Fin’ora trovo un solo aspetto negativo: il progetto mentore è in un certo senso “autogestito” e le attività che si fanno sono a discrezione del mentore e dello studente. Secondo me se il progetto fosse svolto seguendo un percorso con obiettivi e modalità più guidate, sarebbe un’ottima modo per rendere le attività più interessanti e ‘quantificabili’. Altrimenti il rapporto mentore-studente si limita al semplice “a domanda risponde”…

U. Secondo te, quanto è utile questo progetto e perché?
I. E’ utile, se non anche indispensabile, avere al proprio fianco una guida che suggerisca come affrontare il percorso per arricchire le proprie conoscenze. Poche persone dopo la laurea o durante il percorso di studi sanno esattamente dove stanno andando e cosa piacerebbe fare, quindi se c’è chi può indicare loro la via, il futuro ha contorni un po’ più nitidi.

U. Quali suggerimenti avresti per migliorare il progetto Mentore?

I. Come già scritto nell’aspetto negativo, concordare con il mentore alcuni obiettivi da raggiungere ad inizio del progetto, renderebbe più facile controllare i progressi. Non voglio proporre una razionalizzazione e una burocratizzazione del servizio, non sia mai. Faccio un esempio. Ho voglia di saperne di più sul tema della Lobby. Ne parlo con il mentore, lui mi consiglia il back ground formativo e mi fa conoscere qualche lato dell’attività che non conosco. Bene, e poi? Pian piano seguendo un percorso fatto di piccole tappe esplorative, la mia formazione può arricchirsi di conoscenze certo, ma soprattutto di competenze.

Grazie Igor e in bocca al lupo per la tua esperienza in terra tedesca e per una carriera di successo nelle relazioni pubbliche 🙂

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2 commenti su “Mentorintervista – The Mentor Effect #1

  1. Ciao Marco!!! Non so cosa dire: TU SEI UNA SPECIE DI DIO SCESO SULLA TERRA!!! (spero di non aver detto niente di troppo eccessivo… ;-)) Pochi giorni fa (veramente pochissimi!!) avevo sppedito una mail a Igor appunto chiedendogli delle informazioni a proposito del progetto mentore di Uni>Ferpi e dopo poco tempo trovo questa “azzecata” intervista che mi risponde senza che io lo chieda neanche!! Credo anch’io sia una opportunità di crescita molto importante, ed è per questo che mi interessa! Grazie a te Marco e anche a Igor per questi “consigli”!

  2. Ah, beh, troppa grazia, direi! è un’idea che è venuta al direttivo, quindi estendiamo i ringraziamenti a tutti quanti!

    Il Progetto Mentore è importante per chi si avvicina alla fine degli studi o per chi è anche all’inizio e vuole chiarirsi un po’ di cose. Soprattutto in un periodo di incertezza come questo che stiamo vivendo certe guide possono davvero portare l’illuminazione.

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