I giovani e la professione delle Relazioni Pubbliche – Il resoconto…

Come scritto in un post precedente,  Il 9 Aprile scorso si è tenuto alla IULM un incontro dal titolo “I giovani e la professione delle Relazioni Pubbliche”.  Tre i relatori coinvolti: Daniele Rosa, Direttore Corporate Communication Bayer Italia, il prof. Emanuele Invernizzi, docente del corso di RP, e Grazia Murtarelli, Coordinatrice Uniferpi (anche se ho parlato più in qualità di studentessa iscritta a Uniferpi).

Passione, curiosità, determinazione e competenze: sono questi i concetti chiave emersi durante l’incontro. Tre relatori e tre punti di vista differenti, anche se in parte allineati: un punto di vista aziendale, uno accademico, uno universitario-associativo. Ma procediamo con ordine. 

Il punto di vista aziendale: la società del vendere e il ruolo strategico del comunicatore

All’interno delle aziende il comunicatore, oggi, svolge un ruolo sempre più strategico. L’attività di comunicazione, da un lato, richiede un investimento continuo di risorse, dall’altro, viene costantemente misurata e valutata. Divengono dunque necessarie non solo competenze di base, ma un atteggiamento e una propensione al lavoro e all’impegno che è opportuno far maturare sin dagli anni dell’università. Così Daniele Rosa introduce il suo punto di vista. Cosa un giovane deve possedere per poter colpire un’azienda? “Viviamo e lavoriamo in una società dell’immagine, del saper vendere. Occorrono menti brillanti, sveglie, curiose e intraprendenti. Non importa che tipo di esperienze un giovane svolga per raggiungere determinati livelli di competenza, ma l’importante è che il giovane si muova”.

Il punto di vista accademico: da ricercatori di posto a professionisti in sviluppo

Non importa, dunque, soltanto il cosa si fa ma soprattutto il come lo si fa. Il prof. Invernizzi sottolinea l’importanza di corredare la propria immagine di comportamenti e contenuti. Più che immagine, infatti, occorrerebbe parlare di reputazione. L’università può essere vissuta in più modi. Uno studente può sostenere gli esami al fine di laurearsi e solo in un secondo momento occuparsi della ricerca del posto di lavoro. Oppure, attraverso la curiosità e l’intraprendenza, può agire nell’ottica futura iniziando sin da subito a creare il proprio profilo professionale. Cercare contatti, presentarsi ai professori, scegliere materie opzionali che possano essere davvero importanti e coerenti con il proprio percorso sono alcuni dei passi da compiere per non rimanere semplici ricercatori di posto ma divenire professionisti in sviluppo.

Il punto di vista universitario: l’importanza di entrare a far parte di un’associazione

Lo studente vive una condizione particolare: appena arrivato in università non dispone né degli strumenti né delle conoscenze sufficienti per poter affermare con consapevolezza cosa fare da grande. Quale allora la strategia più corretta? Il consiglio è quello di agire in modo tale da iniziare un percorso, qualunque esso sia. L’associazione, in particolare Uniferpi, è solo uno degli strumenti che permette di iniziare a costruire il proprio know-how, il proprio sistema di relazioni.  Le opportunità vanno create, almeno per avere la possibilità di capire cosa non si vuole fare, per non arrivare alla fine del triennio e chiedersi: e ora cosa mi aspetta? Da studentessa Uniferpi ho avuto la fortuna di potermi permettere il lusso di sbagliare nel cercare di crescere umanamente e professionalmente. Ed è stato un buon punto di partenza.

Le relazioni dunque non si costruiscono da sole, ma occorre attivare una serie di comportamenti che supportino la propria immagine, che da sola altrimenti sarebbe vuota e inconsistente.
Occorre essere sinceri: l’incontro del 9 aprile non soddisfa e non risolve i dubbi e le richieste degli studenti.  Non è tutto roseo, non è così semplice. Capire cosa voler fare da grandi, decidere il percorso da seguire con raziocinio, scegliere come muoversi nel mondo professionale sono processi che richiedono tempo ed esperienze. Ma, da quanto emerso, probabilmente l’incontro non aveva nemmeno questo intento. L’obiettivo è sembrato più quello di smuovere le acque, di alimentare interesse e curiosità negli studenti. Il pubblico di riferimento era formato da ragazzi del primo anno e a mio parere nel bene e nel male l’incontro ha portato i suoi frutti. I risultati, per quel che riguarda l’associazione, sono stati positivi: ho conosciuto molti studenti  davvero interessati e disponibili. Insomma ho allargato il mio sistema di relazioni….
😀

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6 commenti su “I giovani e la professione delle Relazioni Pubbliche – Il resoconto…

  1. Buongiorno a tutti,
    sono una ragazza del I° anno iscritta a corso di RP presso l’università IULM di Milano.
    Volevo lasciare un commento riguardo a questa giornata di incontro che si è svolta durante l’ora di RP del Prof. Invernizzi, alla quale ho partecipato.
    Sono stata colpita in maniera molto positiva da questo incontro perchè mi ha dato modo di comprendere meglio quale sia la realtà di Uni Ferpi, che Grazia ci ha spiegato, trasmettendoci passione e soddifazione sicuramente dovute alle varie esperienze avute grazie ad Uni Ferpi.
    Ad essere sincera, anche dopo un altro incontro, molto soddisfacente avuto con Grazia, mi sono iscritta ad Uni Ferpi, e non vedo l’ora di poter iniziare questa grande esperienza nel mondo delle RP.

    Paola 🙂

  2. Forse allora ci siamo incontrate, seppur velocemente, anche noi due? 🙂

    E’ proprio un piacere leggere quello che scrivi, Paola. Mi aggiungo a Grazia nel darti il benvenuto in Uniferpi!

  3. Credo sia possibile organizzarlo! Come te sono d’accordo sulla funzionalità dell’intervento. Credo possa permettere ai ragazzi di avere un quadro più ampio delle relazioni pubbliche e capire meglio alcuni meccanismi, proviamoci!

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