PR o pubblicità?Entrambi

“Io non nascondo la verità, la filtro”.

(Thank you for smoking)

“Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello”.

(libro di Jacques Séguéla)

Due frasi che dette cosi, fanno (forse) del mestiere del pubblicitario e del pubblico relatore il mestiere dell’inganno e meno etico del mondo. Eppure hanno un certo fascino.

Sia le pubbliche relazioni che l’advertising fanno parte delle svariate tecniche comunicative con cui l’impresa può relazionarsi con i propri stakeholders, quali sindacati, lavoratori, istituzioni, gruppi d’interesse, consumatori e altri ancora rispetto il proprio ambiente di riferimento.
Se nella pubblicità il feedback del ricevente è inteso come disponibilità all’acquisto o interesse per la marca, nelle relazioni pubbliche il discorso si complica: infatti se ci troviamo di fronte a mediazioni con altri attori non mediatici il feedback può prendere la forma di convicimento e di conclusione dei conflitti.

Le differenze tra PR e pubblicità non si fermano qui.

Dal punto di vista dell’interazione il rapporto tra azienda e consumatori che fruiscono della pubblicità è quasi esclusivamente unidirezionale, in quanto il consumatore non può rispondere immediatamente all’azienda e soprattutto non lo può fare con lo stesso mezzo.
Il messaggio pubblicitario è diretto ad un target di consumatori ben specifico ma di notevole ampiezza, mentre le relazioni pubbliche hanno luogo in un contesto di one-to-one communication dove il rapporto è di carattere personale e non sempre mediato.

Dal punto di vista della comunicazione, la pubblicità, ormai privata della sua enfasi in questo mondo brandizzato, sempre più spesso si appella al carattere emozionale del prodotti e alle caratteristiche intrinsece. Un carattere emozionale che si riflette anche nelle stesse pubblicità in cui si preferisce lo scandalo e la ricerca del limite dell’eccesso affinchè il ricordo si mantenga per lungo tempo nella mente dei consumatori.
Le relazioni pubbliche invece preferiscono un atteggiamento oggettivo e soprattutto il più possibile veritiero in quanto le relazioni che devono creare sono face-to-face e basate sulla reciproca fiducia. Una pubblicità può non mantenere le promesse percepite, un relatore pubblico no.

Rispetto il campo d’azione e i pubblici, la pubblicità definito un target cerca di rivolgersi in maniera prevalente ad esso al fine di informarlo, ma non è detto che individui esclusi dal target possano entrare in contatto con essa.

Il campo di azione delle relazioni pubbliche invece cambia costantemente in relazione agli attori con cui ci si relaziona, i suoi obiettivi sono informare, eliminare o limare i conflitti ed essere notiziabili.

Dal punto di vista delle tempiste, le relazioni pubbliche hanno un funzione ambivalente: servono antecendentemente per comunicare un dato evento o una decisione, e completano la loro funzione dopo la decisione, al fine di valutare gli effetti e se necessario mediare gli effetti.

La stessa pubblicità può essere utilizzata sia precendentemente il lancio di un prodotto, sia ex post al fine di mantenere viva l’immagine del brand e il ricordo.

Pubblicità e Relazioni pubbliche sono due facce della stessa medaglia. Non hanno una relazione di out out bensì concorrono insieme a comunicare in modi differente l’azienda.

La scelta di quale leva strategica utilizzare dipende dal rapporto che si vuole creare con i vari stakeholders. La pubblicità quando ragiona su grandi numeri necessità di un approccio impersonale e one-to-many; quando la pubblicità avviene per singole nicchie, e può lavorare su piccoli numeri, è uno strumento molto potente di marketing, in quanto riesce a avere una relazione mediata ma molto più vicina ai gusti del consumatore.

Le relazioni pubbliche del resto non possono lavorare su grandi numeri, in quanto perderebbero il loro carattere interattivo e relazione. Tessere una relazione è un’operazione molto complessa, necessità di fiducia, rispetto reciproco e verità.

Certamente le differenze pratiche e di visione sono molto evidenti, tuttavia la pubblicità e il marketing restano ancora necessari per la vita dell’impresa ma stanno capendo quanto sia necessario creare relazioni sempre più strette con i propri consumatori, che da target devono diventare pubblici.

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2 commenti su “PR o pubblicità?Entrambi

  1. “Due frasi che dette cosi, fanno (forse) del mestiere del pubblicitario e del pubblico relatore il mestiere dell’inganno e meno etico del mondo. Eppure hanno un certo fascino.”

    come eppure??? 😀

    l’etica nelle relazioni pubbliche è valore centrale!!! eheh

  2. questo è innegabile, purtroppo lo sanno in pochi e il mondo esterno fatica a capirlo, infatti il forse tra parentesi allude proprio a questo.
    Di certo il fascino lo hanno, ma soprattutto perchè la comunicazione è un campo sempre in divenire, in cui ti metti in gioco e diciamo..”convincere” qualuno non è cibo per l’ego?:-d

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