A voi la parola, neolaureati!

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Direttamente dalla newsletter Ferpi la notizia di una massiccia ricerca di personale nel campo delle relazioni pubbliche. Mica male! 18 figure ricercate tra comunicazione finanziaria, ICT, web, brand, corporate…

La notizia riporta quindi una smentita sulla possibile crisi di settore.

Tra di voi sicuramente c’è chi si è laurato ed è in cerca di un’occupazione: mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista.
Cosa vi viene richiesto? come vi muovete? cosa volete?

Credo sia molto interessante conoscere le vostre esperienze quindi fatevi avanti e raccontateci come funziona “nell’oceano dei pescecani” 😉

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12 commenti su “A voi la parola, neolaureati!

  1. personalmente faccio ancora parte di quella cerchia di studenti a pochi passi dalla “agognata”laurea e sinceramente non ho più tanta voglia di aspettare ancora…
    Il momento si avvicina ma i dubbi sono ancora tanti.troppi.La ricerca di un’occupazione.resta lo scopo principale. quest’annuncio della Barabino e partners per chi già laureato credo sia imolto interessante,ma ciò che mi chiedo è:se io fossi già laureata,di che requisiti disporrei per accedere ad un’eventuale assunzione?Dopo tre anni di studio intenso,appuro con dispiacere che ciò che il mercato del lavoro richiede non abbia attinenza con ciò su cui si basa il piano studi della mia facoltà,cosi come altre. una specializzazione,una qualifica è sicuramente necessaria.ma l’università non dovrebbe fornirci basi più solide per prepararci all’ingresso nel mondo del lavoro?una volta laureata in scienze della comunicazione,come devo muovermi?

  2. Io sicuramente non te lo so dire perchè devo ancora laurearmi tuttavia (anche se non direttamente nel campo) lavoro da 5 anni a tempo pieno.

    Cosa fa la differenza tra due laureati per un’organizzazione in cerca di personale?

    sarebbe da individuare una classifica tra

    voto d’uscita
    esperienza sul campo
    caratteristiche personali quali:

    spigliatezza
    capacità all’adattamento
    sprito d’iniziativa
    creatività

    se ne potrebbero aggiungere a centinaia: basta guardare un semplice annuncio 😀

    Personalmente?

    “esperienza e voglia di fare” poi viene tutto il resto

  3. grazie Luca per la risposta…Credo che tu abbia perfettamente ragione.Ma in merito all’esperienza credo che per acquisirne da qualche parte bisogni pur cominciare…La voglia di fare non mi manca di certo,anzi,spero di aver modo di mettere in pratica mie eventuali capacità e soprattutto acquisirne tantissime altre 😉

  4. ma io ho lavorato prima e durante il primo e secondo anno accademico.ma relativamente ad ambiti e modalità che non definirei prettamente inerenti ai fini della mia” formazione professionale”.sicuramente tutto può servire ma non avuto possibilità di cominciare a fare cose davvero attinenti al campo della comunicazione e RP.mancando (se tutto vada ok) poco alla laurea ho preferito dedicarmi a questo 😦 ma è importante come dici tu darsi da fare.mi auguro di averne presto occasione.;)

  5. Parliamoci chiaro, ragazzi!
    Mi sono laureata nello scorso dicembre, sto cercando lavoro disperatamente e, pur avendo avuto già qualche esperienza di lavoro e stage durante gli anni universitari e avendo raggiunto il traguardo con il massimo dei voti, non sono riuscita nemmeno ad ottenere un colloquio, non dico tanto, nemmeno una telefonata!
    Ma avete letto letto bene, ad esempio, cosa cercano a barabino? Anche a me è stata segnalata questa opportunità ma in mia modesta opinione nessun neo-laureato in comunicazione può ambire ad alcuna posizione aperta dall’azienda, nemmeno per le posizioni junior.
    Le domande sono: chi dovrebbe darci la formazione più adeguata per la giungla del mondo del lavoro? Come facciamo ad aver maturato anni di esperienza se ci siamo appena laureati? Dovremmo forse imparare ad allungare le giornate di diverse ore o dovremmo provare con l’ubiquità?
    Mi sembra che la realtà sia ben altra da quella creduta dal mondo delle imprese e dal mondo del lavoro in genere.
    Un saluto e in bocca al lupo a tutti

  6. Chiara ci dimostra un lato che sicuramente è comune a tanti altri studenti… ti ringrazio intanto per aver portato la tua testimonianza.

    la realtà credo sia sempre la stessa: un divario tra domanda e offerta nel mercato del lavoro.

    Dici giusto nel domandarti come sia possibile accumulare anni di esperienza se si è appena laureati tuttavia non è così impossibile: progetti di comunicazione se ne possono trovare quanti ne vuoi, basta tirarsi su le maniche: il centro fitness in cui ti alleni, il negozio dello zio, lo spettacolo dell’asilo della cuginetta, le associazioni volontarie… non la vedo una cosa impossibile sinceramente.
    L’aspetto economico non ha grossa importanza durante gli anni di studio visto che gli stage stessi sono forme di lavoro gratuito (che poi riceviate dei compensi è un altro paio di maniche).
    Magari abbiamo altre testimonianze che smentiscono Chiara… pazientamo.

  7. Pingback: Ottenere un lavoro nelle RP - Parola di Chris Clarke « UNIFERPI

  8. Anche io mi sono laureato a dicembre, mi sono posto e mi sto ponendo quesiti e questioni che attanagliano qualsiasi neo-laureato (o dovrei dire neo-disoccupato).

    Rispondo brevemente a Chiara e a Debora:

    Le domande sono: chi dovrebbe darci la formazione più adeguata per la giungla del mondo del lavoro? Come facciamo ad aver maturato anni di esperienza se ci siamo appena laureati? Dovremmo forse imparare ad allungare le giornate di diverse ore o dovremmo provare con l’ubiquità?

    Indubbiamente il poter contare su una giornata di 48 o 72 ore sarebbe l’ideale per tutti, come anche sull’ubiquità (ho provato a chiederla in regalo per Natale, ma neanche quest’anno l’ho trovata sotto l’albero). Ma la risposta è dentro di noi e nelle nostre capacità.

    Il problema a mio avviso non è tanto “come” entrare nel mondo del lavoro, ma “quando”. Chiara dice che è difficile riuscire a fare attività quando si studia, per cui uno prima finisce l’università e poi si mette a cercare lavoro.
    Per me allora è troppo tardi. Troppo tardi perché è possibile fare pratica anche prima di finire l’università.

    Quindi bisogna arrivare “prima” e uscire “prima” dall’università per mettersi alla prova.

    Volete qualche esempio concreto e attuabile? I tirocini. Molti saranno sicuramente poco pagati, sotto pagati, non pagati, ma ce ne sono anche di altri. C’è chi pensa di dare un giusto contributo all’attività di uno studente che vuole mettere in pratica quanto ha studiato. Sono rari i casi, è vero, ma chi cerca trova!

    E poi ci sono le realtà associative. UniFERPI in primis. Quello che si può fare in un’associazione si avvicina notevolmente a mio avviso all’attività che si potrebbe svolgere nel lavoro dipendente: ci sono obiettivi da perseguire, relazioni da gestire, progetti da portare avanti.

    Quindi approfitto per fare un invito ai lettori di questo blog che studiano RP e comunicazione e sono interessati a mettersi in gioco. UniFERPI è sempre aperta a nuove idee che escono da nuove menti e si concretizzano attraverso nuove braccia per poter fare qualcosa di nuovo.

    Dal 2003 sono socio UniFERPI e dall’inizio quest’associazione ha fatto passi avanti, grazie ai componenti del direttivo, grazie alle tante professionalità e alla voglia di fare di chi fa parte dell’associazione e grazie ai vertici di FERPI che hanno sempre creduto nella sezione studenti.

    Non sapete quante occasioni possono nascere da un tirocinio o dalla rete di relazioni che si instaurano in anni di attività associativa… Poi sta a ciascuno di noi essere in grado di far fruttare quel tesoro che si è guadagnato.

    Un’ultima cosa: credo che farò come Cris Clarke. Mi sembra un buon inizio, che ne dite?

  9. grazie per la risposta…;)ciò che ho letto e sentito in questi ultimi due giorni grazie a voi,devo dire che mi ha rinnovato la carica!!!tentare,muoversi,anche disperarsi ma non mollare.l’importante è crederci.la voglia di fare non manca…e arriverà anche la volta buona.io ho lavorato come promoter-hostess per una agenzia di promozioni e marketing per più di 2 anni.non so quanto valore abbia davvero ma sicuramente ho imparato tantissimo.non sarà affatto semplice ma credo sia necessario perseverare.baci a tutti!!ps grazie paolo;)

  10. Ciao Ragazzi
    ho letto con attenzione domande e risposte che vi siete scambiati, e nel mio piccolo vi scrivo per portare un pò di fiducia a chi ancora si sente nel limbo, pre o post universitario che sia!
    Durante gli studi universitari in Rp non mi sono dedicata al lavoro nel settore, forse non avevo ancora maturato, nei primi anni da studentessa, la necessità di “infiltrarmi”…
    Tutto è iniziato quando ho conosciuto un mio prof. di RP, grande persona, una di quelle che guardi e dici: “Cazzarola, come avrà fatto, questo è un genio?!”
    e ho avuto questo tipo di sensazione perchè fondamentalmente, parliamoci chiaro, durante gli anni di studio mi sono sentita a volte un pesce fuor d’acqua, del tutto inadeguata.
    Poi è venuto il tempo della tesi e mi son detta: Clà, la tesi la devi fare con lei…..non solo, il mio progetto ambizioso era (pazzia pura):
    -fai la tesi con lei
    -ti fai conoscere
    -spaccati le ossa ma fai le cose per bene
    -impara
    -buttati nelle situazioni, se il salvagente non ce l’hai impara a nuotare

    tutto ciò perchè nella mia mente perversa un solo pensiero frullava: una volta laureata devi lavorare con lei!!!
    Raga, sarà stata bravura (beh…non so), sarà stato impegno (quello si), sarà stato c..o (indubbiamente), ma le cose sono andate proprio così.
    laureata a Dicembre, mi ritrovo a lavorare nel suo ufficio già da 3 mesi.
    Alt. Non sono ancora pagata, quindi, non è che mi senta profondamente gratificata, ma intanto imparo, capisco come questo strano mestiere che nessuno ti ha mai insegnato in 5 anni di università debba essere svolto e vi dirò: a volte mi rendo conto, sentendo lei, che ci ho beccato nelle cose che faccio, altre mi sento ancora inadeguata…

    Cosa voglio dire dopo tutte ‘ste parole?
    Ragazzi dovete avere fiducia nelle vostre capacità, non sempre pensare di non essere all’altezza è corretto. Siate un pò meno autocritici. Anche se non credete di essere geniali qualcuno potrà credere nelle vostre potenzialità.
    E mi associo a quanto detto da Marcobardus. fate attività associativa. Io non mi sto ancora dando molto da fare, ma quest’anno, anche con Paolo, ho vissuto un’esperienza entusiasmante a Milano! E chi me lo doveva dire?!
    Forza e coraggio
    P.S.scusatemi se sono stata troppo noiosa?!
    Un bacio a tutti gli uniferpini

  11. ragazzi mi permetto di segnalarvi questo sito: sono laureato da pochissimo e mi ha aiutato a fare i primi passi nel mondo del lavoro!
    è semplice e utile, e alcune parti fanno morire dal ridere!
    spero possa essere utile anche a voi,
    in bocca al lupo!
    peppe

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