buzz.it, zzub.it… ma brusio di che?

zzub

E’ da qualche mese che questa “community italiana di Passaparola” (come ama definirsi) è partita e noi ci siamo subito fiondati dentro interagendo chi più chi meno con le varie proposte che via via ci venivano recapitate.

Il primo mese è stata una sorta di “accept-click”: ti arrivavano le richieste di friendship e si accettava/ignorava con un semplice click come al solito.
Inizialmente cercavo di interagire con ogni personaggio che cercava un contatto con me ma dopo un pò il meccanismo mi ha stancato: la voglia di andare a curiosare i tag altrui è scesa e le proposte mi sembravano una sorta di “perdita di tempo”.

Stavo per abbandonare il tutto quando ho cercato un modo per uscire dallo stato di negatività cui ero nei confronti di zzub.it e mi sono divertito a creare più tag possibili e a cercare soggetti cui corrispondessero interessi in comune.
Ripartite le pluri-richieste ho notato che il numero di tag che inserisci è direttamente proporzionale alle richieste che ricevi. Beo!

e ora?

… e ora lascio a voi la parola.

http://www.zzub.it/

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8 commenti su “buzz.it, zzub.it… ma brusio di che?

  1. Anch’io mi sono aggregata ormai da tempo alla comunità Zzub.it e finalmente da un paio di mesi si sono attivate alcune campagne di buzz…prima “Io smetto così”, poi Ovo.it, un outlet virtuale in cui fare acquisti.
    Giudizi un pò deludenti sono arrivati da parte di quasi tutti i buzzers: c’è un meccanismo da oliare, che deve ancora ingranare la marcia giusta, nonostante la comunità si sia ingigantita notevolmente.

    A mio parere, mancano campagne di qualità, in cui sia il prodotto/servizio promosso sia l’azione richiesta siano reali e degne da suscitare attenzione e un feedback comportamentale.
    Se, infatti, in “Io smetto così”, il tema del fumo è una questione coinvolgente, oltre ad essere stata organizzata bene(a casa mi sono arrivate 2 locandine e 1 pallina anti-stress), Ovo.it, invece, si è rilevato una bolla di sapone: pochi prodotti e sito poco appealing.

  2. Sono d’accordo con Alessandra quando dice

    “A mio parere, mancano campagne di qualità, in cui sia il prodotto/servizio promosso sia l’azione richiesta siano reali e degne da suscitare attenzione e un feedback comportamentale.”

    e come sistema di relazioni può funzionare? è interessante il discorso tag che permette di raggruppare gli utenti non trovate?

  3. Anche io ho partecipato alla campagna di “Io smetto così”, fino in fondo, ma poi ho lasciato stare perché ci vuole non poco tempo per fare un certo tipo di attività. La comunità di zzubbers poi non mi ha fatto una grande impressione, al di là della qualità delle campagne, ma proprio per il servizio in sé.

    In altre parole mi sono sentito un po’ sfruttato nel fare il lavoro di buzzer al posto di qualcun altro (chi gestisce il sito), che si becca i soldi dalle commissioni delle aziende che scelgono di sfruttare il canale… Quanto tempo ci vuole per promuovere un prodotto qualsiasi attraverso il proprio blog? L’impegno di scrivere articoli, parlarne con gli amici, pensare a mezzi alternativi per promuovere i messaggi non è cosa da poco!

    Penso che questo tipo di attività spetti a esperti di comunicazione, che forse preferiscono crogiolarsi al sole di una crescente comunità fatta di tanti buzzer numeri che fanno il loro lavoro.

    Interessante il sistema di tag per utenti ecc, ma niente di nuovo sotto il sole.

    Tutto questo per dire: il buzz fine a se stesso non serve a molto, anzi può risultare del tutto controproducente (leggi “effetto boomerang”)!

  4. Ank’io sono nella community da tempo.
    Prima accumulavo punti rispondendo ai sondaggi, ma adesso mi ha annoiato. Non ci trovo nulla di utile o gratificante…a parte la palletta antistress che ho ricevuto!

  5. io sono iscritta da qualche mese e trovo l’idea ottima, le campagne che preferiscono sono quelle sui libri, ma in generale l’idea mi sembra davvero buona.

    L’unica cosa che non mi convince sono proprio le campagne che ho visto finora, i marchi coinvolti a parte qualche eccezione. se potessi partecipare a campagne di marchi interessanti e provare veramente i loro prodotti sarei piu’ che felice di partecipare e non mi suonerebbe affatto come ‘sfruttamento’… voglio dire, quando l’editore manda un libro da leggere al giornalista per una recensione mica lo sta sfruttando, lo mette in condizione di esprimere una opinione su quel libro. Ma il giornalista finora era uno dei pochi privilegiati che potevano ricevere questo trattamento per via della loro posizione di potere. Col web questi equilibri stanno cambiando e molto spesso il post in un blog o in un forum e in genere il passaparola possono essere anche piu’ influenti della recensione in una rivista tradizionale. quindi ben venga ZZUB che va in questa direzione riconoscendo l’importanza della collaborazione online e dei singoli utenti ma spero che si faccia presto qualche passo avanti sulle campagne

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