Loro ci osservano, loro ci ascoltano

Lurker Gold

Lurker Gold

Mi ha sempre incuriosito il fatto che certi post, anche di arcinoti e frequentati blog, non fossero commentati anche se molto letti (o dovrei dire visti o cliccati?). Oltre una cerchia di attivissimi lettori-autori, la complessa sfera del web è composta anche da lurker e da “blogger senza blog”.

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Per quanto riguarda il fenomeno dei “blogless blogger”, già ne hanno parlato esaustivamente Paolo Valdemarin e Vincenzo Cosenza, quindi non mi dilungo oltremodo nel parlarne.Era un po’ di tempo che ci pensavo e in diverse occasioni ho chiesto a diversi amiciblogger perché a volte degli articoli non avessero dei commenti e che cosa si potesse fare per incentivarli. Ma non c’è granché da fare… mica si può obbligare qualcuno a scrivere o a postare un commento! Però ci si può chiedere perché non lo faccia…

Oggi Luca Oliverio, blogger, giornalista e ideatore di Comunitàzione, mi ha invitato a far luce sull’incredibile mondo dei lurker, cioè di quelli che ricevono e leggono articoli o messaggi di un newsgroup o di un blog senza mai partecipare alla discussione.

In certe circostanze mi sono comportato anche io da lurker, perché ritengo che prima di parlare dovrei e vorrei avere qualcosa di interessante da dire, in modo da non contribuire vistosamente a quel “rumore di fondo” di cui è pieno il web. Per cui l’intervento su un forum e il commento su un blog dipendevano e dipendono da diversi fattori.

In generale condivido totalmente le massime di Ludwig Wittgenstein (“Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”) e di Abraham Lincoln (“Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio”), però la mia opinione è valida e rispettabile come quella di tutti.

Oggi commento, posto, crosslinko, trackbackko di qua e di là senza timidezza: quello che trovo interessante lo voglio condividere con gli altri e sentire cosa ne pensano.

Ecco quindi perché voglio sostenere questa ricerca sull’apoteosi del lurker, che invito a sottoscrivere e a far girare. Per saperne di più leggetevi le istruzioni nel post di Luca sul blog di Comunitàzione.

Cosa ne pensate voi lettori di questo blog? e voi lurker, sì, proprio voi, voi che leggete questo blog senza dire niente, perché non ci dite ALMENO perché NON lo fate? Nessun trucco, nessun inganno, solo tanta tanta curiosità!

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9 commenti su “Loro ci osservano, loro ci ascoltano

  1. Ecco a cosa dovrebbero rispondere i signori Lurker:

    1) perché non commenti mai chi leggi?

    2) perchè non partecipi attivamente ai blog?

    3) quali blog ti spingono a scrivere? e quali no?

    4) esci allo scoperto, e raccontaci la tua vita sul web.

    ogni commento va fatto sollo il post apposito sul blog apposito.

    esci allo scoperto, e raccontaci la tua vita sul web.
    quali blog ti spingono a scrivere? e quali no
    perchè non partecipi attivamente ai blog
    perché non commenti mai chi leggi?
    Apoteosi dei lurker

  2. Perchè non ogni post fa per forza nascere una conversazione interessante e non credo abbia molto senso commentare con “sono d’accordo”. Che cosa può aggiungere?
    O magari pensa con il suo commento di non aggiungere nulla e di non far evolvere la conversazione.
    Quindi meglio stare zitti e informarsi.
    Poi bisogna distinguere anche da blog professionali, dove un minimo di competenza ci vuole, e dai blog di cazzeggio, dove anche due paroline inutili sono ben accette.
    Si può sempre provare con il Delurking Day che Sw4n (sw4n.net) con il rischio di trovarsi una valangata di “eccomi” “ti leggo” etc etc

    che poi uno è uno è un lurker da qualche parte e attivo commentatore da un’altra…de gustibus o no?

  3. Non capisco il tuo discorso, giu o giuliad06: che vuol dire?

    Se finiamo sempre nel relativismo generale del “tutto dipende da tutto”, allora non vale neanche la pena di chiedersi il perché di certi fenomeni…

    Si parla sempre di “conversational media”, ma perché in certi casi sembra di parlare al muro o allo specchio?

    Le variabili sono molteplici, questo è chiaro. Vediamo un po’:
    Caratteristiche del blog
    – tipologia del blog o del forum (tecnico, di nicchia, per molti, generalista, diario serio, diario faceto, elogio del cazzeggio, ecc.)
    – argomento del post o del thread (argomento specifico, generico, ecc)
    – contenuto del post o del thread: contiene o non contiene domande, induce alla riflessione o meno, spinge al dibattito?
    – …
    – …

    Caratteristiche del lettore
    – età
    – sesso
    – umore, stato d’animo
    – tratti di personalità
    – conoscenza del tema o dell’argomento trattato
    – esigenza sentita o motivazione, che spingono ad andare sul forum o nel blog: ricerca di informazioni, desiderio di approfondimento, semplice curiosità, voyeurismo, ricerca d’aiuto (penso ai forum di supporto tematici su argomenti di natura tecnologica e tecnica) o quant’altro
    – atteggiamento o predisposizione all’ascolto attivo
    – indice di lurkaggine: mi faccio gli affari miei e basta.
    – …
    – …

    Quali altre variabili si possono pensare?
    Il discorso per me non è molto semplice, né basta dire “todo depende”…

  4. Molto simpatica questa cosa: è la seconda volta che leggevo il post con i commenti e per la seconda volta NON stavo per commentare. Aspirante lurker? 😀

    Analizzo il perchè e lo riporto senza filtro.

    Sono d’accordo con Giulia quando dice che un soggetto può essere un lurker da una parte e non esserlo da un’altra.

    Ma… Perchè?!?

    Personalmente quando non commento è perchè mi sento completamente ignorante sull’argomento trattato e allora preferisco ascoltare e se, solo se, successivamente quell’argomento mi ha incuriosito a punto tale da essermi informato e creato un mio punto di vista, allora commento; altrimenti me ne sto zitto.

    Devo però specificare che i blog che seguo (contenuti nel mio reader) sono per il 90% “professionali”. Il rimanente 10% tra meno di 10 secondi sarà eliminato: non ho tempo di leggerli… almeno per ora è così.

  5. Quello che volevo dire Marco è che a mio avviso conversational media non significa conversare con tutti di tutto, capito?
    Uno può leggere un blog per informarsi, per divertirsi,etc…e non sempre un post può far nascere una discussione.
    Insomma, non ha senso iniziare una discussione con un commento insulso solo perchè i blog sono una piattaforma conversazionale!
    Uno commenta quando pensa di avere qualcosa di interessante che vada oltre al “sono d’accordo”.
    E per fare qusto, specialmente nei blog professionali, bisogna sapere qualcosa in più.
    Insomma, essere un lurker non vuol dire solo farsi gli affari suoi ma anche, esempio, leggere per aggiornarsi.
    Oppure un lurker può anche riitenere che il proprio commento non dia qualcosa di nuovo alla conversazione.

  6. Sì, stiamo dicendo la stessa cosa! L’ho scritto nel post. Però forse è il caso di precisare il ruolo dei blogger senza blog. Persone che non hanno un blog, né lo vogliono avere, e che cercano informazioni, si documentano attraverso la rete.

    Non sono certo dei leecher e non trovo nulla di strano in tutto ciò. Alla fine anche quando vai in biblioteca a fare una ricerca, attingi da diverse fonti senza lasciare un commento a matita sui libri!

    Chissà cosa accadrebbe se qualcuno commentasse a margine di un incunabolo del XIV secolo:

    “LoL, Cari frati amanuensi, mi piacciono molto questi vostri disegnetti colorati, che preferisco a tutte queste scritte in latino. Potevate scrivere meglio, no? sono poco comprensibili!
    Ritornando ai disegnetti, vve ne posso chiedere uno da mettere nell’header del mio blog? LOL”

  7. Mi sa tanto che tutte le ragioni per le quali nemmeio io, spesso, commento, sono già state elencate:
    – ignoranza dell’argomento e desiderio di documentarsi meglio
    – mancanza di tempo e/o di ispirazione
    – mancanza di incentivi alla discussione
    – semplice curiosità di vedere che si dice in giro
    – nulla di ulteriore da aggiungere a quanto già commentato

    Marco scrive:
    “Però forse è il caso di precisare il ruolo dei blogger senza blog. Persone che non hanno un blog, né lo vogliono avere, e che cercano informazioni, si documentano attraverso la rete.”

    Mi soffermo su questa faccenda dei blogger senza blog e dei lurker e mi viene da pensare al perché i blog siano così tanto letti, pur se non commentati.
    Perché, insomma, prendere senza dare?
    La risposta che mi viene da dare è questa: perché i blog sono scritti da persone come noi, in un linguaggio più “reader-friendly” (anche per chi è completamente digiuno dell’argomento). Sono visti come luoghi autentici, di sincera espressione di opinioni, posizioni e concetti.

    Penso che il grande tesoro sia proprio in questo forziere di autenticità: ci si fida di più del blogger, di chi scrive qualcosa e dice la sua pur non essendo tenuto a farlo da chissà cosa (come ciò che Kant diceva dell’etica e cioè che è morale ciò che si fa pur non dovendolo fare).
    Il blogger diventa una sorta di amico.
    Di chi ci fidiamo di più: del commecial che ci dice “la mia aranciata è buonissima” o dell’amico che ci suggerisce “quell’aranciata è buonissima”?

    Il lurker, secondo me, è solo alla ricerca di un parere che ritiene attendibile e più vicino. 🙂

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