Social Media per le RP. Dalla comunicazione alla conversazione

introducing naked conversations

L’abbiamo ormai capito che i social media sono importanti. Almeno questo è il presupposto di chi scrive su questo blog, altrimenti non saremmo neanche qui.


Finalmente è giunto il momento di fare il punto sul seminario FERPI “Naked Conversations” (di cui Luca aveva parlato qua) tenuto il 22 novembre scorso da Nicola Mattina (grande!). Dico finalmente, perché sono passati alcuni giorni, nei quali ho riflettuto su come poter trasferire in un post quanto ho imparato.

Il seminario ha catturato l’attenzione di una decina di uniferpini (credo sia la prima volta che i soci Uniferpi superano i senior – nda) e di qualche conosciuto professionista “romano”, Sergio Vazzoler, e del Triveneto, Maria Paola La Caria e Marta Bagno(che saluto). Sarebbe un eufemismo se dicessi che l’incontro è stato molto interessante… Vediamo perché!

Nell’ottica del relatore pubblico, a cosa servono strumenti come Twitter, LinkedIn, Facebook? Questa è una domanda semplice però arguta e puntuale. Chi me lo fa fare di perdere un paio d’ore al giorno per: controllare i feed RSS dei blog che seguo, postare un nuovo articolo sul blog, aggiornare il mio profilo su Facebook, su LinkedIn, ricordandomi nel frattempo di avvisare i miei amichetti di Twitter o di Jaiku che ho inserito nuove foto su Flickr o che ho aggiunto nuovi bookmark su del.icio.us

Insomma, la cosa appare alquanto complicata, e lo diventa soprattutto quando il lavoro off-line non permette molte distrazioni. Tutto ciò è vero, però a mio avviso ormai non ne possiamo più fare a meno. Certo, tutto dipende da quali sono i nostri obiettivi, o meglio, l’approccio a questi mezzi di comunicazione deve essere funzionale a uno scopo. L’ha ricordato più volte Nicola, ma anche gli esempi che hanno portato Vincenzo Cosenza (aka vincos) e Mafe de Baggis sono calzanti: non possiamo più trascurare l’importanza della conversazione e delle dinamiche relazionali che si creano nella e sono potenziate attraverso la rete.

Le diapositive di Nicola su slideshare possono essere un utile punto di riferimento.

I principi guida che un professionista delle RP dovrebbe seguire per operare con efficacia nell’ambito dei social media sono riassumibili nei seguenti punti:

  1. L’ascolto: chi parla di me? quanto e come ne parla?
  2. La misurazione: da dove arrivano gli utenti di un sito? perché sono arrivati lì?
  3. La ricerca: chi parla di me? chi parla di me e mi linka? chi parla di me, parlando d’altro? chi parla dei temi che ci riguardano?
  4. Le parole chiave: semantica, SEO e keywords devono diventare il nostro pane quotidiano.
  5. La relazione: gestire i propri contatti on-line non è diverso da quello che si fa off-line.

Diversi sono gli strumenti che permettono di dare una risposta a queste domande. Per l’ascolto si possono usare gli aggregatori di feed RSS,mentre per misurare gli accessi a un sito (e avere un chiaro quadro sulla provenienza degli utenti) ci sono le potenti statistiche di Google Analytics. Per la ricerca di blog che parlano di noi ci sono Technorati, BlogBabel, Google Blogsearch e molti altri. Le parole chiave sono importanti e l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca è fondamentale per essere facilmente trovati da chi per esempio cerca informazioni sul nostro conto o sui nostri clienti. Gestire la relazione diventa visivamente più facile attraverso i social network (Facebook, LinkedIn, ecc.), ma può essere ottimizzato per esempio con HighRiseHQ.com o con Spock.

Per Mafe de Baggis, i principi fondamentali da seguire per un’efficace pratica di RP online sono: l’apertura, la distribuzione (dei contenuti senza paura che i visitatori del nostro sito) e la relazione. Vorrei sottolineare ancora una volta questa parola, perché secondo me è nella relazione che si giocano le sorti di un sito o di un blog di successo. Infatti, Nicola ha spiegato che i blog sono visitati perché hanno da un lato contenuti interessanti e di qualità, ma dall’altro chi li gestisce è in grado di mantenere accese le relazioni con i suoi visitatori.

Molto altro si potrebbe dire, ma per il momento ci fermiamo qua. Voi che cosa ne pensate?

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6 commenti su “Social Media per le RP. Dalla comunicazione alla conversazione

  1. Credo che il grande scoglio che si deve superare è il cambiare la cultura aziendale legata al tenersi stretto stretto il proprio know – how per paura della concorrenza o delle reazioni immediate
    Se già talvolta si deve togliere con le pinze informazioni utili dal proprio cliente per un comunicato stampa, mi immagino quanto ancora c’è da fare per convicere un’azienda ad aprirsi con i propri pubblici e usare mezzi come blog e social networks vari che sono letti da, potenzialmente, tutti.

  2. Pingback: La Prima Volta… « UNI>FERPI

  3. Pingback: FERPI Delegazione Triveneto » Blog Archive » Social software & RP: perdita di tempo o maggiore efficienza?

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