Tu blogghi e io ti tasso: libera rete in libero stato?

Shut Up.

Shut Up.

Sconcerto, incredulità, perplessità, stupore. Ecco le reazioni di fronte alla notizia di un disegno di legge che “lascia intravedere l’obbligo di iscrizione
al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito”. Un disegno contro la rete e contro la libertà d’opinione. Non sono solo i o a pensarla così. Leggo prima su Punto Informatico, poi, sempre più allibito, ricerco la notizia su Repubblica.it e infine attraverso l’aggregatore RSS leggo il post del giorno sul blog di Beppe Grillo.

Come si legge sul blog di Beppe Grillo,

la legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.

“Se passa questa legge sarà la fine della Rete in Italia”, secondo Grillo. A mio parere, non esagera. Affatto. E’ preoccupante tutto ciò ed è curioso che sia stato proposto un disegno di legge di questa natura, dopo il V-day, dopo le polemiche e le minacce a blogdissidenti” da parte di insigni ministri.

Che ne sarà di tutti i blog e i siti di chi vuole dire la sua? E della micro-editoria?

Forse, come conclude Grillo, è davvero il caso di correre ai ripari, magari trasferendoci in massa sui server di qualche paese più democratico…

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35 commenti su “Tu blogghi e io ti tasso: libera rete in libero stato?

  1. Io sono d’accordo sull’equiparazione dei blog ad altre forme di stampa per quanto riguarda la diffamazione: se qualcuno scrive male su un blog è giusto che subisca la stessa sorte di chi fa lo stesso sulla carta stampata.
    Però c’è un limite a tutto: tassare anche i Blog è troppo!
    Speriamo che alle Camere venga modificata…

  2. http://it.youtube.com/watch?v=KbidLa2JbVA

    Grillo non è stato il primo comico a fare quello che sta facendo lui…

    E già che ci siamo, a chi lo accusa di apologia del fascismo io lo difendo con l’apologia di Socrate:

    http://www.swif.uniba.it/lei/personali/pievatolo/platone/apologia.htm

    Sostituite la parola Ateniesi con la parola Italiani, il nome di Meleto con quello di Sgarbi, quello di Anito con quello di Mastella e vedrete che stiamo ripetendo cose già fatte e concetti già espressi.
    Errare è umano, perdonare è divino, perseverare è diabolico, non ripetiamo lo stesso errore per l’ennesima volta e che cavolo.

    Chi di spada ferisce, di penna perisce!

    Albarello Marco

  3. Pingback: La legge Levi-Prodi - la Rete è incazzata « gp

  4. Pienamente d’accordo con Marco. Ho letto la notizia oggi e sono rimasta senza parole.. Non credo nella funzionalità di questa scelta. “La regolamentazione del settore” non è una risposta adeguata, ma mi sembra più una mossa impulsiva e di reazione…forse ha proprio ragione Grillo, sarebbe meglio “trasferirsi” in un paese più democratico, ma al momento preferisco illudermi e sperare che chi mi rappresenta al governo riesca a garantirmi un minimo di democrazia… nell’attesa io firmo.

  5. Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:

    Art.19
    Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

    Ecco,
    ora qualcuno mi dica
    quanto valore ha questo testo
    in un contesto di questo tipo?

    Assurdo 😐
    Firmo anche io la petizione e aggiungo una cosa:

    http://www.utenti.lycos.it/prexure/Image/Manifesto.pdf

    Questo è un manifesto e voglio riportarlo in vita dal 1986 ad oggi!

  6. Cerchiamo di non confondere le cose e di mettere troppa carne sul fuoco.
    Come diceva Andrea, chi offende o lede la maestà di un’altra persona compie un reato di diffamazione e questo va punito. La libertà d’opinione non significa che ciascuno può dire e fare quello che vuole e poi arrogarsi solo diritti. Perché la libertà di ciascuno deve confrontarsi con la libertà della collettività, degli altri.
    Chi fa diffamazione, chi offende, chi fa violenza verbale gratuita deve contenersi o altrimenti va punito. Sono le regole del vivere civile.

    Libertà di stampa e d’opinione sono garantite dalla carta costituzionale di questo paese. Ed è giusto considerare anche i nuovi mezzi di comunicazione. A mio avviso, però, vanno poste le giuste distinzioni, perché si tratta di mezzi diversi da quelli tradizionali. L’errore starebbe, quindi, usare lo stesso peso e la stessa misura per mezzi diversi.

    Quello che aggiunge Prexure è però un’altra cosa, il reato informatico, che esula da questo discorso.

  7. @scatterhead a me il link è arrivato via email. sono andato sul sito di firmiamo.it, dove ci sono diverse altre petizioni online.
    Sono d’accordo con te, sul fatto che non ci stiamo concentrando a sufficienza.

  8. Lo so che il reato informatico esula da questo discorso,
    volevo solo condividere l’ultimo pezzo del manifesto 😉

    Vabbè io sinceramente non mi preoccupo più di tanto visto che questo terrore che ci chiudano un blog lo ritengo molto banale.. anche io sostengo il pensiero di “poca concentrazione” nei riguardi del tema.. come sempre il nostro paese è vittima dell’ allarmismo che non produce sicuramente nulla se non confusione 😐

    Che dire, io ho firmato.. ora lascio che le cose si concretizzino aspettando un feedback della controparte.

  9. Pingback: Rete incazzata e blogger in rivolta « Parole [usate]

  10. GENTILONI, SU BLOG UN ERRORE DA CORREGGERE

    ROMA – “Un errore da correggere”. Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l’allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell’editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l’esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.

    “L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato”, scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione “non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive”.

    Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di responsabilità nell’accaduto “per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri”. Il disegno di legge è stato approvato la settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere preso in esame alla Camera.

    – – –
    ..e fu così che questo risultò uno dei tanti inutili allarmismi
    italiani come quella volta dei telegiornali che affermarono:
    “si può scaricare musica, film bla bla bla.. da internet” 😀

    Lancio un motto:
    EVASORE COMUNICATIVO? NO GRAZIE 😉
    – – –

  11. Sul sito dell’on. Pecoraro Scanio http://www.pecoraroscanio.it/ ci sono parole rassicuranti. Certo che il dubbio di scatterhead è legittimo. Grillo li chiama dipendenti, perché la (profumata) busta paga la forniscono i contribuenti…
    Diamo loro una seconda chance (non si nega mai, suvvia) e vediamo se riescono a sistemare la norma in modo appropriato.

  12. prexure m’ha tolto le parole di bocca.
    Come accaduto altre volte, prima si parla un po’ a caso, si crea un polverone di reazione e poi si fa marcia indietro.

  13. ….o sulla correttezza dell’uomo politico….o sull’incapacità di essere un vero uomo politico, un comunicatore politico…
    …che forse abbiamo bisogno di qualche consigliere più preparato a gestire le dichiarazioni?

  14. Pingback: Rassegna stampa sulla proposta Prodi-Levi « V-day Blog

  15. Un decreto di legge folle che parte da presupposti infondati e arriva a conclusioni deliranti.

    Con tutti i problemi che abbiamo in Italia loro vanno a pensare ad internet che è una delle poche che funzionano veramente bene….

    Sarà perché finora la politica ne è rimasta fuori?

  16. Pingback: Libera Associazione Barbarica - L.A.B. - Vasto (CH) » Blog Archive » DDL Levi-Prodi Sull’Editoria Mette A Rischio Futuro Dei Blog

  17. Pingback: L’Italia è un regime. Espatrio.

  18. Pingback: Il disegno di legge sull'editoria: un grave errore da correggere | maestroalberto

  19. Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

    Non vedo dunque la necessità di restringere l’accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

    E poi scusate… ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire…) attraverso l’indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

    Non vi pare un po’ incoerente, per non dire di peggio?

  20. A mio avviso non c’è da allarmarsi.. di disegni di legge ne escono a bizzeffe ogni giorno.
    Ecco l’idea: aprire un blog su ogni disegno di legge proposto dal governo. Credo che il semaforo rosso ci sarebbe in ogni post 😀

  21. Anche questa volta viene dimostrata la potenza del web tanto che il governo si è reso disponibile (ci mancherebbe) nel ritrattare il testo della proposta di legge di fronte a tanto clamore.

    Ma cosa dicono dall’altra parte della barricata?
    E’ utile esaminare non solo le parole di Grillo&C.

    Si tratta veramente di una minaccia? 20 pagine, 35 articoli riassunte in 3 righe.. va analizzata per bene prima di sparare a conclusioni affrettate.

  22. Siamo finiti su un blog straniero,

    letto “da tutto il mondo” .. o quasi!

    Io ho voluto lasciare un mio commento,

    ..che tristezza! 😐

    LINK: http://www.boingboing.net/2007/10/22/italy-proposes-a-min.html#comment-61957

    Per aumentare la nostra POPOLARITà,
    siamo finiti sul Times 😐

    LINK: http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/the_web/article2732802.ece

    Alle 16.00 di oggi ho un esame.. di cosa?

    DIRITTO DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE
    ..dove ci è stato data (IN OMAGGIO) la relazione annuale 2007 scritta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 😐 ma non per sottolineare l’incostituzionalità della relazione.. bensì per IMPARARE.

    “Inascoltato dalle autorità..” impegnate a scrivere questa bella relazione 😐

    PDF RELAZIONE:
    (http://www.agcom.it/rel_07/07_Relaz_pres.pdf)

    Buona notte..

  23. @ Prexure: intanto in bocca al lupo per l’esame!

    In secondo luogo mi permetto di obiettare sulla tua tristezza nell’esser stati riportati su times e boingboing.net -sarà perchè in generale vedo sempre il bicchiere mezzo pieno:).

    Il potere del web quale strumento mediatico di trasposizione informativa è fortissimo e da uno scontro esce comunque, nella maggior parte dei casi, un vincitore.

    Ebbene, nello scontro (se si può parlare di “scontro”) Istituzione-blogger , ha visto salire sul gradino più alto il secondo concorrente.
    I blogger (in particolar modo Italiani) sono usciti vincitori, NON perchè hanno aperto gli occhi alla classe politica su un disegno di legge, che potrebbe essere più o meno ingiusto, ma perchè hanno dimostrato alla luce di tutto il mondo che esiste una figura, composta da una multitudine di individui coesi tra di loro in un ruolo comune, ben definita e CAPACE di distinguersi quale nuovo opinion leader nella vita di tutti i giorni.

  24. Pingback: Blog e riforma dell’editoria | ABCDiritto.it

  25. Pingback: Il Blog di Stefano Epifani Tranquilli, ci deve essere un equivoco! | Il Blog di Stefano Epifani

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