Reminder: Seminario FERPI a Roma





L’aveva annunciato Andrea in questo post, ma credo sia il caso di richiamare l’attenzione su questo imminente seminario che si terrà a Roma il 22 ottobre prossimo.

Un corso del genere è secondo me importante perché permette di capire come si organizza un evento per bene e non solo dal punto di vista operativo. Questo lo si capisce dal fatto che nelle due parti del seminario si tratteranno gli step dell’Ideazione, Attivazione, Programmazione, Implementazione e Valutazione degli eventi. E’ fondamentale riflettere sull’obiettivo dell’evento, capire come promuoverlo, farsi venire idee (tutti possono avere un’idea, ma non tutte le idee sono delle buone idee…), poi programmare e sporcarsi le mani, fare. Imporantissimo a mio avviso è poi valutare quello che si ha fatto, e questo va fatto non solo ex post , ma ex ante e in itinere.

Inoltre, come già lo avevamo sottolineato, per i soci UniFerpi sono riservati 5 posti. E per la prima volta della storia dei seminari FERPI (se non ricordo male), uno studente può dare una mano all’organizzazione dell’evento!

Attendo con ansia di sapere come sarà questo corso dai partecipanti Andrea e Alessandra!

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5 commenti su “Reminder: Seminario FERPI a Roma

  1. Se mi allontano dalle definizioni lette sui libri di testo, mi viene naturale chiedere aiuto alla mia esperienza diretta. L’evento più significativo alla quale ho collaborato, anche se io ne sono stata solo una piccola figura, è stato sicuramente il vernissage della Mostra Imprints di Claudio Arezzo di Trifiletti, artista catanese, tenutosi a New York il 9 Aprile 2007. Con l’augurio di non annoiarvi troppo, vi riporto poche righe della mia tesi di Laurea, di cui l’evento suddetto è stato analizzato quale case history.
    “Alle 18.30 del 9 Aprile le porte di Casa Sicilia sono state aperte al pubblico.
    Come accade spesso quando si organizza un evento, poco prima delle 18 del giorno suddetto, chi scrive si trovava in copisteria a fotocopiare, dopo averlo redatto, il listino prezzi delle opere. Bisogna considerare che ci si impiega un po’ più tempo del previsto a fare la conversione dai metri agli inch – unità di misura americana – e a convertire gli euro in dollari. Tutto questo dopo aver fatto una proporzione fra l’ampiezza dell’opera e il suo relativo prezzo, come da richiesta dell’artista.
    In questi casi anche se manca davvero poco allo scadere del tempo che si ha a disposizione per i preparativi, bisogna tenere i nervi ben saldi, anche quando un “copia e incolla” errato può far andare in escandescenza l’artista, comprensibilmente teso. Bisogna rimanere lucidi. Sapere già il giorno prima dov’è la copisteria più vicina e portare sempre con se un pen-drive dove tenere una copia del file da fotocopiare; anche all’ultimo istante i documenti importanti possono essere modificati. Perché chi scrive vi racconta questo aneddoto, che apparentemente sembra essere motivo di rimprovero più che di plauso? Semplice. Si vuole solo sottolineare che per chi si occupa di organizzare un evento, l’imprevisto è sempre da prevedere! Quando si fanno tante cose, e si fanno per di più in una realtà lontana e diversa da quella nella quale si è abituati ad agire, quando si è in assenza di punti degli abituali punti di riferimento, è umano sbagliare, ma l’importante è trovare tempestivamente una soluzione.
    L’atmosfera durante l’inaugurazione era magica. Tanta gente che si aggirava intorno ai quadri, i cui colori si mischiavano con le luci che accendevano il meraviglioso panorama che si vedeva dal trentaseiesimo piano. Candele e incenso emanavano nell’aria un buon odore che si incontrava con quello del vino nei calici dei visitatori. Il buon odore di pane speziato si confondeva con l’odore del colore che le tele sprigionavano. A rendere tutto più soft è stata la musica di Stefano Mura, che con le sonorità della sua chitarra allietava i presenti.”
    Ho scelto di riportare queste parole perché per me un evento, in particolare se artistico, deve essere un incontro fra i sensi. Solo cosi può rimanere impresso nella memoria dei presenti.
    Ovviamente poi ci sarebbero altre mille cose da considerare. L’evento oltre a trovare il consenso dei partecipanti, deve anche raggiungere il suo obbiettivo, se lo consideriamo quale strumento di un piano di comunicazione ….ma qui si aprirebbero altre cento pagine di discussione.
    Quindi mi autocensuro e aspetto i vostri pareri…:-)!

  2. si, lo era…era il risultato di un agrande lavoro fatto prima del vernissage.
    Grande importanza per preparare tale evento e divulgarlo ha avuto il lavoro dell’ufficio stampa a catania e dell’ufficio stampa internazionale sul web.
    I comunicati stampa e gli inviti per la mostra sono stati inviati al target di riferimento in quantità industriale…:-)
    adesso però voglio sapere la tua idea di evento.

  3. Per quel che rigurada l’evento e la sua organizzazione al momento mi è stata utile la lettura del libro di Tiziana Rocca – Come fare le pubbliche relazioni – Ed. 2006 e proprio ora apprendo che è uscito il suo nuovo libro – Il libro della comunicazione 2007 – cui mi appresterò a leggere quanto prima.
    A mio avviso tuttavia c’è ancora grande confusione intorno a questa parola.
    Ma come biasimarlo?
    Il legame tra lo stesso e il mondo della discoteca è ancora troppo forte nella massa. Certo, si può scegliere come location uno spazio adibito al ballo, ma confinarlo a tale mondo è fuori misura.
    Ti ho fatto quella domanda proprio perchè sono convinto che si tratti della punta di diamante di un grande processo di comunicazione che ha lavorato per creare relazioni solide oneste e trasparenti con i propri stakeholder; il luogo adatto per poter riunire i propri influenti sotto un unico tetto e condividere le idee dell’organizzazione al fine di avere un feedback immediato e successivo: ricordiamoci che la gestione dell’evento non finisce a “musica finita”.

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