“Essere imprenditori di sé stessi”

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Che il mercato sia competitivo ce ne siamo vagamente accorti. In università questo è il periodo di consegna tesi: la laurea è ormai cosa fatta per molti. Sento parlare alcuni ragazzi che, a differenza mia, non hanno sentito l’esigenza di iscriversi ad un corso di laurea specialistica ma hanno deciso di “lanciarsi” nel mondo del lavoro. E la loro domanda: ma un comunicatore oggi cosa fa?

“L’attuale mercato del lavoro è caratterizzato da logiche di flessibilità, responsabilità e dinamismo.” Leggo sul sito della FERPI. Continuo la lettura e con piacere apprendo la notizia di un convegno a cura di Formaper e FERPI che si terrà il 22 Ottobre presso la Camera del Commercio di Milano (Via Meravigli, 9/b).

Il tema? ” Dal posto fisso alla professione: essere comunicatori oggi”. Che tempismo, penso!

Le modalità di ingresso nel mercato del lavoro sembrano a volte molto confuse. La cultura del posto fisso forse ha iniziato a vacillare e davanti a noi, giovani studenti universitari, si prospetta uno scenario particolare a cui dobbiamo necessariamente adattarci con disinvoltura e flessibilità.

Per questo motivo, ho deciso di partecipare al convegno. Il panel dei relatori mi sembra ricco ed in più la partecipazione è gratuita.

Vi allego di seguito l’invito e il programma dell’evento.

Divenire imprenditori di se stessi cercando di sviluppare una personalità specifica: secondo voi può essere la formula giusta? A mio parere vale la pena provarci.

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4 commenti su ““Essere imprenditori di sé stessi”

  1. Definizione di Imprenditore da Garzanti Linguistica:

    Chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi: imprenditore commerciale, agricolo; piccolo imprenditore, che si avvale prevalentemente del lavoro proprio.

    Sulla carta quindi niente di più corretto ma a fatti?
    Il comunicatore oggi diventa appunto imprenditore di se stesso proprio perchè la realtà italiana richiede una figura flessibile e che si possa adattare a più progetti e soprattutto a più clienti focalizzati maggiormente nelle PMI in un mercato sempre più in movimento; meno preoccupazioni per chi ricopre l’incarico di RP in un contesto aziendale diretto o nella pubblica amministrazione: l’aggiornamento deve rimanere ai massimi livelli, la curiosità far sempre da padrona.. ma per quel che riguardo il contratto sicuramente ha il fondoschiena più coperto.
    Direi che la cosa è soggettiva: c’è chi cerca una certa sicurezza, chi vuole far emergere le proprie caratteristiche e chi vuole entrambe le cose.
    La competizione è ormai ovunque ma è chiaro che chi ha certe possibilità alle spalle non ha problemi a “provare”.

  2. chissà che non dicano le solite scemate tipo “bisogna essere flessibili”
    ci farai sapere se è proprio vero che noi ggggiovani siamo destinati ad essere sfruttati vita natural durante tra rimborsi spese, contratti semestrali etc. etc

  3. Pingback: Professionisti in sviluppo o ricercatori di posto? « UNI>FERPI

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