Dalle conoscenze alle competenze quali opportunità per i giovani

Il Salone “Dal Dire al Fare” non è ancora terminato che già un’altro interessante incontro si profila all’orizzonte questo week end. Sto parlando del convegno “Dalle conoscenze alle competenze quali opportunità per i giovani”, una giornata di studi e dibattiti organizzato dall’associazione Teorema il 29 settembre 2007 ad Artena (vicino Roma). Teorema è, come recita il suo statuto” un’associazione senza fini di lucro che vuole valorizzare il patrimonio di idee e di esperienze presenti in molti settori della vita sociale ed imprenditoriale della nostra Regione Lazio”.

Ai partecipanti sarà offerto un buffet e,inoltre, sarà distribuita la Carta Giovani Per informazioni è possibile chiamare il 3494347973. E’ consigliabile confermare (così ci saranno carte giovani per tutti!).

Artena

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4 commenti su “Dalle conoscenze alle competenze quali opportunità per i giovani

  1. Non l’ho scritto ma se qualcuno pensa di andarci me lo faccia sapere. In fondo potrebbe essere un buon incontro potrebbero essere utili alla csr per creare dei csr manager no?
    voi che ne pensate?

  2. Potrebbero essere gettate le basi per acquisire maggiore consapevolezza e delineare un possibile percorso nel campo della CSR, così come in altri campi del mondo imprenditoriale, credo.

    E’ un’opportunità per gli studenti partecipanti anche per capire in che modo impiegare le conoscenze acquisite in ambito universitario.

    Peccato non essere a Roma!!!
    Beh, l’incontro sembra essere interessante, però mi piacerebbe capire più nel concreto in che modo viene affrontato il tema! Speriamo qualcuno vada e riferisca tutto.

  3. ecco il resoconto della giornata…

    Talento e meritocrazia, la ricetta di “Teorema-network democratico” per il futuro dell’Italia

    Seminario dell’associazione no profit su giovani e lavoro. La proposta: meno Iva per gli under 30

    Si è conclusa domenica la due giorni dell’associazione Teorema dal titolo: “ Dalle conoscenze alle competenze. Quali opportunità per i giovani”. Un’occasione di confronto e formazione sulla valorizzazione dei talenti, sulla premiazione dei meriti e sui problemi che le ostacolano: le chiusure corporative, il clientelismo e il familismo. Cornice dell’iniziativa il convento Santa Maria del Gesù di Artena, piccolo centro fuori Roma scelto per attirare l’attenzione su realtà territoriali diverse dalla capitale ma non per questo meno importanti. Molti giovani hanno partecipato, testimonianza dell’interesse che le nuove generazioni nutrono per questo genere d’iniziative.
    Ha aperto i lavori del seminario Roberto Vacca, ingegnere e scrittore, con un’aspra critica alle imprese italiane che non inventano più, conseguenza dell’insufficiente preparazione tecnico-scientifica dei giovani italiani e dei ridotti investimenti in ricerca e sviluppo. Nonostante la sua gravità, dice Vacca, questo ostacolo alla crescita non ha un posto rilevante nell’agenda della politica, che preferisce concentrarsi su questioni meno importanti. La classe dirigente del paese pecca anche di superficialità, quando affronta i problemi senza prima averne indagato le cause e sottostima l’importanza di leggi e servizi che favoriscano la nascita di nuove imprese.
    Non solo la crescita economica, ma anche il sistema della solidarietà ha urgente bisogno d’interventi: il sociologo Mario Brutti, secondo relatore del seminario, ha invocato lo svecchiamento del welfare italiano. Le nuove domande e i nuovi bisogni della società, secondo Brutti, possono essere soddisfatti solo da una classe dirigente anch’essa nuova, dotata della sensibilità adatta, che consideri l’immigrazione come una risorsa e predisponga canali alternativi alla laurea per l’accesso al mondo del lavoro. Da parte loro, le imprese dovrebbero impiegare meglio i laureati e guardare più lontano, investendo a medio e lungo termine. A margine dell’intervento del professor Brutti, il senatore Giorgio Pasetto, membro dell’esecutivo nazionale della Margherita e socio fondatore dell’associazione, ha sottolineato la necessità di un’equa ridistribuzione fiscale, come fattore di solidarietà e di ricomposizione sociale.
    L’economista Luis Iuorcovich ha puntato il dito contro la breve vita delle imprese familiari italiane. Da una sua ricerca condotta su 500 famiglie imprenditrici della provincia di Roma, emerge che gran parte dei figli rifiuta di subentrare ai genitori nella conduzione dell’azienda.
    I lavori si sono conclusi con una proposta dei giovani di Teorema: riduzione dell’IVA per gli under 30 come incentivo all’imprenditoria giovanile.

  4. Grazie mille sichelgaita per il tuo dettagliato resoconto.
    A quanto pare la “fuga di cervelli” viene per l’ennesima volta menzionata nel nostro contesto nazionale ma poco viene fatto per porre rimedio.
    Per quel che riguarda la poca longevità delle imprese italiane a mio avviso è dettata dalla società di oggi che vede la famiglia nucleare soppiantare la famiglia patriarcale in un contesto industriale che si è evoluto negli ultimi 50 anni. E’ la società che cambia e poco ci si può fare.
    Personalmente.. se mio padre avesse un’attività sarei ben contento di entrare a far parte della squadra magari proprio come RP 😉

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