Catania, primo incontro con le RP …e fu subito amore!

 

Grande successo per il laboratorio di RP curato dalla socia Ferpi Amanda Jane Succi presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Catania.Circa un centinaio di studenti, perlopiù iscritti al corso di Scienze della Comunicazione, hanno seguito con notevole interesse la prima lezione di RP del laboratorio, anzi della storia della Facoltà. Questa disciplina, infatti, non è prevista nel piano di studi di Scienze della Comunicazione e, dunque, il laboratorio rappresenta il primo contatto con le RP per gli studenti catanesi.

Molto curiosi, i partecipanti, hanno tempestato di domande la disponibilissima Dott.ssa Succi su questioni relative agli sbocchi occupazionali di chi studia RP. Il cruccio degli studenti di comunicazione di tutta Italia è proprio quello, il lavoro: la scarsa richiesta di personale competente in questa disciplina, la poca consapevolezza dell’importanza della comunicazione nelle PMI.

A preoccupare gli studenti catanesi si aggiunge la questione della formazione: sanno che il loro corso, fornitore di cultura più che di formazione professionale, non li preparerà in modo adeguato ad affrontare la sfida del mercato del lavoro.

La mia presentazione di Uni>Ferpi, infatti, è stata seguita quasi come un telegiornale delle belle notizie! Moltissimi hanno mostrato interesse ad intraprendere quello che io chiamo il cammino del “Self Made Student” (acronimo: SMS), un percorso di formazione complementare alla didattica impolverata dell’università, un sentiero verso l’acquisizione di utili esperienze formative più che di CFU. Non a caso la presentazione si è conclusa col nostro motto: “In viaggio verso la professione”.

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6 commenti su “Catania, primo incontro con le RP …e fu subito amore!

  1. Complimenti per l’iniziativa!
    .. ed in bocca al lupo per il futuro.
    permettetemi solo una piccola critica: sono rimasto colpito dalla frase in cui si esprime la preoccupazione degli studenti per il corso ‘fornitore di cultura più che di formazione professionale’.
    Non è una critica all’autore, nè agli studenti di Catania, che me ne scampi.
    Ma è una questione urbi et orbi che riguarda tutti quelli che si affacciano all’università em, nello specifico, riguarda in particolare gli studenti di comunicazione: la formazione professionale non ha presupposti se manca la cultura !!!
    Che senso ha sapere scrivere bene un comunicato stampa (tema tanto caro in queste pagine) se non lo si sa collocare in un contesto sociale più ampio (per non dire che molto spesso non sappiamo nemmeno chi è il nostroi presidente della repubblica, ma tant’è).
    la cultura è consustanziale alla formazione professionale, ma non passa solo da vecchi e barbosi professori che ce la raccontano, ma anche attraverso la lettura (ragionata) dei quotidiani, per esempio.

    che ne pensate?
    fv

  2. Grazie! …e crepi il lupo!

    Sono d’accordo sulla questione cultura/formazione: un professionista non può fare a meno della cultura. Il problema è che a Catania gli studenti di comunicazione ricevono solo e soltanto cultura, facendo a meno della formazione. Eppure i ragazzi sono ambiziosi, volenterosi e, come ho potuto testare al laboratorio di RP, assetati di conoscenza.

  3. beh, adesso hanno Ferpi e Uni>Ferpi che possono accompagnare la loro sete di conoscenza. L’importante è che partecipino alle iniziative e abbiano voglia di mettersi in gioco.

    @Luca: quando parlo di lettura ragionata intendo una lettura che non si limiti all’apprendimento della notizia ma vada anche oltre. cercare di capire chi può esserne la fonte, come si lega con le altre notizie sullo stesso tema, come cambia lo scenario…

    è inimmaginabile le ipotesi di attività e di intervento per le relazioni puubliche che si possono aprire da una lettura attenta e ragionata dei giornali. pensiamo solo alle attività di relazioni con i media e ell’attività di lobbying…

    sono stato spiegato?
    🙂

  4. ma in pratica queste rp a che servono?….a chi servono?….a me sembra l arte di prendere x il culo il prox……credo che il pil rimanga tale e quale…serve solo ai politici x improsare il prox e alle grandi aziende x improsare i media

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