La felicità è una merce favolosa

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Le cose positive non fanno mai notizia, o se lo fanno, vengono relegate in qualche pagina secondaria per lasciare spazio alle importantissime notizie di cronaca nera: scandali, stupri, violenze varie affollano i telegiornali e la carta stampata. Fortunatamente negli ultimi anni la comunicazione sociale riesce a far parlare di sé anche grazie a iniziative come quella organizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso: il 22 e 23 novembre 2007 si terrà nell’aula magna dell’Università degli Studi di Milano la terza edizione della Conferenza internazionale della comunicazione sociale. Perché quindi non parlarne qui?

Ecco come si trova descritta l’iniziativa sul sito di Pubblicità Progresso:

La Terza Conferenza Internazionale intende mettere in evidenza il nesso tra Comunicazione Sociale e felicità e sottolineare il ruolo che la comunicazione può avere per migliorare il livello della qualità della vita sia a livello individuale sia a livello collettivo.
Il progetto è articolato in tre iniziative:

Mi sembrava doveroso sottolineare soprattutto il Progetto Università, rivolto agli studenti di tutta Italia, un momento importante per riflettere sul significato di comunicazione sociale.

Cosa ne pensate? Chi ci partecipa?

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5 commenti su “La felicità è una merce favolosa

  1. Ben vengano i progetti di questo tipo. Mi chiedo solo se le stesse università li promuovano in maniera adeguata. Noi ne parliamo ed è già un qualcosa. Sarebbe un peccato però che molti studenti non riescano ad organizzarsi per mancanza di conoscenza e informazione.

    “Il Volto nuovo della Comunicazione Sociale”…Credo sia un’iniziativa interessante che può dare una spinta a quel dialogo e confronto necessario per acquisire consapevolezza sul tema della comunicazione sociale. E magari la nostra creatività, il “genio” che tradizionalmente viene attribuito ai giovani, può dare un nuovo impulso, perchè la comunicazione sociale non è solo un fenomeno che va di moda. Ma forse diventa proprio un’esigenza..

  2. All’Università di Udine a Gorizia se ne è parlato e alcuni di noi stanno portando avanti il progetto di analisi di campagne sociali. E’ molto interessante cercare di capire come funzioni la comunicazione sociale.

    In più da noi si insegna anche comunicazione sociale (il corso tenuto dal prof. Francesco Pira).

    Ultimamente sembra essere diventata davvero un’esigenza sentita quella di lanciare dei messaggi “sociali”. Per esempio mi vengono in mente (effetto recency) le ultime campagne per frenare i fenomeni degli incendi dolosi che hanno martoriato il nostro paese oppure quelle sulla sicurezza sulle strade. Ce ne sono altre!

    Poi c’è un altro aspetto da considerare: che cos’è comunicazione sociale e chi deve farla? Tutti, le istituzioni (la politica) o le imprese? E soprattutto cosa si deve comunicare? Comunicare l’onestà e il bene collettivo? Fare del bene e farlo sapere? Qua si entra nell’ambito della comunicazione della Responsabilità sociale, che è un altra cosa.

    Secondo voi, quali sono per voi i temi più “caldi” che potrebbero interessare la comunicazione sociale? Quali sono quelli più urgenti e quelli che non possono certo mancare?

    IMHO, chi fa comunicazione sociale si assume la responsabilità di rendere più sensibili le persone e in un certo senso di salvare la società dallo sfacelo.

  3. su questi temi sono sempre molto scettico..
    mi ero scontrato sul “buonismo” sociale già sul blog di Google Italia http://googleitalia.blogspot.com/2007/07/energia-verde.html
    e avevo espresso nuovamente i miei dubbi sul post del CSR https://uniferpi.wordpress.com/2007/07/18/steve-jobs-la-sua-mela-e-la-responsabilita-ambientale/
    Continuo a vedere progetti di questo tipo come strumenti di facciata forse perchè sono immerso in una realtà cui il motto principale reclama “non si fa niente per niente”

  4. la comunicazione sociale non è la comunicazione della Responsabilità sociale.

    Comunicazione sociale è secondo questa definizione:

    l’attività realizzata dai settori di pubblica utilità, dunque comprende tutte le attività comunicative legate al settore istituzionale e volte a promuovere un avvicinamento dei cittadini a norme e servizi; al settore sociale come espressione di valori e diritti; al settore delle rappresentanze socio-economiche e della stessa impresa che comunica in area extra-commerciale.

    Dunque possono fare comunicazione sociale ministeri, regioni, comuni, associazioni non profit ma anche imprese private che attuano iniziative di carattere sociale e non direttamente orientate ad un profitto economico: l’aggettivo sociale, infatti, serve a connotare la diffusione di valori e di orientamenti contenuti nei messaggi che si veicolano e, reciprocamente, l’assenza di un interesse economico/commerciale.

    Quindi la cosa è ben diversa dalla CSR in senso stretto! Il dubbio è lecito, quando la responsabilità sociale non viene supportata da una buona politica di reputation management.

  5. Pingback: Pubblicità Progresso, 22-23 Novembre! « UNI>FERPI

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