Vetri puliti, specchi confusi

Leggo online qualche articolo di testata giornalistica e qualche opinione direttamente dai siti dei diversi partiti.
Questa faccenda delle sanzioni da applicare agli abusivi che intralciano il traffico –lavavetri & Co-, è al centro del dibattito pubblico, non soltanto della eterna diatriba fra i due schieramenti.

Guardata dal di fuori, con gli occhi di una lettrice di quotidiani e spettatrice di telegiornali che cerca di capire qualcosa di tutto ciò che accade, mi ritrovo a fare un paio di considerazioni:

– la proposta attuale di adottare una linea dura viene dall’attuale Governo, giusto? E’ una proposta abbastanza in contrasto con la precedente linea adottata nei confronti dell’immigrazione e della “solidarietà”, se così possiamo chiamarla. Però è piuttosto in accordo con le posizioni dell’opposizione;

– questa linea dura porta con sé una parte di velata aggressività nei confronti di stranieri che svolgono un lavoro abusivo -di conseguenza pienamente contestabile e condannabile già nella sua struttura-. Fin qui ci siamo.
Si sottolinea il fatto che i lavavetri ed in generale i mendicanti agli incroci si comportano in modo poco garbato e corretto (eufemismi?) con donne ed anziani, categorie da sempre considerate, assieme ai bambini, più delicate, fragili ed intoccabili.

A questo punto mi pongo delle domande sulla strategia di comunicazione adottata in questo caso e sui suoi obiettivi.
Quale è esattamente la strategia?
E’ un modo di conquistare fette di elettorato?
E’ un modo di andare incontro al comune sentire della gente?
E’ un modo di scongiurare quel tanto mormorato “ribaltone”?
E’ un modo di giungere ad una situazione di equilibrio fra il sentire del centro-destra e quello del centro-sinistra? Polemiche e posizioni contrastanti non mancano di certo.

Mi sembra che il cambio di posizione sia stato molto brusco e mi interrogo sulle ragioni di ciò.
Che cosa ne pensate voi?

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3 commenti su “Vetri puliti, specchi confusi

  1. Le stesse domande sono state sollevate in occasione delle ordinanze di circa un anno fa, contro i lavoratori abusivi (per lo più immigrati), e quelle più recenti, che impongono la chiusura anticipata dei pub, emanate dal Sindaco di Bologna Sergio Cofferati.

    “Ma come un sindaco di sinistra che fa cose di destra??”…questo era il pensiero ricorrente anche in queste occasioni.

    Personalmente credo che, specificatamente alla figura dell’autorità principale di una città, la distinzione destra-sinistra sia deviante, perchè le azioni utili allo sviluppo di un territorio, soprattutto se è quello più vicino ai cingoli cittadini, non hanno colore, né bandiera, né appartenenza partitica.

    La cos che più mi sorprende è che ormai siamo a un livello in cui il nostro Paese è spezzato in 2: da una parte l’immobilismo del Governo nazionale per i continui bisticci di potere, dall’altra amministrazioni locali (comunali, provinciali e regionali) che cominciano a attuare iniziative forti e d’impatto.

  2. E’ un modo di andare incontro al comune sentire della gente e quindi un modo di conquistare fette di elettorato.

    Dopo l’indulto Klaus Davi disse che il governo non sapeva comunicare, aveva ragione. Agli occhi degli italiani la sinistra aboliva la certezza della pena e gettava l’italia nel disordine. Nel frattempo Gianfranco Fini si fregava le mani per fare definitivamente suo il tema della sicurezza, Di Pietro si disperava e gli italiani dimenticavano che l’indulto è stato pienamente voluto anche da Forza Italia. Bel colpo carissimo comunicatori della sinistra!! Vabbè che già mettere Sircana come portavoce del governo non ha dato prestigiosissimi risultati!! 😀

    Menomale che ogni tanto c’è qualcuno che ha il coraggio di lasciare agli intellettuali il buonismo post-sessantottino e rimboccarsi le maniche. Così ha fatto il pragmatico Cofferati, così ha fatto il pragmatico Veltroni e così ha fatto il pragmatico assessore di Firenze che ha liberato la sua città dai lavavetri.

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