Internet Addiction: relazioni sempre più a rischio

Blog Addiction Inserito originariamente da Somewhat Frank su Flickr

Sulla scia dei post precedenti, ecco qualcosa su cui riflettere:

Il cellulare, lo schermo aperto sul mondo virtuale,sono protesi che non servono a muovere i muscoli, ma la mente: si può parlare di protesi di sostituzione di regole di comportamento la cui introduzione avrebbe imposto una precisa rieducazione degli adolescenti. Non solo: la fruizione eccessiva di Internet è contraria alla socialità intesa come relazione e conduce a una forma di ‘autismo digitale’ dove alle persone si sostituisce la loro immagine virtuale”

via Visionari

Questo è quanto ha detto Vittorio Andreoli, un famoso psichiatra che ha condotto uno studio su un campione di circa 2mila giovani italiani studenti delle superiori per conto dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa.

Il web2.0 ha portato grossi vantaggi a mio avviso, ma anche grossi problemi, come tutte le novità e le innovazioni dell’uomo. Pro e contro sta a voi trovarne, credo però che sia suggeribile in questi casi un approccio più distaccato e meno coinvolgente, se non vogliamo trovarci tutti quanti soli in una stanzetta, attorniati solamente da tanti amici-avatar di SecondLife.

Penso che una risposta a questi problemi si possa trovare perseguendo il principio aristotelico del giusto mezzo… Ma forse basterebbe farsi un po’ più consapevoli nell’uso della rete e di questi strumenti.

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3 commenti su “Internet Addiction: relazioni sempre più a rischio

  1. che Internet crei dipendenza è un dato di fatto, ma un po’ come lo crea, a chi gioca tutta la notte, War of Warcraft.

    Credo che i social media creino dipendenza nel momento in cui lo stare davanti al pc tolga spazio ai rapporti sociali tra le persone in carne ed ossa.
    Più che giusto mezzo, come per molte cose, è una questione di buon senso, in cui si usa il web 2.0 per motivi concreti quali informarsi, aggiornarsi, mantenere i contatti rapidamente con persone distanti, divertirsi, guadagnare ( o cercare di comprando e rivendendo) etc.
    L’importante che ad un certo punto non si insinui il sospetto di trascurare i rapporti con le persone con cui si vive la quotidianità.

  2. la dipendenza da videogiochi è un’altra cosa, anche se presenta lo stesso genere di sintomi. Problemi per i quali esistono in Olanda anche diverse cliniche per la disintossicazione dei videogiocatori.

    I videogiochi sono videogiochi e – salvo casi patologici – una persona sa che sta giocando. Anche SecondLife è un videogioco per certi versi, anche se si può fare ben altro.

    Ma la questione qui è un’altra, anche se stiamo dicendo la stessa cosa: chiamala buon senso, giusto mezzo o coscienziosità, poco cambia.

    Secondo queste ricerche, il problema maggiore è che i giovani (e non solo) preferiscano mantenere i loro rapporti con le persone che conoscono di persona via IM (Messenger, GTalk, Twitter, ecc) piuttosto che incontrarsi con loro… Poi sembra che sia più facile aprirsi e osare davanti a una chat celati dietro un avatar piuttosto che farlo di persona.

    La società si evolve, sì, ma in che direzione? Gli adulti e coloro che riescono a capire i limiti di tutto questo forse sono ancora in grado di porre un freno a tutto ciò, ma non ci sono solo persone equilibrate…

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