XML e XPRL: i linguaggi universali

XPRL.org

Qualche anno fa (era forse il 2002?), Toni Muzi Falconi introdusse l’argomento a noi studenti di Relazioni pubbliche a Gorizia e la cosa già allora sembrava molto interessante, ma solo da poco ho capito davvero il significato di parole come interoperabilità, cooperazione, condivisione di conoscenza attraverso standard riconosciuti. Sì, perché tutto questo è XPRL (eXtensible Public Relations Language) e si basa sul principio che affonda le sue radici nell’XML (eXtensible Markup Language), lo standard di definizione dei documenti (per saperne di più, cliccate qui).

Vediamo quindi che cos’è XPRL e perché è così importante.

XPRL is a computer language that applies background code ‘wrapped around’ the PR content. It enables electronic exchange of information accurately and efficiently throughout the PR process – from message owner to audience, inception to evaluation, to campaign reporting and control.

XPRL is an XML (eXtensible Mark-up Language) application language that can be used by modern Internet browsers and application software to apply context to information, allowing easy data exchange between disparate systems. (tratto da XPRL.org)

Oggi praticamente tutto sulla rete segue (o perlomeno dovrebbe seguire) le direttive della compatibilità agli standard W3C e il bello di usare un linguaggio comune è che tutti ti capiscono! Diventa possibile, quindi, l’integrazione tra diverse piattaforme e diversi servizi.

Attraverso un IM (Instant Messenger) come Adium, Pidgin, MSN Messenger, Skype, Voip Stunt (e tanti altri ancora…) possiamo per esempio leggere le news dell’ANSA o seguire gli aggiornamenti dei nostri blog preferiti attraverso GoogleReader; possiamo scrivere SMS ai nostri amici su Twitter o ancora chattare attraverso GoogleTalk o Yahoo! Messenger; controllare la posta via GoogleMail mentre carichiamo le nostre ultime foto su Flickr e le vediamo pubblicate automaticamente sul nostro blog preferito; possiamo anche ascoltare musica su Lastfm, condividere i nostri interessi in materia letteraria (Anobii) e inserire nuovi siti preferiti su del.icio.us, o integrare tutto questo su Facebook (presto ne avrò modo di parlare).

Molte di queste applicazioni si basano su protocolli “aperti” come Jabber (ecco una lista dei client Jabber più popolari) oppure su altri protocolli proprietari, cioè non open source, ma non scendiamo troppo nel dettaglio a riguardo.

Anche gli RSS sfruttano questo principio. XML dà quindi delle regole per poter leggere e trasmettere in ogni computer i contenuti che si trovano in un altro computer, in un’altra pagina, e così via. Allo stesso modo funzionano gli aggregatori di RSS (sia software che via web), perché vanno a leggere pagine XML che si trovano su altri siti.

Questo è, banalizzato e semplificato ai minimi termini, il significato di XML. E’ comprensibile l’importanza che questo strumento oggi ricopre nel nostro modo di concepire e vivere la rete.

Allo stesso modo dovrebbe funzionare XPRL per la nostra professione, poiché dovrebbe definire gli standard da usare e costituire così il “linguaggio universale” per i PR-professionisti (perdonate il bisticcio linguistico) per comunicare e per trasmettere le informazioni. Pensate per esempio che anche i comunicati stampa potrebbero essere spediti rispettando certi canoni e diventare subito contenuto dei principali mezzi di informazione (il controllo però sta sempre ai GateKeeper dell’informazione).

Sul sito ufficiale del progetto, le ultime news (nel senso di “latest“) sono datate 2003, e su FERPI.it, Franco Carlini ne aveva parlato molto tempo fa, ma da allora non ne ho saputo nulla.

Spulciando attraverso i motori di ricerca o su flickr qualcosa di più recente e aggiornato si trova, ma si ferma al 2006, come per esempio Dragan Veracic nel suo blog.

Nessuno di voi ne sa qualcosa di più?

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4 commenti su “XML e XPRL: i linguaggi universali

  1. cari amici,
    xprl purtroppo è deceduto qualche mese fa nel corso di una cena dei promotori a Londra. Non siamo mai riusciti davvero a interessare i nostri colleghi intorno a quel progetto. I senior proprio non hanno capito di cosa stavamo parlando, mentre i juinior si sono divisi in due campi: chi diceva che l’obiettivo fosse già superato dall’avvento dei social media, chi invece sosteneva che le relazioni pubbliche avrebbero solo dovuto adottare i sistemi dei giornalisti (newsrl) e del mercato finanziario (xbrl). Insomma un fallimento (determinato anche dalla nostra incompetenza…senza dubbio).
    L’ultimo tentativo è stato l’offerta di cedere il tutto gratuitamente (tre anni di lavoro e di investimenti..) all’IPR (la benemerita e dinamica fondazione privata guidata dall’ottimo Frank Ovaitt), ma non ha avuto successo.
    Capita sempre più spesso che ci facciamo del male da soli…sbrigatevi a crescere!!

  2. Noo! che brutta notizia ci porti, Toni! Innanzitutto grazie per aver contribuito a questo post… Purtroppo la rete riserva qualche brutta sorpresa a chi fa ricerche. Infaffi si può allo stesso momento imbattersi in documenti datati, non aggiornati o, come in questo caso, defunti. Altre volte succede che la copia cache di siti oscurati sia ancora disponibile, pensate voi!). Mi sembrava strano che le fonti ufficiali (xprl.org) non ne parlassero in modo aggiornato…

    Ho scritto il post riflettendo dopo una chiacchierata con un mio amico informatico (abbastanza geek, tra l’altro), che mi ha spiegato meglio come funzionano i principi dell’XML.

    Dispiace che questo progetto interessante sia fallito anche perché ormai mi chiedo quale sia la differenza tra social media, contenuti per i giornali e per il mercato finanziario. Non avrebbe più senso che convergessero tutti su un linguaggio comune? (si vede che la faccio semplice eh?)

    Dispiace che non siate riusciti a far interessare i colleghi al progetto. Sed nihil desperandum! Preferisco pensare che i tempi non fossero ancora maturi per capire il vero significato della cosa.

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