In tema di discorsi semi-seri: piccola confessione da condividere

rodin's thinker

fonte foto: marttj

Le considerazioni di Alessandra mi hanno fatto riflettere un po’ dopo avermi strapato un sorriso, perché nelle scene tipiche da studente da lei descritte mi riconosco a sufficienza (a parte il discorso del “no” :P).

Mi vedo come studentessa con i libri sotto braccio, gli appunti ben ordinati e la matita fra i capelli. Ho migliaia di informazioni in testa, di grafici, di ricordi di appunti, di idee, di pensieri, di aspettative, di opinioni, di speranze, di dubbi, di domande.

E mi vedo in possesso, sì, di questo enorme bagaglio, ma anche priva della capacità di mettere ordine in tutto questo bazar mentale.

Mi rendo conto che, giorno per giorno, una spolverata qui e una messa in pila di là, un po’ di ordine e di spazio riesco a farli, ma quando immagino una situazione di lavoro e tento di applicare le conoscenze, le tecniche e quant’altro possa servire a raggiungere un risultato, allora mi sento tremendamente in ansia e viene fuori una certa insucurezza.

Credo sia tutto dovuto alla mancanza di esperienza sul campo.

Essere parte di questo gruppo, di Uni>FERPI, del mondo dell’associazione professionale che consente di iniziare a respirare l’aria delle vere relazioni pubbliche e di confrontarsi e di mettersi alla prova ponendosi obittivi concreti; beh, tutto questo lo considero un grande dono e una grande opportunità che ringrazio infinitamente di avere avuto.

Per voi, ragazzi, vale lo stesso?

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6 commenti su “In tema di discorsi semi-seri: piccola confessione da condividere

  1. Gran calma innanzitutto!

    E’ meglio non fasciarsi la testa prima di averla rotta. Sarah dice che è l’inesperienza (o l’insicurezza) a creare ancora più confusione e dubbi, ma questi te li porterai dietro ancora per un po’, credimi.

    In questo caso credo sia la prospettiva di chi è agli inizi degli studi e credo sia normale avere certi dubbi ad una certa età.
    Non vorrei passare per “lo spierto” di turno, ma, essendo giunto a conclusione del mio cursus studiorum, credo di poter permettermi qualche commento riguardo un’associazione in cui posso dire di essere cresciuto (non solo professionalmente).

    Il grande valore di un’associazione come Uni>FERPI sta proprio nel confronto con altri studenti che hanno vicende ed esperienze diverse e lo scambio di questo genere di conoscenza può aiutare a fare chiarezza dentro di sé.

    I dubbi sul cosa farò da grande o su quale lavoro mi piacerebbe fare si possono ridurre se non fugare del tutto se si ha il modo di vedere da un punto di vista privilegiato (quello della finestra sulla professione di domani) che la FERPI offre agli studenti, attraverso Uni>FERPI.

    Rendiamoci conto di una cosa: la nostra, come molte altre, è una professione in continuo mutamento e non sarà possibile mettere da parte i libri e pensare che sia tutto finito dopo la laurea.
    Un’associazione professionale pensa anche a questo, alla formazione continua degli associati. Un aspetto da non trascurare!

    Ma tornando a noi, il confronto con altri studenti può aiutarci a fare chiarezza nelle nostre scelte, nei nostri desideri e può anche accadere di capire che si è sbagliato strada… Pazienza!
    L’importante è, secondo me, non smettere mai di interrogarsi e di avere dubbi e mai smettere di confrontarsi con gli altri.

    Tutto questo ci fa sentire più vivi e più artefici del nostro futuro.

  2. Penso che con il suo commento Marco abbia colto lo spirito e il significato primo dell’essere Uni>Ferpi.

    Uni>Ferpi è un faro che illumina la strada, ma non è necessariemente l’unico faro…è una possibilità, un’opportunità in più, ma non è l’unica opzione…
    Si può scegliere, anche, di non far nulla, di attendere che gli eventi cadano dall’alto, ma se siamo qui ora, forse questa è la scelta che non abbiamo contemplato!!

    Sarah, sei giovane, hai appena iniziato a addentrarti in un mondo immenso, complesso e talvolta contraddittorio, che vive sul filo del rasoio tra forma e sostanza, tra immagine e identità…credo che il tuo bisogno d’ordine sarà una necessità che ti porterai avanti ancora per un bel pò. E se Uni>Ferpi, Ferpi, i docenti e i professionisti che incontrerai, magari anche noi, ti aiuteranno a mettere in ordine il tuo bazar, allora vuol dire che qualcosa ha funzionato e ha funzionato bene.

  3. L’esperienza non allontanerà tutti i dubbi. Concordo pienamente con quanto Marco e Ale affermano a riguardo. “Rassegniamoci”:-)
    In realtà, come Marco, credo che non sia necessariamente un male.
    Ho iniziato quest’avventura tre anni fa e FERPI mi ha dato la possibilità di fare alcune esperienze. I dubbi non sono di certo andati via, ma col tempo, con un po’ di pratica e di sano buon senso, ho capito che le incertezze e le insicurezze devono essere incanalate in giuste direzioni. Che a dirsi forse è più facile che a farsi!:-)
    No panico, ma curiosità.. Ed è questo che in fondo ci aiuta a crescere, nel bene e nel male.
    Ho la fortuna di confrontarmi costantemente con voi. Scopro che altri ragazzi affrontano sfide simili alle mie. E’ un po’ come guardarsi allo specchio e capire fin dove veramente puoi arrivare, quali sono i tuoi limiti e in cosa puoi migliorare. Un investimento per il futuro, una palestra per il mio presente..
    Raccogliere tutto ciò che ci capita, cercare tutto ciò che non ci capita. Direi che chi si ferma è perduto..

  4. Secondo me chi si ferma… arriva dopo! 😀 e arrivare dopo potrebbe non essere una buona alternativa in un settore come il nostro che richiede di essere al posto giusto e al momento giusto.

    Tre anni fa o poco più le cose stavano diversamente, ora l’associazione è cresciuta e sta cambiando ancora!

    Ma come tutte le associazioni ha un bisogno che non si estingue mai: di nuove energie e nuovi stimoli, i quali possono venire solo da gente che sente l’esigenza di fare qualcosa!

    Quindi facciamoci avanti!

  5. Grande calma, pazienza, mai fermarsi, curiosità.
    Sì, sono proprio d’accordo con voi.
    Si fissano delle piccole mete (che spesso si raggiungono senza quasi accorgersene) che permettono di giungere a quella grande (che alla fine è solo una del lungo cammino).

    Proietto il punto di arrivo, mi vedo già là e poi mi guardo alle spalle vedendo che cosa devo fare per arrivare fin lì nel migliore dei modi.
    Su le maniche!
    Grazie ragazzi 🙂

  6. “Cerco di trovare la mia identità senza chiedere aiuto ma sono lontano
    busso e non risponde n’anche a un’anima meno male che non ho paura del buio
    non ho niente per me ma non dispero
    mangio solo pane e cattiveria ormai e non é un buon motivo per esserne fiero
    cammino da solo e non mi volto mai.
    non posso perdere
    disposto a sbagliare solo per crescere non soccombere

    ci vuole calma e sangue freddo.. calma … yeh he
    ci vuole calma e sangue freddo.. oh yo yo oh yo yo
    calma e sangue freddo calma yeh eh
    ci vuole calma e sangue freddo.. uo oh oh”

    Al contrario del buon Luca DiRisio (alcuni notano una certa somiglianza) ognuno di noi può bussare e trovare risposta grazie al confronto che anche Uni>Ferpi ci consente.
    In questa vita associativa non cammiamo da soli e abbiamo la possibilità di trovare riflesso in quello specchio che Grazia ogni mattina osserva altri come noi, altri come te Sarah: con il libro sotto il braccio e il “bazar mentale” e con un grosso punto di domanda in fronte che ci segue come la nuvoletta fanzottiana!
    Tutto nella norma.. nulla da spaventarsi.. fa parte del gioco e io ci vado a nozze!
    “ci vuole calma e sangue freddooooooooo” 😀

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