Nostalgia mitica. Della serie “a volte ritornano”

Qualche settimana fa si è a lungo parlato del lancio della nuova 500. A distanza di meno di un mese, si inizia a vociferare di un altro ritorno, quello della Vespa.

Stando a quanto riportato sul sito del Corriere della Sera, a partire da settembre vedremo sfrecciare per le nostre strade una nuova versione della mitica due ruote e dell’altrettanto mitica Ape. La Vespa S, riedizione della Vespa Special, è già stata presentata a Pontedera da Roberto Colaninno, presidente del Gruppo Piaggio.

Adattata ai gusti ed alle tendenze dei nostri giorni, nonché alle esigenze pratiche dei viaggiatori ed alla salvaguardia dell’ambiente, presenta molte novità sia dal punto di vista estetico (pur restando legata al proprio design tradizionale) sia da quello tecnologico.

Ultimamente si assiste a parecchi “grandi ritorni“, a riedizioni, ad aggiornamenti, ad evoluzioni di modelli del passato di quasi tutte le case non solo automobilistiche.

In attesa di vedere come e che tipo di comunicazione e di eventi verranno organizzati alla fine dell’estate, ci si potrebbe lanciare in pronostici ed in supposizioni circa la portata e la spettacolarità di simili manifestazioni.

Fra le fantasticherie però sorge una domanda: perché questa crescente nostalgia?

E’ una voglia, un po’ sentimentale, di far rinascere vecchie glorie e di proporle alle nuove generazioni oppure è mancanza di idee?

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4 commenti su “Nostalgia mitica. Della serie “a volte ritornano”

  1. Penso che la vecchia Vespa, rigorosamente modificata fai-da-te e possibilmente dipinta con colori e disegni più assurdi e improbabili, viva di luce propria e non risenta della presenza delle nuove versioni.
    Dall’altro lato, la Piaggio usa la reputazione del nome per modelli nuovi, necessariamente al passo con la tecnologia e adattati alle esigenze di adesso di avere un mezzo veloce e pratico per dribblare il traffico…
    Quindi non credo si tratti di nostalgia e nemmeno di mancanza di idee, ma di evoluzione di un marchio.

    Per ila nuova versione della 500 invece, suppongo, ci sia tutto un altro discorso dietro. E giusto in tema di lo- spot-della-500-assomiglia-a-quello-della-apple, mi è venuto un dubbio che la Fiat abbia anche preso spunto dalla Piaggio.
    Provate a confrontare il sito http://www.fiat500.com con http://www.it.vespa.com... non sembra anche a voi che il taglio del sito sia più o meno lo stesso?

  2. Io non credo che ci sia “mancanza d’idee” e sono più propenso a pensare ad una “nostalgia del passato”.
    Sono d’accordo con Giulia nel parlare di evoluzione di marchio per quel che riguarda non solo piaggio ma anche fiat e altri brand tipo Volkswagen (new beetle).
    Scontato che se c’è un’evoluzione il punto di partenza sta nel passato e quindi lo sguardo è rivolto verso il futuro cosciente di tempi gloriosi addietro.
    “ai miei tempi…” dicono i nostri vecchi in continuazione!
    Questo fa si che ci sia quasi il desiderio di riscoprire, nei giovani d’oggi, quel che è stato allora rivivendo in prima persona quei prodotti adattati alle esigenze moderne.
    Si vuole dare forse una sorta di continuità tra generazioni attraverso il mercato?

    @ Giulia: il taglio dei due siti è leggermente simile però non parlerei di “scopiazzamento”.
    Potrebbe essere dal punto di vista grafico un pò la moda del momento e quindi viene replicato in auotomatico.
    L’idea di colori accesi, vitalità.. si insomma.. sono adatti ad un prodotto di largo consumo come la Vespa o la 500 destinato ad un pubblico medio giovane che viene maggiormente colpito attraverso colori vivaci, movimento.. (siamo più visivi statisticamente parlando che uditivi o cinestesica).
    Le emozioni tornano utili anche in questo argomento di fatto.

  3. Attenzione a quello di cui parliamo nei post, perché qualcuno (come il professor S.) potrebbe – anche giustamente – dire che non abbiamo le idee ben chiare.

    Che il mondo della pubblicità e che la creatività (non solo in Italia) siano in crisi da tempo non sono io a dirlo, ma direttori creativi del calibro di Milka Pogliani, McCann-Erickson Worldwide Group Italy, o copywriter come Annamaria Testa.

    Come dice anche Giancarlo Livraghi in questo post su Gandalf.it, Mala tempora currunt.

    Le innovazioni vengono da altri paesi, come dall’Est Europa, che si è risvegliato dal torpore post comunista. Se avete occasione, date un’occhiata al sito del Golden Drum Advertising Festival… http://www.goldendrum.com/

  4. Le idee chiare non le ho in materia pubblicitaria sono il primo ad ammatterlo.
    Sul continum generazionale avanzavo un’ipotesi e mi piacerebbe sapere se siete d’accordo mentre sulla somiglianza dei due siti non ho problemi a ripeterlo: da ignorante dico che sono simili come taglio e c’è poco da fare 🙂
    Sono d’accordo con Marco nell’affermare che esiste un momento GENERALIZZATO di crisi ma non si può “fare di un’erba un fascio” quindi confermo la mia risposta: nostalgia mitica!

    Hola

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