YouTube: PR tool?

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fonte immagine http://www.serafinos.altervista.org/blog.html

Già in un precedente post si era toccato nel nostro blog il ruolo della comunicazione nella politica e oggi nel mio coffee break quotidiano ho seguito l’atteso dibattito organizzato dalla CNN che ha selezionato le domande da porre ai candidati democratici che concorrono alle presidenziali 2008 tra quelle inviate dai fruitori del servizio youtube. Si parla di successo! http://www.youtube.com/politicstv

Come affermavo i giorni scorsi la mia vicinanza alla politica italiana è avvenuta da pochi mesi dopo aver superato con successo l’esame di diritto pubblico figuriamoci quella estera.
Questi dibattiti all’interno dello stesso partito sono sempre avvenuti in vista delle presidenziali ma allora perchè questa volta il successo è stato così eclatante? forse lo era anche prima?non credo: è un bel po’ di anni che seguo giornalmente la prima pagina delle varie testate nazionali ma è la prima volta che trovo una notizia di questo tipo così in chiaro.
Non voglio per questo denigrare l’evento (certamente rilevante nel suo contesto) ma questo successo potrebbe avere a che fare con l’utilizzo di youtube quale canale privilegiato di comunicazione?
Scelta azzeccata quindi o casualità? e si può quindi parlare di youtube quale PR tool moderno?
A voi la parola

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4 commenti su “YouTube: PR tool?

  1. Negli ultimi tempi la politica ha assunto sempre più un carattere di spettacolarità e si è resa un po’ più “nazional-popolare”. Così almeno mi sembra.
    Per quanto ci siano poi degli aspetti negativi (come la banalizzazione di certi messaggi e la strumentalizzazione di altri), credo che sia un fattore positivo perché in questo modo la gente si è poco alla volta riavvicinata al mondo politico e continua a farlo.
    Per me è stato così e da un anno e mezzo a questa parte cerco di seguire il più possibile il dibattito, anche per farmi un’idea di quel che succede e mettere in dubbio/consolidare le mie convinzioni.

    Youtube sembra essere il mezzo adatto a far sì che la politica si avvicini alla gente e la gente si avvicini alla politica. Di sicuro ha facilitato molto la diffusione di messaggi pubblicitari commerciali; chi dice che non potrebbe farlo con quelli politici? (alcune campagne pubblicitarie di grandi aziende sono state viste decine di volte in più su youtube che in tv, ad esempio)
    Molti partiti, così come molti politici, fra l’altro, hanno già la propria tv online, con una struttura similissima a quella di yutube. La differenza sta nel fatto che youtube rende il tutto molto, molto più visibile ed accessibile.

    La mia risposta alla tua domanda, Luca, è un sì.

  2. In una notizia di due giorni fa Enrico Letta si è candidato alla guida del PD e ha usato proprio youTube!

    YT è uno strumento valido per avvicinare alla politica una fascia di popolazione che probabilmente non sarebbe così attratta altrimenti e altrove. La TV ormai non è guardata da molti giovani, che vanno su internet a cercare le informazioni e le notizie.

    E’ troppo presto per dire se le cose stiano cambiando, ma YT può essere uno strumento utile per raggiungere obiettivi (non solo politici). A patto che si accettino anche i limiti, le conseguenze e i pericoli della “gogna mediatica” che internet presenta.

  3. Per esempio questi:

    l’On. Di Pietro ha fatto una conferenza stampa su Second Life (notizia di qualche settimana fa), credendo, in buona fede, di fare una cosa nuova usando un sito-programma-gioco-comunità che sta andando molto di moda.

    Non aveva calcolato che una cricca di ambientalisti virtuali potesse intervenire sull’isola di Italia dei valori e fare una manifestazione contro il suo intervento…

    Anche i motori di ricerca come Google possono contribuire a creare quella che viene definita “gogna mediatica“. La presenza sui motori di ricerca dipende da parole chiave e dalla salienza con cui i termini si trovano online (rilevanza). Informazioni su una persona rimangono per sempre salvate nella memoria dei server dei motori di ricerca. Ogni piccolo sgarro può venire così registrato ed essere ritrovato ogni qualvolta si faccia una certa ricerca in base a ben determinate parole chiave.

    Non si può scomparire dalla rete facilmente, a patto di usare accorgimenti e inserire stringhe di codice nei siti interessati per far sì che non ritornino gli “spider” dei motori di ricerca… A mio avviso il discorso si fa molto complicato però.

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