Incontro FERPI “Social media: i Blog ed i Relatori Pubblici”

social media
Si è svolto lo scorso 18 luglio a Roma, all’interno del ciclo Microfoni spenti, l’incontro FERPI dal titolo Social media: i Blog ed i Relatori pubblici.Durante la conferenza, una decina di vari professionisti, con l’ausilio di un videoproiettore collegato a internet, hanno toccato molteplici aspetti circa il rapporto esistente tra relatori pubblici e social media, con particolare attenzione a quella parte significativa dei social media costituita dai blog.
Si è iniziato dando una definizione di social media e di blog. I primi sono media che rispondono a due caratteristiche fondamentali: essere media digitali ed essere connessi in rete.

Questi sono inoltre caratterizzati da almeno tre dinamiche di rilievo: spostano l’attenzione dai grandi gruppi e dalla predominanza dell’aspetto economico, tipico dei mass media, a piccoli gruppi ed alla predominanza dell’aspetto sociale (p. es. condividere con gli altri consumatori buone o cattive esperienze relative a prodotti o servizi acquistati); producono pubblicazioni che rimangono nel tempo (infatti difficilmente si ottiene la rimozione da un motore di ricerca) e sulle quali v’è un’elevata perdita di controllo da parte dell’autore; producono, infine, voci sui motori di ricerca, i quali provvederanno ad assegnare a tali voci un ordine sulla base di procedimenti automatici (google, ad esempio, considera fra i propri criteri il numero di link ad un sito presenti sugli altri siti). Per quanto riguarda invece i blog (la c.d. “blogosfera”), essi costituiscono una forma di social media assimilabile più che ad un diario (come spesso si sente dire) ad una “conversazione asincrona” (ne è un esempio interessante quello di Nicola Mattina.
Una “degenerazione” dei blog è costituita dai “mini-blog”, ovverosia blog contenenti post non superiori ai 140 caratteri (come twitter.com).

Si è sottolineato poi come i social media diano anche la possibilità di fornire un’informazione politica parallela a quella giornalistica (si guardi fbcomunicazione.it/blog), soprattutto in un periodo storico caratterizzato da una così forte sfiducia nelle istituzioni in senso lato ed in cui i mass media badano spesso più al pettegolezzo che alla sostanza.

Tuttavia, in Italia sono ancora pochi (rispetto, p.es., all’America) i politici che abbiano realmente dimestichezza con la rete (è stato citato, come eccezione, l’on. Gianni Cuperlo, col suo bloggiannicuperlo.it), forse anche per via dell’elevata età media della classe diligente italiana. (Un problema reale comunque rimane, ad onor del vero, quello della scarsa attendibilità delle fonti).
Si è passati dunque a due case history che hanno messo in evidenza l’ampia visibilità data da un blog in un segmento di mercato vacante (nel caso di marketinglegale.blogspot.com, primo ed unico blog italiano sull’argomento) e come un blog goda spesso di una gestione molto più dinamica rispetto ad un sito tradizionale, con un rapporto tra il numero di visite al primo e quelle al secondo che può conseguentemente arrivare anche a 3:1 (come nel caso di istitutobarometro.blogpost.com).
I relatori di entrambi i casi hanno sottolineato come i blog necessitino di ampi tempi di gestione a fronte, però, di un costo praticamente nullo.
La conferenza si è chiusa, infine, con una serie di interessanti consigli pratici (riportati sotto) relativi alla creazione ed alla gestione di un blog (commerciale):

  • scegliere segmenti di mercato poco affollati;
  • individuare un posizionamento specifico (piuttosto che generico);
  • lanciare il blog tramite una campagna di comunicazione (magari all’interno di un evento)
  • aggiornare il blog con regolarità;
  • inserirsi con commenti in altri blog (allo scopo di creare awareness, anche “salendo di posizione” nell’ordine assegnato alla nostra voce dai motori di ricerca secondo il meccanismo riportato in precedenza);
  • dotare il proprio blog del feed RSS (sistema di aggiornamento automatico per i visitatori);
  • non badare tanto a quanti visitatori si connettono al blog quanto al perché (si noti, peraltro, come i visitatori “migliori” sono di solito proprio quelli abbonati al sopraccitato feed RSS)
  • firmare il blog a nome del Responsabile della Comunicazione (o dell’A.D.)
  • ovviamente (!) portare avanti conversazioni “autentiche” (in altre parole: non scrivere nulla di falso!).

L’evento ha avuto luogo in un ambiente elegante ma informale (in pieno “stile FERPI”) ed è stato seguito da un piacevole rinfresco in terrazza.

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4 commenti su “Incontro FERPI “Social media: i Blog ed i Relatori Pubblici”

  1. Veramente molto interessante quest’incontro!
    Peccato non averci partecipato.. siamo a quota due per quel che riguarda la mancata partecipazione personale a seminari in tema blog.:(
    Il punto che mi ha incuriosito tra i consigli pratici relativi alla creazione e alla gestione è il terz’ultimo:

    “non badare tanto a quanti visitatori si connettono al blog quanto al perché (si noti, peraltro, come i visitatori “migliori” sono di solito proprio quelli abbonati al sopraccitato feed RSS) “.

    A tal proposito qual’è lo strumento adottato per estrapolare tale informazione? ricerca qualitativa nella forma d’intervista?

  2. Mi fa piacere che tu abbia trovato interessante il contenuto dell’articolo! 🙂

    Per quanto riguarda il tuo quesito (ovvero quale sia lo strumento adottato per estrapolare il “perchè” gli utenti si connettano al blog), purtroppo questo non è stato affrontato approfonditamente durante l’incontro e temo, dunque, di non poterti dare una risposta certa.
    Ad ogni modo, credo che tale dato sia deducibile dagli “spostamenti” sul blog degli utenti, che nel caso dei blog meglio strutturati dovrebbero essere visualizzati con una certa precisione dal creatore del blog stesso. Anche quella della ricerca qualitativa sotto forma di intervista -da te ipotizzata- mi sembra una possibilità interessante (poichè molto diretta); essa rischierebbe di scontrarsi, tuttavia, coi problemi metodologici a questa tipicamente legati in queste situazioni (chi è che risponde e chi no? qual’è l’attendibilità della fonte? etc…)

  3. Daniele, anche a me è piaciuto l’articolo e l’incontro deve essere stato sicuramente molto interessante.

    Credo fondamentalmente nei punti che hai evidenziato e in particolare all’ultimo: non dire nulla di falso.

    L’onestà intellettuale e non dovrebbe far parte del bagaglio di ciascun comunicatore (altrimenti è ovvio che l’opinione pubblica ci affibbia l’epiteto di “venditori di fumo”).
    Ricordiamoci che ci sono sempre le mezze verità (che non sono delle bugie), ma questa è un’altra storia (lasciamo da parte gli spin doctors in questo contesto).

    Ritorno al commento di Luca: in effetti non conta sapere solo quanti sono i visitatori, ma come interagiscono col blog. E poi conta molto di più per me sapere che ho 20 lettori assidui piuttosto che 100 sporadici, che sono giunti sul blog per caso e che magari non ci torneranno una seconda volta.

    Altro aspetto fondamentale per me è l’individuazione di un argomento specifico. Sparare a 360 gradi non è mai una buona scelta secondo me. Anche perché se ti concentri su un argomento o se usi una chiave di lettura originale, potresti scoprire cose ancora più interessanti e diventare, perché no, esperto in un certo settore.
    Concludendo, da quanto ho capito, ancora una volta l’invito è di fare attenzione ai contenuti, alla credibilità delle fonti e quindi all’attendibilità delle notizie.

  4. Pingback: Dalla pratica alla teoria: I Social Media « UNI>FERPI

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