L’Università di Udine a Gorizia premiata a Lisbona

LisbonaLa realtà goriziana si riempie di prestigio a Lisbona per la vittoria dell’edizione 2007 del progetto GlobCom. L’obiettivo era di aumentare la reputazione della multinazionale del settore chimico Cognis attraverso una campagna di comunicazione interna ed esterna della durata di due anni.
Il progetto ha coinvolto studenti di relazioni pubbliche e comunicazione provenienti da 12 università dislocate in 11 Paesi di 4 continenti (Brasile, Germania, India, Italia, Portogallo, Singapore, Sud Africa, Spagna, Emirati Arabi, UK, Usa) che, organizzati in sei team multiculturali misti, hanno lavorato da febbraio a giugno come una vera agenzia di relazioni pubbliche internazionali
La nostra nazione ha cosi spedito 14 studenti delle lauree specialistiche in Relazioni pubbliche delle istituzioni e Relazioni pubbliche d’impresa dell’università di Udine, coordinati dal coach docente di Lingua e comunicazione tedesca Iris Jammernegg.

«Il corso di laurea in Relazioni pubbliche – spiega Iris Jammernegg – ha aderito al Progetto GlobCom per due motivi: da una parte condivide pienamente il suo approccio alle relazioni pubbliche, basato su una spiccata prospettiva etica; dall’altra l’iniziativa rappresenta il naturale proseguimento del nostro programma di tirocini altamente professionalizzanti, completando tutti i curricula offerti. Infatti questa iniziativa ha lo scopo di stimolare l’autonomia operativa, affinare le competenze di analisi, sintesi e creatività, sviluppare le capacità di problem solving e di negoziazione, accrescere l’attitudine al lavoro di squadra in ambito internazionale e on line, superando barriere culturali fino a rendere la diversità una preziosa risorsa, e infine di aiutare a creare network professionali per condividere esperienze».

… e così è stato: fissato il target, il gruppo dei nostri amici ha messo a punto una strategia globale coerente, destinata sia ai media sia ai dipendenti, che ha convinto la giuria grazie alla sua creatività visiva e ricchezza d’idee da una parte, alla sua solidità e coerenza dall’altra.
Come per Uni>Ferpi, internet è stato utilizzato come mezzo di comunicazione ideale dai partecipanti che si sono tenuti in contatto attraverso mail e chat-room.
Genziana Martin e Jelena Petković sono così volate a Lisbona per partecipare, insieme alle colleghe Elena Bressani, Paola Pessa e Alessia Zorzan, all’evento finale della competizione internazionale on line.
Secondo Jammernegg tutti gli obiettivi sono stati raggiunti:

«Gli studenti hanno potuto sia confrontarsi con approcci multidisciplinari per rispondere alle sfide poste dal tema del convegno “Comunicazione aziendale quale catalizzatore del processo di democratizzazione”, sia vivere una delle situazioni professionali più incisive, presentando al cliente il proprio “prodotto”, una campagna promozionale indirizzata sia ai pubblici esterni che interni, pensata globalmente con i dovuti adattamenti ai mercati locali. Nella fase di rielaborazione formativa sono stati fondamentali i commenti puntuali da parte dello sponsor».

COMPLIMENTI RAGAZZI!!!

Fonte web: qui.uniud.it

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9 commenti su “L’Università di Udine a Gorizia premiata a Lisbona

  1. “dai a cesare quel che è di cesare” dicevano un tempo 😀
    Sono un pessimo giornalista lo ammetto!
    Chiedo venia!
    Genziana Martin e Jelena Petković facevano parte del team internazionale col miglior progetto e forse era poco chiaro dall’articolo tuttavia mio intento e volere personale era quello di lodare tutti i ragazzi che hanno partecipato a questa manifestazione senza fare distinzione tra vincitori e vinti.
    Per noi (mi permetto di allargare il gruppo) siete stati tutti comunque VINCITORI e rinnovo il mio:

    COMPLIMENTI RAGAZZI!!!

  2. In effetti l’articolo ci ha fatto sentire un po’ tutte vincitrici! Complimenti vivissimi vanno alle mie “colleghe” Genziana e Jelena che, con il loro team, hanno presentato un progetto molto professionale e ideato una presentazione decisamente coinvolgente. Ma anche per i non vincitori, come me, l’esperienza ha valso la pena di essere vissuta. Finalmente un approccio pratico alla professione. In questi mesi ci siamo trovate immerse in vere agenzie internazionali di relazioni pubbliche, con strategie da elaborare e un cliente a cui presentare un risultato. Ottima idea questa del Globcom, che ha risposto al desiderio degli studenti di toccare con mano la realtà di questa professione, di mettersi in gioco e di creare relazioni con altri ragazzi impegnati nello stesso percorso di studi. Sono stati mesi di collaborazione e di confronti con altre realtà, altri modi di lavorare e altri modi di approcciarsi al lavoro. Non sempre è stato facile accordarsi, trovare compromessi e gestire livelli di preparazione e ritmi di lavoro diversi, ma fa tutto parte del gioco.
    Ancora complimenti, quindi, al team vincitore e all’idea Globcom!!

  3. Ho partecipato al GlobCom di quest’anno e purtroppo devo dire che gli interessanti presupposti del progetto sono stati oscurati da problemi organizzativi per cui, inspiegabilmente, tutti i gruppi locali non europei del mio team non hanno più collaborato. Cosi’. Di punto in bianco.
    I lavori di gruppo richiedono suddivisione del lavoro e cooperazione: capite bene che se lavori e scadenze non vengono rispettatii, inevitabilmente il risultato finale è compromesso.
    Anche se probabilmente sono capitata nel team degli imboscati, l’esperienza è ad ogni modo un’occasione per imparare nuovi elementi legati alla pianificazione aziendale, nonchè lavorare sull’arte della mediazione e delegazione…

  4. Giulia ha sottolineato il vero problema di questa edizione. Effettivamente i progetti che hanno ottenuto la valutazione più bassa sono quelli presentati dai team degli “imboscati”. Anche il mio gruppo ha avuto scarsissima collaborazione e partecipazione. Purtroppo correggere la formazione dei gruppi di lavoro a processo iniziato era un po’ difficile, nonostante avessimo fatto notare i problemi ai vari docenti-referenti, e ci si è dovuti adattare. Ovviamente il risultato finale ne ha risentito. Sarebbe auspicabile maggiore responsabilità personale, ma questo è un problema che riguarda diversi ambiti… purtroppo.

  5. @Giulia e @Alessia: avete sollevato un problema non da poco: quello della mancanza di motivazione da parte di alcuni che pregiudica il lavoro di tutto il gruppo. Questo è secondo me il principale problema (e impedimento) per i lavori di gruppo che coinvolgono perfetti sconosciuti o, come in questo caso, persone che provengono dai quattro angoli della Terra.

    Gli imboscati però ci sono un po’ ovunque… Ma come fare a ripristinare la motivazione che viene a mancare?

    A questa domanda neanche gli psicologi sono riusciti a dare una risposta univoca. Il passaggio da intenzione ad azione è spiegabile anche grazie alle emozioni (e quindi al clima presente gruppo, di solito positivo). Ma la motivazione non è influenzata SOLO da dinamiche emotive o emozionali che dir si voglia… Qualche idea?

  6. Secondo me la motivazione o c’è o non c’è.
    O uno è motivato di suo, oppure non lo è.
    Ci possono essere fattori che la influenzano come soddisfazione delle aspettative, remunerazione adeguata agli sforzi, varietà dei compiti, relazioni mediamente positive, etc. pero’ penso che se alla base non ci sia una convinzione interna del proprio operato, qualsiasi stimolo esterno ad un certo punto perda forza.

    Tornando al GlobCom, in un progetto dove non c’è nessun controllo esterno sull’effettivo impegno di ogni partecipante, sta all’onestà e alla correttezza dello studente contribuire al risultato finale.

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