Giovani e Relazioni Pubbliche: ricerca della James Madison University. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Cari colleghi,
Ferpi  e UniFerpi stanno collaborando alla diffusione di una ricerca condotta dal Dr. Chang Wan “Isaac” Woo della James Madison University,
che ha lo scopo di  indagare che cosa pensano i potenziali e futuri professionisti delle relazioni pubbliche, quali sono le loro prospettive e aspettative.
I risultati di questa indagine saranno comunicati in una conferenza internazionale di relazioni pubbliche e attraverso una rivista accademica. Seguirà comunicazione.
Vi chiediamo solo 15 minuti del vostro tempo per rispondere al questionario.
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Link per esteso del questionariohttp://jmu.qualtrics.com/SE/?SID=SV_bQHdBEIlF2Jo9GR
Grazie mille per la vostra collaborazione e il vostro prezioso supporto!
Per maggiori informazioni:
Dr. Chang Wan “Isaac” Woo
School of Communication Studies
James Madison University
Giovanna Fabiano
Coordinatore Nazionale UniFerpi
 

Master Universitario MaPReC: ready…steady…go!

Circa un mese fa girava sul web e tra gli studenti la notizia relativa al lancio di un nuovo Master Universitario in Public Relations & Corporate Communication all’Università IULM di Milano.

Avevo promesso di informarmi… eccovi il risultato dei miei sforzi: un’esclusiva video intervista al Prof. Emanuele Invernizzi, direttore del Master.

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Migliorare la reputazione del PR

Esco fresco fresco da un episodio molto grave in cui la mia reputazione di PR è stata distrutta agli occhi di una platea formata prevalentemente da giovani imprenditori durante un seminario in tema “web marketing”.

Al di là dell’evoluzione di quell’episodio, che mi auguro avrà dei risvolti tempestivi nel ridurre quanto di dannoso è avvenuto, riflettevo su quanta fatica faccia a parlare del mio lavoro, delle mie attività e di quanto sia, a livello percettivo, tremendamente distorto.

Ho appena scritto una mail di sfogo a Fabio Ventoruzzo segnalandogli un postche delinea il lobbista come un “genio del male” e il comunicatore come un “regista degli effetti speciali creativo e al tempo stesso bugiardo”. Accuse pesanti che fanno riflettere.

Anche questo dimostra quanto la nostra professione non sia efficacemente comunicata!

Bisogna agire. Tutti.

UniFERPI cosa può fare per aiutare?

Io ho un’idea: sarebbe utile creare degli eventi presso le altre facoltà al fine di far percepire a laureati futuri (architetti, medici, avvocati, ingegneri…) chi siamo, cosa facciamo, come lo facciamo e perché dovrebbero collaborare per le loro attività.

A mio avviso questo porterebbe dalla radice a migliorare l’immagine del PR e innalzare quindi la reputazione a livello generale nonchè a far conoscerci tra potenziali futuri clienti.

Ve piace? :D

Professione RP. (l’essere), il fare, il sapere, il saper fare

Cosa significa essere relatori pubblici? È una domanda che prima o poi ci poniamo tutti, prima da studenti cioè da “professionisti in divenire” (o in sviluppo) e poi come professionisti a tutti gli effetti. Questa stessa domanda ha fatto da filo conduttore alla sessione pomeridiana del simposio che ha celebrato i primi dieci anni del Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche dell’Università di Udine a Gorizia.

È toccato alla professoressa Renata Kodilja, docente di Psicologia delle relazioni, membro del direttivo Ferpi con delega ai rapporti con Uniferpi e al progetto Mentore, aprire la discussione dal tema: “Professione RP. Il fare, il sapere, il saper fare. Testimonianze dal mondo delle professioni.” [sul sito di Ferpi, trovate il resoconto completo dell’evento con tutti i video degli interventi].

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Euroblog2008: paure e prospettive dei relatori pubblici in una società collaborativa

Social media logos

Ho atteso qualche giorno prima di scrivere le mie impressioni su Euroblog, anche per non ripetere quello che l’ottima Amanda Succi ha riassunto sul sito FERPI. Ne approfitto anche per segnalare l’intervista di Laura Latini a Toni Muzi Falconi, sul ruolo dei social media per le relazioni pubbliche. Come hanno scritto Giulia e Luca, il materiale a disposizione per poter continuare la conversazione è tanto… basta cercare un po’ in giro.

Per fare le mie considerazioni su Euroblog2008 parto da alcuni problemi, perplessità e criticità che il nostro guru Toni ha ben sottolineato.

Premessa fondamentale e necessaria riguarda le differenze tra l’Italia e il resto del mondo. Basti pensare al diverso uso di Twitter o Facebook tra USA e Italia nella campagna elettorale. La consapevolezza che i social media sono uno strumento importante di informazione (e di influenza sociale) non è ancora così diffusa tra i relatori pubblici del nostro paese.

Tra apocalittici e integrati, tra ottimisti sostenitori del fenomeno e scettici critici dei nuovi media, il convegno si è svolto tra intensi dibattiti e discussioni giunte alla platea e ai relatori attraverso l’onnipresente Rete – limitata tuttavia da una banda limitata e spesso carente -, grazie ai commenti su Twitter e al live blogging in diretta.

Ma vediamo nello specifico quali sono gli aspetti su cui siamo stati chiamati a riflettere e sui quali dovremmo necessariamente continuare a farlo nei prossimi anni.

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Tra il Dire e il Fare…dove sono le RP?

daldirealfare_spotNe abbiamo parlato pochi post fa: Milano in questi giorni non è solo settimana della moda.
Per una nutrita serie di organizzazioni e persone, domani avrà infatti inizio uno dei più importanti appuntamenti annuali in tema di CSR.

Dal Dire al Fare è una manifestazione che raccoglie le più importanti e significative esperienze italiane e già da tre anni ragiona sulle prospettive future della Responsabilità d’Impresa.
Il tema di quest’anno mi sembra particolarmente rilevante, in quanto sembra risolvere definitivamente una fra le questioni più dibattute, ossia l’inquadramento strategico della CSR.
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Perché studiare Relazioni Pubbliche?

Per una mia banale e imperdonabile leggerezza nel moderare alcuni dei commenti al post che si erano accumulati e per metterli correttamente in fila, riesco con un vero colpo di…genio a cancellarli tutti!

Sembra che qualche forza oscura aleggi su questa vicenda.
Qualche istante prima di ultimare il post sono riuscito grazie ad un mio vero colpo di.. genio a cancellare il tutto, proprio come è successo a Toni Muzi Falconi.
Non demordo.
Ricomincio a scrivere e per arrivare subito al dunque eccovi alcune righe dell’articolo apparso su Princeton Review la settimana scorsa:
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