Marketing Turistico. Pellegrinaggio e comunicazione culturale europea

In occasione delle lauree magistrali di Relazioni Pubbliche presso l’Università di Gorizia, Miguel Tain-Guzman, professore presso l’Universidade di Santiago de Compostela, è intervenuto all’incontro “Il “Camino” di Santiago de Compostela, Patrimonio dell’Umanità: passato, presente e futuro di una ritrovata via di comunicazione culturale europea”.
“Se la Galizia ha un’opportunità, questa è il Camino”
È doveroso partire dalla conclusione di Miguel Tain-Guzman, professore di Storia dell’Arte dell’Universidade de Santiago de Compostela, correlatore nella tesi di Valeria Manca “Pellegrinaggio a Santiago de Compostela: un fenomeno in crescita. Il ruolo dell’organizzazione e della comunicazione”, che nel corso della conferenza svoltasi presso la sede di Gorizia dell’Università di Udine in collaborazione con UniFERPi, martedì 27 marzo, ha sottolineato l’importanza di un prodotto di consumo che dagli anni ’80 ad oggi ha conosciuto solo una crescita esponenziale.
Gli investimenti in efficaci piani di marketing degli enti locali sono giustificati dal numero di turisti, circa 9 milioni negli ultimi anni, e dei pellegrini, 270.135 nel 2010 in occasione dell’Anno Santo e 183.366 nel 2011. Le parole chiave sono un’ottima organizzazione, in cui sono coinvolte le reti di associazioni e confraternite di San Jacopo, e una significativa immagine mediatica. Le nazioni che più hanno subito il fascino di questo turismo itinerante sono, in testa alla classifica e in rigoroso ordine decrescente, Spagna, Germania, Italia, Francia e Portogallo.
I motivi per cui si decide di intraprendere uno, o più, percorsi (ad oggi quello più famoso, tra gli otto possibili, è il “Cammino francese”) variano dall’aspetto religioso, all’obbligo per esecuzione testamentaria o, in una visione più ampia e condivisa dalle istituzioni locali, quello culturale. 
La trasmissione dell’informazione non è di esclusivo appannaggio delle riviste jacopee. L’effetto contagio è da implicare anche al Web 2.0, negli obiettivi di condivisione che spopolano nella rete – da segnalare http://www.pellegrinando.it.
Una piccola parentesi va all’esempio italiano, seppur di minore portata, qual è la Via Francigena che tuttavia non conserva la stessa unità di istituzioni rintracciabile nel “Camino” di Santiago de Compostela, al punto che sono individuabili diverse, e talvolta discordanti, istruzioni su come proseguire, a seconda che siano state poste dal Comune attraversato, dallo Stato o dalle associazioni di volontariato site in zona. 
Questo è quanto rilevato nell’intervento di Andrea Bellavite, membro dell’Associazione iter aquileiense, che nel territorio friulano, a partire dal 2005, ha elaborato il Cammino Celeste, un percorso culturale che si snoda in dieci tappe e, analogamente al “Camino”, permette di incontrare identità storiche e linguistiche differenti.

Se ormai siete convinti di partire alla volta di Santiago de Compostela – ricordandovi che per aggiudicarvi “La Compostela” di chilometri a piedi dovete farvene 100 – non serve che attendiate l’Anno Santo, ovvero il 2021. È infatti possibile partecipare ai campus estivi organizzati dall’Universidad de Santiago de Compostela che ogni anno permettono di immergersi a tuttotondo nel fenomeno che ha fatto la fortuna della Galizia.

Elena Buzzinelli – UniFerpi Gorizia

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