La politica italiana, Beppe Grillo e i nuovi media
Mercoledì 6 Febbraio, 2008 di marcobardus
Continua l’intervista a Sergio Vazzoler (che ringrazio per la grande disponibilità), partner di MR&Associati, che abbiamo intervistato ieri sui temi della politica italiana.
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U.: Parlando di elezioni, chi sarà in grado di vincerle se si andasse al voto subito e se invece lo si facesse tra qualche mese? Ancora una volta dipenderà tutto dalla campagna elettorale e da chi comunica meglio o tutto questo non basta più?
S.V.: Stando alla situazione odierna, il centrodestra sembra navigare con il vento in poppa…e potrebbe non bastare qualche mese in più al centrosinistra per recuperare il terreno perduto…anche se iniziano a intravedersi segnali di scontento verso il sistema nel suo complesso e forse il voler a tutti i costi precipitarsi alle urne senza prima aver messo mano al “porcellum” elettorale, potrebbe anche ripercuotersi contro il centrodestra…
Per quanto riguarda la campagna elettorale, se andremo a votare con la legge vigente, temo si ripresenterà un film già visto: decisiva la campagna elettorale e la comunicazione politica dei leader, pressoché nulla e ininfluente quella sul territorio…con le liste bloccate, c’è ben poco da inventarsi…
U.: Fenomeno Beppe Grillo: qualcuno lo considera un guru della comunicazione… Per te chi è Beppe Grillo?
S.V.: Grillo è sempre stato un attento osservatore della realtà, che poi rileggeva con straordinaria ironia. Personalmente mi divertivano moltissimo i suoi primi spettacoli, quali “Te lo dò io il Brasile” o “Te la dò io l’America”, dove gli usi e i costumi di Paesi lontani venivano ridicolizzati con una leggerezza mai banale. Successivamente ha virato verso un modello di comicità più impegnata ma pur sempre ironica e gli va riconosciuto il coraggio di aver svelato malefatte di cui il sistema dei media non dava notizia…Ma negli ultimi spettacoli l’ironia è quasi del tutto sparita a favore di un’arringa carica di risentimento…e anche il suo blog, vero e proprio fenomeno a livello europeo e mondiale, ha un sapore un po’ troppo acido per i miei gusti…
U.: Facendo un paragone con gli Stati Uniti, quali sono le differenze salienti con la comunicazione politica e il marketing elettorale nel nostro paese?
S.V.: Le differenze sono tante e assai rilevanti. Basti pensare alle primarie USA e a quelle in salsa tricolore per capirlo. Là si gioca a viso aperto, con tutti i protagonisti principali in campo che si confrontano a muso duro ma immediatamente pronti a riconoscere il vincitore…e poi le continue innovazioni nel marketing politico: dall’evoluzione del linguaggio all’innovazione tecnologica…Da noi, invece, sono ancora le interviste sui grandi giornali a fare la campagna elettorale…con un bassissimo coinvolgimento dal basso.
E poi ha ragione da vendere De Rita: sarebbe ora di lasciare perdere i tomi da 100 pagine per comunicare programmi onnicomprensivi e concentrarsi invece su tre/quattro impegni e un messaggio, un unico concetto che possa diventare la missione collettiva per il Paese. Da questo punto di vista il “Change – We can believe in” di Barack Obama è certamente un esempio.
U.: Su Facebook, oltre ai gruppi di fan di diversi personaggi politici italiani e stranieri, nascono gruppi come “Please Europe invade Italy“. Che cosa pensi di queste forme di coinvolgimento e di nuovi media partecipativi?
S.V.: I nuovi media “sociali” devono essere presi sul serio. Qualcuno parla di una nuova opinione pubblica che si fa strada: io non lo so se questo sia vero, certo è che occorre conoscere questi strumenti, analizzarli e cercare di coglierne i segnali deboli. Soltanto così possiamo essere in grado di distinguere tra “bolle” e fenomeni reali. In Italia ci sono ancora segnali contrastanti: in alcuni settori, come ad esempio la tecnologia di consumo e più in generale i prodotti di largo consumo, i social media stanno diventando un attore importante, in altri come la politica, invece, mi pare che siamo ancora alle partite di allenamento…
Grazie a Sergio per la disponibilità! Arrivederci su queste pagine!
























[...] sconosciuto: [...]
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Segnalo a tal proposito tra articoli che riprendono il tema della comunicazione della politica e delle istituzioni in Italia dal sito Ferpi.
Eccoli qua dal più recente al più vecchio:
http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=45373 i
(il commento di Giovanni Valentini su La Repubblica del 2 febbraio)
http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=45403
(commento di Andrea Rosiello all’articolo di Fabio Ventoruzzo)
http://www.ferpi.it/news_leggi.asp?ID=45360
(articolo di Fabio Ventoruzzo)
aspetto i vostri commenti!
Grazie Andrea della segnalazione, anche se i discorsi sono molto più generali del taglio che volevo dare agli argomenti dell’intervista a Sergio Vazzoler.
Se ne potrebbero dire molte ancora sulla comunicazione istituzionale e sulla pubblica amministrazione in Italia…
[...] da parte per il momento l’esempio di Beppe Grillo, di cui abbiamo già lungamente e ampiamente parlato, l’esempio d’Oltreoceano è interessante per le [...]
[...] Original post by marcobardus [...]