Una capatina nella professione

Riccardo Illy a Gorizia

Siamo lieti di poter ospitare su questo blog l’esperienza di Angela Ferrari, studentessa del corso di laurea in Relazioni Pubbliche di Gorizia (prossima a entrare in uniferpi), la quale ha preso parte dell’organizzazione del ciclo di seminari di cui avevamo parlato qua. Riportiamo di seguito le parole di Angela. Le foto della serie di eventi è disponibile sullo spazio Picasa creato ad hoc.
27 ottobre 2007. Ore 9. Lezione di Teoria e Tecniche delle Relazioni Pubbliche 2 con il dott. Panzini: ci siamo divisi in 4 gruppi: logistica, segreteria generale, ufficio stampa e creativi. All’inizio avevo deciso di mettermi con quelli della logistica, un lavoro leggero e relativamente poco impegnativo pensavo…

Però l’ufficio stampa mi piaceva, o almeno sapevo già a cosa andavo incontro, visto che l’anno scorso avevo collaborato all’ufficio stampa del concerto United against Aids organizzato dal comitato provinciale Unicef di Gorizia. Fu proprio quel ricordo di quei giorni frenetici, ma allo stesso tempo motivanti a spingermi a mettermi in gioco un’altra volta.

Naturalmente gli obiettivi che mi ero posta erano abbastanza alti, lontani da quello che un comune studente può prefissarsi, solo per il gusto della sfida, per vedere fin dove sarei potuta arrivare.

Per fortuna, potevo contare con l’aiuto dei miei compagni di corso che mi davano l’input per cercare di dare il massimo.Nessuno di noi sapeva bene come iniziare ne da cosa. L’unica indicazione fornitaci dal docente erano le date dei primi due incontri e i nomi dei relatori. Ah, e il fatto che per fornire del materiale su cui lavorare al gruppo logistico era necessario intervistarli.

Le interviste furono un altro problema per noi… Non tanto per il fatto di delegare chi si occupava di ogni singola intervista,ma per avere delle domande sensate ed utili, che ci permettessero di scoprire qualcosa di più su di loro come persone ma anche sugli argomenti che avrebbero affrontato.

Dopo qualche discussione ci siamo divisi in gruppetti per realizzare le interviste, rotto il ghiaccio dopo un primo contatto telefonico eravamo già un po’ più sicuri riguardo il nostro lavoro.

Il nostro primo approccio al mondo “reale” di un relatore pubblico, seppure con le spalle coperte dal prof, non poteva essere un fiasco… per questo ci siamo spinti oltre i “limiti” definiti dal docente, contattando oltre i media da lui indicati anche la Ferpi, tramite la sezione goriziana dell’UniFerpi.

Ricordo (adesso sorridendo, lì per lì ci sono rimasta malissimo…) quando sono andata a parlare con il prof dopo la lezione, per avvertirlo che era “mia” intenzione contattare l’incaricato della newsletter Ferpi (il sig. Fantaguzzi) grazie all’aggancio ottenuto tramite UniFerpi.

Quando mi ha rivolto le ultime parole famose, “Ho capito Ferpi? La Federazione Italiana Relazioni Pubbliche?”, ho subito pensato “oddio, mi sono messa nei pasticci… ” Meno male che poi, Panzini proseguì con un più tranquillizzante: “Contattatelo come se fosse un giornale qualsiasi…” Solo allora ho ripreso a respirare normalmente…

Il nostro problema era che la newsletter usciva il mercoledì, giorno dei nostri incontri, era un piccolo ostacolo da superare.. oltre al fatto che non sapevamo se il sig. Fantaguzzi avrebbe preso sul serio il nostro lavoro di studenti (nemmeno uniferpini…). Per fortuna, dopo un’ inizio tutt’altro che promettente quando le informazioni non giravano nel verso giusto e non sapevamo come risolvere il problema tutto si è sistemato.La sala si riempiva in maniera consistente, grazie anche al passaparola e all’aiuto dei conoscenti.

Cosa posso dire ancora? Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato in questa avventura (sbirciatina…) nel mondo dell’ufficio stampa, in particolare al dott. Panzini che ci ha permesso di sperimentare qualunque cosa ci passasse per la testa e non ha mai posto dei limiti alla nostra creatività, al sig. Fantaguzzi incaricato della Newsletter della FERPI, a Marco e a Luca, responsabili UniFerpi Gorizia per aver creduto in noi.

Un commento su “Una capatina nella professione

  1. Buongiorno a tutti,
    interessante leggere questo ricordo, soprattutto per l’importanza che rivestono i gruppi di lavoro, il lavoro in team. Tale tipologia è interessante, in primis, per i grandi valori che si respirano attuandola: rispetto reciproco, divulgazione della conoscenza e informazione in senso partecipato, attivo ed altree ancora.
    Chiedo a Giulia: non ti andrebbe di raccontarci anche il dopo? Ovver, dopo questo cappello introduttivo, che ne dici di raccontarci la fase “produttiva” del lavoro e la restante “messa in opera” del tutto?
    Ciao e grazie
    Joe

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